LA CASA DEL SOCIAL JOURNALISM

Fridays for Future o per Gretini?

“La libertà deriva dalla consapevolezza, la consapevolezza deriva dalla conoscenza, la  conoscenza deriva (anche) dall’informazione, dallo studio e dalla lettura senza pregiudizio” (Stefano Nasetti – Il lato oscuro della Luna)

Il sei ottobre 2023 è andata in scena la “commedia green”: nel nome di una presunta catastrofe climatica, alcuni gruppi di studenti, con il permesso dei dirigenti scolastici, sono scesi nelle piazze  per manifestare contro il cambiamento climatico.

Gli argomenti portati a sostegno di tali tesi sono le “ondate di calore, alberi sradicati dal vento, chicchi di grandine come palle da tennis e alluvioni”. (Fridaysforfutureitalia.it)

Il dirigente scolastico di un liceo scientifico di Torino, il Galileo Ferraris, ha inviato una circolare interna al fine di non effettuare verifiche a scuola in quella data, in quanto gli studenti partecipanti alla manifestazione “sono assenti giustificati”.

“Sentiti i delegati degli studenti, al fine di favorire la partecipazione alla manifestazione organizzata dal Movimento Fridays For Future, si invitano i docenti a non programmare verifiche, laddove possibile, nella giornata di venerdì 6 ottobre […] la giustificazione dell’assenza, che dovrà essere comunque fornita, sarà ritenuta valida anche con la motivazione ‘partecipazione alla manifestazione’”.

È degno di lode prestare attenzione all’ambiente e rispettare la natura, ma, è altrettanto importante verificare ogni singolo aspetto di quanto si vuole contestare.

La geoingegneria da più di venti anni influenza il clima e, se fino a un anno fa, in Italia si negava anche l’esistenza di essa, ora, che è un dato incontrovertibile, in quanto riconosciuta dalle altre nazioni in tutto il mondo, si vuole affermare che è nata per combattere il cambiamento climatico.

Delirio di onnipotenza: credere che l’attività antropica possa impedire quanto accade alla Natura e, nel contempo, negare, che la geoingegneria manipola il clima non certo per il bene della Natura o dell’essere umano.

Questa è la vera emergenza: 5G, scie chimiche, inquinamento elettromagnetico… la vera emergenza è la geoingegneria.

Chi c’è dietro i movimenti “Friday for futures”

La ricercatrice e attivista per il clima, Cory Morningstar, ha documentato in una serie di articoli e post su vari social network, l’esistenza di una rete consolidata di investitori e speculatori del clima, tutti legati ad Al Gore, presidente del Generation Investment Group. Questa rete, di cui fa parte Greta Thunberg, è finanziata da agenzie internazionali, tra cui l’ONU e la Commissione europea.

I ragazzi del movimento Fridays For Future sanno che dietro alle nobili parole di preoccupazione per il clima vi sono gli organismi sovranazionali più potenti il cui unico scopo è di guadagnare cifre astronomiche tramite la speculazione finanziaria?

L’associazione svedese “We Don’t Have Time NGO” ha nominato “consulenti speciali per i giovani e fiduciariGreta Thunberg ed il diciassettenne americano Jamie Margolin. L’associazione è stata fondata da Ingmar Rentzhog, che ne è anche CEO. Rentzhog è anche uno dei leader dell’organizzazione “Realtà Climatica” di Al Gore e fa parte della task force per la Politica Europea sul Clima. È stato, inoltre, formato da Al Gore a Denver nel 2017 e nel 2018 a Berlino.

Il socio di Al Gore è David Blood, ex funzionario della Goldman Sachs – Wall Street.

La Goldman Sachs ha da poco creato e comunicato il primo indice globale di top-ranking degli stock ambientali, in collaborazione con la Borsa di Londra, basato sul CDP, ex Carbon Disclosure Project, che è finanziato da HSBC, JP Morgan CHASE, Bank of America, Merril Lynch, Goldman Sachs, American International Group e State Street Corp. L’indice CDP Enviroment EW e CDP Eurozone EW, è indirizzato ai fondi di investimento, sistemi pensionistici statali, quali CalSTRS (California State Teachers’ Retirement System) e CalPERS (California Public Employees’ Retirement System), con un pacchetto di oltre 600 miliardi di dollari in attività. Le aziende più quotate nell’indice includono Alphabet, che possiede Google, Microsoft, ING Group, Philips, Danone, Goldman Sachs,

Nel 2019, l’allora Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, sfruttando un discorso pronunciato da Greta Thunberg, ha proposto che tra il 2021 ed il 2027 “ogni quarto di euro del bilancio della UE sia destinato ad azioni volte a mitigare i cambiamenti climatici”. Tale proposta era stata elaborata, in realtà, il 26 settembre 2018, in collaborazione con la Banca Mondiale, Fondazione Bloomberg, Forum Economico Mondiale ed altri organismi sovranazionali, in occasione del One Planet Summit.

