Cerca
Close this search box.

L’indonesia di Prabowo, in equilibrio tra Washington e Pechino

Il gigante del Sud-Est asiatico è crocevia di importanti rotte commerciali. Lo scorso febbraio i cittadini indonesiani sono stati chiamati alle urne. Ha prevalso la continuità con il percorso tracciato dall’attuale Presidente Widodo. Sullo sfondo la competizione estesa tra gli Stati Uniti e la Cina.

I primi tre mesi del 2024 sono stati caratterizzati da una moltitudine di tornate elettorali in Paesi di sicuro interesse geopolitico nell’area Indo-Pacifica. Tra questi l’Indonesia, che il 14 febbraio scorso ha chiamato al voto oltre centosessanta milioni di aventi diritto, in uno sforzo elettorale non indifferente data la natura insulare del Paese. La Repubblica di Indonesia è uno Stato arcipelagico di vaste proporzioni (grande quasi sette volte l’Italia), con la più vasta comunità musulmana al mondo (l’87% degli oltre duecento milioni di abitanti professa la religione islamica).

Nonostante la sua posizione geografica, affacciato sullo strategico collo di bottiglia di Malacca e la sua economia in crescita (è la seconda potenza economica del Sud Est Asiatico), spesso questo gigante insulare viene colpevolmente sottovalutato a livello geopolitico.

Alle presidenziali di febbraio ha prevalso Prabowo Subianto, attuale Ministro della Difesa del governo di Joko Widodo nonché ex marito della figlia del Presidente Soeharto, in carica dal 1967 al 1998 in Indonesia.

Subianto entrerà in carica a ottobre prossimo ma si rivela già molto attivo nella sua carica di Presidente eletto. Il primo viaggio in tale veste l’ex generale indonesiano lo ha programmato il 1° aprile scorso nella Repubblica Popolare Cinese, non certo una scelta casuale, data la forte relazione economica in essere tra i due Paesi.

Chi è Prabowo Subianto?

Settantatré anni, di cui molti passati ai vertici delle forze armate indonesiane, Prabowo Subianto Djojohadikoesoemo ricopre attualmente la carica di Ministro della Difesa nel governo di Joko Widodo. Durante la campagna elettorale Prabowo è risultato estremamente abile nel riuscire a presentare una nuova immagine di sé, rivolgendosi a un elettorato eterogeneo demograficamente come quello indonesiano.

L’ex militare di carriera ha saputo veicolare egregiamente la sua figura attraverso mezzi d’informazione canonici e social media, come TikTok, dove Prabowo appariva nella veste di simpatico nonnino danzante.

Il trasformismo mediatico con cui il Presidente eletto si è presentato in campagna elettorale ha fatto breccia soprattutto nell’elettorato più giovane, dove l’attuale Ministro della difesa ha raccolto più consensi.

Una fetta di popolazione non indifferente se si calcola che corrisponde a circa il 30% totale degli aventi diritto, in un Paese con un’età media piuttosto bassa come l’Indonesia (29,2 anni di media nazionale).

Tuttavia, Prabowo, nella sua lunga carriera militare all’ombra del Presidente Soeharto, ha partecipato ad alcune azioni che tradiscono un passato torbido.

Accusato di crimini efferati durante l’occupazione di Timor Est, l’ex capo delle forze speciali indonesiane non fa mistero di aver usato il pugno duro durante il regime di Soeharto, anche per sedare rivolte interne sul finire degli anni Novanta.

Ma proprio grazie all’età media del Paese (molti elettori non erano nemmeno nati durante le violenze a cui Prabowo prese parte), il suo passato non sembra aver intaccato particolarmente l’elettorato. Fondamentale per l’esito elettorale è stato di fatto il legame con il Presidente Widodo, che ne ha fatto il suo delfino politico. In aggiunta il figlio dell’attuale Presidente, Gibran Rakabuming Raka, ha corso con Prabowo per la vicepresidenza, liaison parentale non trascurabile ai fini dell’endorsement di Widodo.

Widodo nei suoi due mandati è stato in grado di migliorare le condizioni socioeconomiche del gigante del Sud-Est asiatico e il suo lascito politico verrà raccolto da Prabowo e l’elettorato questo lo ha compreso alle urne.

mappa dei Paesi dell’Asean, l’Indonesia in nero si protende per svariati chilometri lungo lo Stretto di Malacca.

