BiorameSystem: la soluzione tecnica esiste. Si chiama rame biodisponibile

Come una metodologia agronomica innovativa può liberare gli agricoltori dalla dipendenza dai pesticidi di sintesi — con le stesse rese e costi inferiori

Nel dibattito sull’agricoltura sostenibile si sente spesso un argomento: ‘Il biologico non basta a sfamare il mondo.’ È un argomento parzialmente fondato — l’agricoltura biologica ha rese medie inferiori del 20-25% rispetto al convenzionale — ma che dimentica una cosa fondamentale: non tutte le alternative all’agrochimica sono uguali.

BiorameSystem non è ‘il biologico’. È una metodologia agronomica basata sull’utilizzo del rame in forme chimicamente biodisponibili — cioè in grado di essere effettivamente assorbite dalla pianta, a dosaggi radicalmente ridotti rispetto ai prodotti convenzionali. Una cosa che si può fare in qualsiasi sistema agricolo, non solo in quello certificato biologico. E che ha risultati dimostrabili.

La biodisponibilità: perché cambia tutto

Per capire BiorameSystem bisogna capire cosa significa biodisponibilità. Il problema dei prodotti a base di rame tradizionali — idrossido, ossicloruro, solfato — è che la pianta assorbe solo una piccola frazione di quanto viene irrorato. Il resto si deposita nel suolo in forme chimicamente inerti, non assorbibili, non biodegradabili. Con il tempo si accumula, causando tossicità per i microrganismi del suolo.

BiorameSystem risolve questo problema attraverso la chelazione: il rame viene legato a molecole organiche di origine naturale che lo mantengono in soluzione stabile e in una forma chimica riconoscibile e assorbibile dagli stomi fogliari e dalle radici. È la differenza tra prendere un minerale grezzo in una compressa e prenderlo in una formulazione ottimizzata per l’assorbimento — la sostanza è la stessa, l’efficienza di utilizzo è completamente diversa.

Il risultato pratico: dosi ridotte del 60-80% rispetto ai prodotti convenzionali per ottenere lo stesso effetto agronomico, con zero accumulo nel suolo e zero residui nel prodotto finito.

Perché il rame

Il rame non è un’invenzione recente. È uno dei più antichi fungicidi naturali conosciuti. La poltiglia bordolese — una miscela di solfato di rame e calce — viene utilizzata in viticoltura da oltre un secolo. Il rame è ammesso nei disciplinari dell’agricoltura biologica europea.

Ma il rame non è solo un fungicida. È cofattore essenziale di almeno 12 famiglie enzimatiche nelle piante superiori: plastocianina (catena di trasporto degli elettroni nella fotosintesi), superossido dismutasi (difesa antiossidante), polifenolo ossidasi (difesa da patogeni), laccase (sintesi della lignina). Applicato in forma biodisponibile, non si limita a proteggere la pianta dagli attacchi fungini — la rafforza metabolicamente, aumenta la sua resistenza intrinseca agli stress.

I vantaggi concreti per l’agricoltore

Il confronto tra la chimica convenzionale e BiorameSystem su parametri concreti è impietoso:

  • Residui nel prodotto: nella chimica convenzionale presenti e regolamentati dai limiti massimi di residuo (LMR). Con BiorameSystem: non rilevabili.
  • Interferenti endocrini: la chimica convenzionale introduce glifosato, clorpirifos e altri composti associati a gravi rischi per la salute. BiorameSystem: assenti.
  • Impatto sul suolo: la chimica convenzionale causa acidificazione e perdita della microbiota. BiorameSystem: microbiota preservata e stimolata, pH neutro.
  • Certificabilità BIO UE (Reg. 2018/848): la chimica convenzionale non è ammessa. BiorameSystem: pienamente compatibile.
  • Costo degli input: la chimica convenzionale è aumentata del 67% tra il 2019 e il 2023. BiorameSystem: stabile e competitivo.
  • Effetto resistenza dei patogeni: nella chimica convenzionale si sviluppa in 3-5 anni. BiorameSystem: minimo, per meccanismo naturale.
  • Rischio per la salute dei lavoratori: nella chimica convenzionale documentato — dispositivi di protezione individuale obbligatori. BiorameSystem: ridotto, nessuna classificazione di pericolo.

Non solo difesa: la filiera BiorameSystem

BiorameSystem non è solo una metodologia di protezione delle colture. È il cuore tecnico di un modello di filiera che parte dal recupero del suolo e arriva alla tavola del consumatore con tracciabilità completa e valore distribuito equamente lungo tutta la catena.

Il recupero del suolo è il primo passo: analisi pedologica, mappatura GIS, rivitalizzazione del microbiota attraverso il protocollo BiorameSystem. Un suolo vivo è un suolo che ha bisogno di meno input — e che produce cibo più ricco di sostanze nutritive.

La certificazione viene dopo: il protocollo BiorameSystem è compatibile con i disciplinari biologici europei, con i regolamenti DOP e IGP, con le crescenti richieste dei mercati internazionali di prodotti senza residui e tracciabili. Questo significa accesso a mercati premium che pagano meglio.

Il crowdfunding equity

BiorameSystem sta aprendo la propria rete di aziende partner e sta costruendo la struttura per un’offerta di equity crowdfunding, per raccogliere le risorse necessarie a scalare il progetto a livello nazionale.

Non è un prodotto che cerca investitori. È un progetto che cerca alleati. Persone che credono che l’agricoltura del terzo millennio possa e debba essere diversa da quella del secondo.

La tecnologia per cambiare l’agricoltura esiste. Non aspetta un’invenzione futura. Si chiama biodisponibilità, si chiama chelazione, si chiama rame colloidale. Si chiama BiorameSystem. Quello che manca non è la soluzione tecnica. È la volontà politica, economica e culturale di adottarla su scala.

Questa inchiesta continua

✓ Articolo 1 – Il cibo che mangiamo è un campo di battaglia

✓ Articolo 2 – Bayer-Monsanto: quando il veleno ha un nome e un bilancio

✓ Articolo 3 – L’apocalisse dei gameti: come i pesticidi stanno rendendo l’umanità sterile

✓ Articolo 4 – I Big Three: BlackRock, Vanguard e State Street possiedono tutto

✓ Articolo 5 – 3,7 milioni di ettari abbandonati: la grande ferita dell’agricoltura italiana

✓ Articolo 6 – Siamo quello che mangiamo: gli agricoltori sono il primo presidio della salute pubblica

✓ Articolo 7 – L’integrazione che non fa notizia: i nuovi contadini d’Italia

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○ Articolo 10 – prossimamente

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Immagine di Giacinto Cimolai

Giacinto Cimolai

Friulano. Fondatore del progetto sociale che fa riferimento all’associazione Comunità Etica.
Dal 2017 si dedica alla promozione e allo sviluppo di questo progetto, promuovendolo in Italia e all’estero.
Fondatore e responsabile del progetto di Tutela Legale Etica che si propone di difendere tutti coloro che sono afflitti dal Debito.
Presidente di Confisi-Friuli
Presidente della Cooperativa OPES.
Presidente Regionale per il Friuli Venezia Giulia dell’associazione di promozione sociale A.N.A.S.
Nel 2022 fonda la testata giornalistica CambiaMenti, di cui è direttore editoriale.
Ha pubblicato quattro libri

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