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Terra Amara

I governi globalisti del mondo atlantista stanno varando leggi contro l’agricoltura.

John Kerry ha parlato in termini apocalittici del cambiamento climatico:

Dieci milioni di persone stanno morendo in tutto il mondo per il caldo eccessivo. Sta diventando sempre più caldo. Ci saranno sempre più eventi climatici estremi. Così, mentre questo avviene, mentre la gente vede le proprie fattorie, le loro terre, strappate via o le case distrutte, voi vedete la pressione aumentare.”

In realtà, il clima non sta strappando via le fattorie. Queste azioni vengono poste in essere dai climatisti totalitaristi, come John Kerry e Mark Rutte, che usano il “cambiamento climatico indotto dall’essere umano” come un cavallo di Troia, per spazzare via i contadini indipendenti, con l’obiettivo di stabilire un controllo totale centrale sulla catena alimentare e la distribuzione del cibo.

Il cambiamento climatico è una fonte di reddito e di potere per chi lo predica: la figlia di John Kerry, Vanessa, oltre a essere tra i giovani leader del non eletto e dispotico World Economic Forum, è stata nominata inviato speciale del Direttore Generale della OMS per i “Cambiamenti climatici e salute”.

John Kerry aveva “previsto” con il suo socio Al Gore lo scioglimento delle calotte polari entro il 2014 e tutta una serie di eventi climatici catastrofici al solo scopo di terrorizzare le persone, perché, come spiegava bene anche il famigerato nazista Goebbels, “con il terrore si comanda”.

Da diversi anni questi personaggi si trovano in posizioni di comando in multinazionali che finanziano progetti definiti green.

Al Gore è a capo di numerose iniziative e fondazioni molto remunerative, finanziate da “HSBC, JP Morgan CHASE, Bank of America, Merril Lynch, Goldman Sachs, American International Group e State Street Corp.” (“Fridays for future o gretini”).

Esproprio in nome della UE

Il parlamento europeo a luglio 2023 ha approvato la “Restoration Law”, che prevede, in sostanza, di distruggere le coltivazioni e le migliorie operate sui terreni in tutto il continente europeo.

Questa legge approvata dal Parlamento europeo, vincolante per gli Stati membro, prevede una serie di misure per attuare la transizione ecologica. La prima di queste misure prevede il ripristino delle aree verdi che coprono almeno il 30% degli ambienti terrestri e marini dell’Unione entro il 2030, almeno il 60% entro il 2040 e almeno il 90% entro il 2050, come scritto negli impegni internazionali del programma delle Nazioni Unite “Kunming Montreal Global Biodiversity”. Questo programma si riferisce anche alle città, che devono restituire una quota parte di verde urbano. Tra le righe di quanto scritto, che sarebbe lodevole, vi sono gli espropri sia delle aziende agricole che delle abitazioni, sia nei paesi che nelle città.

Per i corsi di acqua il programma è ancora più intransigente e rigido. […]

Quanto scritto sopra si traduce in una sola parola: pericolo. Questo perché saranno eliminate le barriere, al fine di “mantenere le caratteristiche chiave”, e, dunque le alluvioni saranno la norma.”

“L’eurodeputato croato Mislav Kolakusic, che si è opposto all’approvazione di questa legge, ha detto: ”la legge serve a confiscare terre e proprietà private. […] Almeno il comunismo aveva la dignità di definire questo tipo di leggi come ‘Leggi di Confisca di proprietà privata’”.

Kolakusic definisce questa legge: “un’idiozia assoluta, un’altra delle tante viste in questo Parlamento, il cui unico scopo è impedire l’accesso al cibo biologico ai cittadini […] Allora è meglio definirla come legge europea per impedire l’accesso al cibo ai cittadini”. (“Fridays for future o gretini“).

Chi controlla il cibo controlla il popolo

Questo è uno dei punti fondamentali: l’accesso al cibo. Porre delle limitazioni alla coltivazione diretta dei piccoli e dei grandi coltivatori significa rendere dipendenti le persone dalle multinazionali del cibo.

