Divisi siamo consumatori. Uniti siamo cittadini.

Perché solo la comunità può resistere allo strapotere delle multinazionali — e cosa significa costruirla concretamente

C’è un’immagine che torna spesso quando penso a questo progetto. Gli opliti della Grecia antica. Guerrieri equipaggiati con scudo e lancia che, da soli, valevano relativamente poco. Il loro punto di forza era la formazione: la falange. Ogni guerriero proteggeva con il proprio scudo non solo se stesso ma il compagno alla sua sinistra. Se uno rompeva la formazione, la falange cedeva. Se tenevano insieme, erano imbattibili.

È esattamente questa la metafora giusta per quello che stiamo costruendo. Di fronte allo strapotere di multinazionali con capitalizzazioni di mercato superiori al PIL di interi Stati, nessun agricoltore singolo, nessun consumatore isolato, nessun giornale indipendente può fare la differenza. Ma una rete coesa, organizzata, con ruoli chiari e scudi allineati — può.

Da dove veniamo: il mondo che abbiamo perso

Meno di cento anni fa, il mondo rurale italiano era organizzato su principi che oggi faremmo fatica a riconoscere. Non la miseria romanticizzata dei film in bianco e nero. La struttura sociale della comunità: la famiglia allargata, il vicinato, la parrocchia, la cooperativa agricola, la cassa rurale. Sistemi di mutualità che permettevano a persone senza grandi risorse individuali di affrontare collettivamente i rischi della vita — malattia, siccità, morte prematura di un membro della famiglia.

Questi sistemi sono stati smontati sistematicamente nel corso del XX secolo. Non per caso. Il consumismo di massa funziona meglio su individui isolati che su comunità solidali. Un individuo solo, insicuro, senza reti di supporto, è un consumatore perfetto: compra tutto ciò che gli viene venduto come soluzione ai suoi problemi, dalla pillola alla polizza assicurativa, dal pesticida al prodotto biologico confezionato in una bella bustina verde.

Una comunità solidale che produce il proprio cibo, si prende cura dei propri anziani, si aiuta nelle emergenze — è una comunità che ha meno bisogno di acquistare soluzioni preconfezionate. È, in altri termini, un pessimo cliente per il sistema che abbiamo descritto in questa serie.

L’Intelligenza Artificiale e il nuovo controllo

Il processo si sta accelerando. L’Intelligenza Artificiale — nella sua versione attuale, dominata da pochissimi operatori privati — rischia di portare a compimento una concentrazione del potere cognitivo senza precedenti nella storia.

Ci stiamo abituando a non ricordare — c’è il navigatore. A non orientarci — c’è Maps. A non decidere — c’è l’algoritmo che ci suggerisce cosa comprare, cosa guardare, chi frequentare, cosa pensare. Ogni delega di una competenza è una perdita di libertà. Ogni dipendenza da un sistema esterno è una riduzione della nostra capacità di agire autonomamente.

Non è luddismo rifiutare questa deriva. È comprenderla. L’IA è uno strumento. Come ogni strumento potente, può servire la libertà o il controllo. Usarla per aumentare la nostra autonomia e la nostra capacità di fare comunità è una scelta. Lasciarla usare per atomizzarci ulteriormente è l’altra.

Divisi siamo consumatori. Uniti siamo cittadini. Questa frase non è uno slogan. È una descrizione accurata della realtà politica ed economica in cui viviamo. Il sistema che abbiamo descritto in questa serie funziona su individui atomizzati. Non funziona su comunità coese che decidono insieme come produrre e consumare.

Cosa stiamo costruendo

Comunità Etica APS è il motore sociale di questo progetto. Non è un’associazione di categoria, non è un gruppo di pressione, non è una ONG che eroga servizi. È un patto di mutualità tra persone che condividono una visione: che la risposta alla crisi sistemica non sia individuale ma collettiva.

CambiaMenti® è l’organo di informazione. Un giornale registrato, con una linea editoriale chiara, che non dipende dalla pubblicità delle stesse multinazionali che critica. Che può permettersi di dire la verità perché è sostenuto dalla comunità che serve.

BiorameSystem® è lo strumento tecnico. La dimostrazione pratica che un’alternativa all’agrochimica convenzionale esiste, funziona e può essere economicamente conveniente. Non un prodotto da comprare — un metodo da adottare.

Insieme, queste tre componenti costruiscono qualcosa di più di una rete di agricoltori sostenibili. Costruiscono un modello di comunità del terzo millennio: radicata nel territorio, aperta al mondo, consapevole dei meccanismi di potere che la circondano, capace di agire collettivamente per trasformarli.

Io sono perché noi siamo

C’è una frase che uso spesso e che viene dalla filosofia africana: ubuntu. ‘Io sono perché noi siamo.’ L’opposto del mors tua vita mea che governa la competizione predatoria del mercato globale.

Non è buonismo. È la realistica comprensione di come funzionano le cose. Nessun individuo, da solo, può resistere a un sistema con la potenza di quello che abbiamo descritto. Ma una comunità — una falange, per tornare all’immagine iniziale — sì.

La pandemia, le guerre, la crisi economica, il cambiamento climatico: nessuno di questi problemi ha una soluzione individuale. Hanno tutte soluzioni collettive. La domanda non è se vogliamo la comunità. È come la costruiamo.

Questa inchiesta continua

✓ Articolo 1 – Il cibo che mangiamo è un campo di battaglia

✓ Articolo 2 – Bayer-Monsanto: quando il veleno ha un nome e un bilancio

✓ Articolo 3 – L’apocalisse dei gameti: come i pesticidi stanno rendendo l’umanità sterile

✓ Articolo 4 – I Big Three: BlackRock, Vanguard e State Street possiedono tutto

✓ Articolo 5 – 3,7 milioni di ettari abbandonati: la grande ferita dell’agricoltura italiana

✓ Articolo 6 – Siamo quello che mangiamo: gli agricoltori sono il primo presidio della salute pubblica

✓ Articolo 7 – L’integrazione che non fa notizia: i nuovi contadini d’Italia

➡ Stai leggendo l’articolo 8

○ Articolo 9 – prossimamente

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Immagine di Giacinto Cimolai

Giacinto Cimolai

Friulano. Fondatore del progetto sociale che fa riferimento all’associazione Comunità Etica.
Dal 2017 si dedica alla promozione e allo sviluppo di questo progetto, promuovendolo in Italia e all’estero.
Fondatore e responsabile del progetto di Tutela Legale Etica che si propone di difendere tutti coloro che sono afflitti dal Debito.
Presidente di Confisi-Friuli
Presidente della Cooperativa OPES.
Presidente Regionale per il Friuli Venezia Giulia dell’associazione di promozione sociale A.N.A.S.
Nel 2022 fonda la testata giornalistica CambiaMenti, di cui è direttore editoriale.
Ha pubblicato quattro libri

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