Il 17 ottobre 2018, la Unione Europea ha firmato un memorandum di intesa con Breakthrough Energy-Europe. In base a tale accordo, le società afferenti Breakthrough Energy-Europe hanno un accesso preferenziale a qualsiasi finanziamento europeo. Tra i membri della Breakthrough Energy-Europe figurano: Richard Branson della Virgin Air; Bill Gates; Jack Ma di Alibaba; Mark Zuckerberg di Facebook; HRH Prince Al-Waleed bin Talal; Bridgewater Associates’ Ray Dalio; Julian Robertson, il gigante degli Hedge Funds; Tiger Management; David Rubenstein, fondatore del Carlyle Group; George Soros, Presidente del Soros Fund Management LCC; Masayoshi Son, fondatore della Softbank, Giappone. (fonte @Infonesh)

“CO2-IL DIAVOLO CHE NON C’E’”

Questo è il titolo del libro del prof Franco Battaglia, docente di chimica fisica all’Università di Modena. Nel trattato il professore, uno dei maggiori esperti in Italia di questioni climatiche e ambientali, raccoglie gli interventi di 28 studiosi. Il libro, scritto in modo chiaro e accessibile anche a chi non conosce la materia, spiega chiaramente che “non esiste alcuna emergenza climatica”.

Tale affermazione è supportata da una petizione internazionale promossa dalla Fondazione Clintel, sottoscritta da 1600 scienziati.

Restoration law

Questa legge approvata dal Parlamento europeo, vincolante per gli Stati membro, prevede una serie di misure per attuare la transizione ecologica. La prima di queste misure prevede il ripristino delle aree verdi che coprono almeno il 30% degli ambienti terrestri e marini dell’Unione entro il 2030, almeno il 60% entro il 2040 e almeno il 90% entro il 2050, come scritto negli impegni internazionali del programma delle Nazioni Unite “Kunming Montreal Global Biodiversity”. Questo programma si riferisce anche alle città, che devono restituire una quota parte di verde urbano. Tra le righe di quanto scritto, che sarebbe lodevole, vi sono gli espropri sia delle aziende agricole che delle abitazioni, sia nei paesi che nelle città.

Per i corsi di acqua il programma è ancora più intransigente e rigido:

Oltre ai venticinquemila chilometri previsti, gli Stati membri dovrebbero identificare e rimuovere gli ostacoli alla connettività delle acque superficiali al fine di contribuire agli obiettivi di ripristino di cui all’articolo 4 (per gli habitat fluviali e ecosistemi, ad esempio pianure alluvionali). La rimozione delle barriere dovrebbe concentrarsi principalmente sulle barriere obsolete (ovvero quelle che non servono più per le energie rinnovabili, generazione, navigazione interna, approvvigionamento idrico o altri usi); ed essere integrato dalle misure necessarie per migliorare le funzioni naturali delle relative golene”.

Quanto scritto sopra si traduce in una sola parola: pericolo. Questo perché saranno eliminate le barriere, al fine di “mantenere le caratteristiche chiave”, e, dunque le alluvioni saranno la norma.

L’eurodeputato croato Mislav Kolakusic, che si è opposto all’approvazione di questa legge, ha detto: ”la legge serve a confiscare terre e proprietà private. […] Almeno il comunismo aveva la dignità di definire questo tipo di leggi come ‘Leggi di Confisca di proprietà privata’”.

Kolakusic definisce questa legge “un’idiozia assoluta, un’altra delle tante viste in questo Parlamento, il cui unico scopo è impedire l’accesso al cibo biologico ai cittadini […] Allora è meglio definirla come legge europea per impedire l’accesso al cibo ai cittadini”.

La legge è stata approvata dal Parlamento europeo con 336 voti favorevoli, 300 contrari e 13 astenuti. In aula era presente Greta Thunberg.

I dirigenti scolastici e gli insegnanti hanno approfondito la materia, hanno letto tutto ciò per permettere agli studenti di sviluppare un dibattito consapevole?

Credits: Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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Manuela Fratianni

Manuela Fratianni

Economista, appassionata di geopolitica, psicologia e sociologia.
Redattrice di CambiaMenti e di Radio28TV.

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