Da tempo i signori del marketing hanno aperto l’ennesima finestra di Overton, facendo passare il falso messaggio che la produzione agroalimentare non è sufficiente per tutti e che, dunque, si deve variare la nostra alimentazione, passando al consumo di larve, grilli, cavallette…

Il loro messaggio punta a far accettare una tipologia alimentare che, in altre circostanze, non sarebbe mai stata presa in considerazione. Il loro discorso manipolatorio punta a far accettare una alimentazione potenzialmente tossica per l’essere umano, oltre che alla cessazione e cessione delle attività agricole in nome del falso problema CO2. In tal modo, la produzione di cibo salubre diminuirebbe ancora di più e le terre verrebbero predate dai grandi gruppi multinazionali, come accade negli Stati Uniti, che le utilizzerebbero per i propri scopi.

Secondo il programma delle Nazioni Unite per il controllo globale, noto come “Agenda 21” (del quale l’Agenda 2030 è una pietra miliare), tutti gli esseri umani che vivono in fattorie e in aree rurali, devono essere ricollocati in città “intelligenti”, densamente popolate, definite “insediamenti umani”.

La definizione delle città intelligenti, ovvero smart cities, ci porta immediatamente alle “città di 15 minuti”, che limitano fortemente la libera circolazione dei cittadini.

Green deal europeo in crisi?

Il parlamentare tedesco Peter Liese del gruppo di centro destra del PPE ha dichiarato ad Euronews:

A volte abbiamo esagerato, o la maggioranza del Parlamento ha esagerato. Non dare ai cittadini la scelta ma prendere decisioni molto prescrittive a livello europeo non è mai una buona idea.”

Dunque, dopo l’approvazione della “Restoration Law”, si nota un cambio di passo o la necessità di ammorbidire talune imposizioni troppo restrittive e onerose.

Il 22 novembre 2023, con 300 voti contrari e soli 207 a favore, è stata bocciata la proposta di legge per limitare l’uso dei pesticidi e regolamentare l’uso dei fertilizzanti come parte della riforma agricola dell’Unione europea.

Le industrie europee hanno subito un notevole aumento dei costi di produzione per adeguarsi alle follie pseudo climatiche dell’Unione Europea, stimati dagli analisti del Washington Examiner in circa 285 miliardi di dollari, perdendo la propria competitività rispetto alle industrie appartenenti al resto del modo che non segue la falsa teoria ecologista che vorrebbe abbattere la CO2. La Germania è la nazione che ha subito più di tutte in Europa una forte contrazione della produzione industriale e della disoccupazione, diventando, di fatto, “il malato d’Europa”.

Giova, comunque, ricordare che la CO2 è fonte di vita, pretendere la drastica riduzione come da proclama dei globalisti, significa decretare la fine della vita sulla Terra.

La Russia, attraverso l’Accademia di Scienze, ha riconosciuto la causa naturale dei fenomeni di aumento della temperatura terrestre, e non la causa antropica. Il peso crescente dal punto di vista geopolitico e finanziario dei Brics sarà importante per riportare la verità anche nel settore della climatologia nell’area dei paesi atlantisti e globalisti.

Il caso Emilia-Romagna

La regione Emilia-Romagna, tuttavia, ha voluto mostrare la sua fedeltà a certi ambienti europeisti, pubblicando un discutibile bando affinché i coltivatori interrompano la coltivazione della terra e la produzione di cibo, in cambio di un importo annuo che va dai 500 euro ai 1500 euro per ogni ettaro non coltivato, per un periodo non inferiore ai 20 anni.

La falsa propaganda dichiara che questo aiuterà a mitigare i cambiamenti climatici e a favorire lo sviluppo sostenibile e l’efficiente gestione delle risorse naturali.

La stessa falsa propaganda che in Irlanda ha portato a uccidere 200 milioni di capi di bestiame che producevano troppe emissioni “dannose”, tralasciando completamente quello che è il normale ciclo della vita: gli animali contribuiscono al benessere della natura, poiché ripuliscono il terreno ove pascolano e lo concimano in modo realmente naturale, sostenibile ed ecologico.

In realtà, l’obiettivo, come già detto, è solo uno: controllare la catena alimentare, per controllare gli individui.

“Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo… l’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo.” (Giordano Bruno)

Credits: foto da Poliba Chronicle

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Manuela Fratianni

Economista, appassionata di geopolitica, psicologia e sociologia.
Redattrice di CambiaMenti e di Radio28TV.

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