L’Indonesia tra non allineamento e pressioni geopolitiche

Il 18 aprile 1955 si apriva ufficialmente la Conferenza di Bandung, che ospitava delegazioni di 29 Paesi diversi e che si svolgeva nell’omonima città indonesiana. Uno dei promotori della storica conferenza fu il presidente indonesiano Sukarno (assieme all’indiano Nehru e al cinese Zhou Enlai). Lo scopo di quello storico incontro era raccogliere quell’insieme di Paesi che volevano smarcarsi dalla logica bipolare in atto durante la guerra fredda.

La conferenza fece gemmare il movimento dei Non-Allineati, un gruppo di nazioni che promuoveva la lotta al colonialismo, l’uguaglianza tra tutti gli Stati e criticava le alleanze militari egemonizzate. Una via alternativa al mondo capitalista e a quello comunista. Un Terzo Mondo, come lo definì all’epoca il giornalista transalpino Alfred Sauvy.

La politica estera indonesiana di oggi trae le sue origini da quella storica conferenza. Jakarta si distingue per il suo equilibrismo geopolitico, divisa tra la Repubblica Popolare Cinese (primo partner commerciale dell’Indonesia) e gli Stati Uniti, l’egemone dei mari al quale rivolgersi per le questioni securitarie.

Non certo casualmente il primo viaggio diplomatico di Prabowo ha avuto come destinazione Pechino: il 1° aprile il Presidente eletto volava in Cina per incontrare Xi Jinping che non ha esitato a definirlo “un vecchio amico del popolo cinese”.

Indonesia e Cina sono legate da stretti legami commerciali, intensificatisi sotto la presidenza di Widodo. Pechino è diventato il primo partner commerciale di Jakarta nell’ultimo decennio: la Cina esporta in Indonesia parte della sua sovrapproduzione industriale; l’arcipelago del Sud-Est asiatico per contro rimpingua il Dragone di materie prime fondamentali per la sua vorace macchina industriale, come nickel, ferroleghe e carbone.

L’Indonesia, parte integrante del progetto cinese della Belt and Road Initiative, ha beneficiato dell’aiuto cinese per la costruzione della ferrovia ad alta velocità Jakarta-Bandung, la prima del suo genere nel Sud-Est asiatico. Sono in sviluppo svariati altri progetti sotto il cappello delle Nuove Vie della Seta, che rafforzano l’interdipendenza dei due attori. Tuttavia, i rapporti con Pechino sono delicati per via di alcune questioni di rilevanza geopolitica che portano a collidere gli interessi dei due Paesi. Elemento di frizione è la Linea dei Nove Tratti cinese, che reclama buona parte del Mar Cinese Meridionale come afferente a Pechino ma che si scontra con le rivendicazioni indonesiane sulla sua Zona Economica Esclusiva.

In particolare, Jakarta rivendica la parte più a sud del Mar Cinese Meridionale come parte integrante della sua Zona Economica Esclusiva. Nel 2017 il governo indonesiano ha anche espanso il limite della suddetta, che ora lambisce la controparte del Vietnam, rinominando il tratto oceanico, Mar di Natuna.

Di fatto il vero valore dell’Indonesia risiede nella sua posizione geografica ad alta valenza strategica. L’arcipelago racchiude il choke-point dello Stretto di Malacca. Ribattezzato l’autostrada dei mari, questo collo di bottiglia gestisce circa il 30% del commercio marittimo mondiale, oltre che buona parte delle importazioni di idrocarburi di colossi industriali come la Cina e il Giappone.

Proprio quest’ultimo negli ultimi anni ha progressivamente spostato l’attenzione verso i Paesi del Sud-Est asiatico, Indonesia compresa. I rispettivi governi sono attualmente legati da ottimi rapporti commerciali (Tokyo è il terzo mercato di importazione per l’Indonesia) e da un accordo per il trasferimento di equipaggiamento difensivo e tecnologia di varia natura.

In questo contesto ha preso piede l’idea di trasferire all’aeronautica militare indonesiana alcuni motori dei caccia F-15 della Kōkū Jieitai (Forza aerea di autodifesa del Giappone). I propulsori a getto sarebbero esportati in direzione Jakarta per poi essere installatati sugli F-16 indonesiani.

Prabowo, dopo la visita in Cina è in effetti volato in Giappone per incontrare il premier nipponico Kishida, rimarcando la multi-direzionalità della strategia indonesiana.              
Durante l’incontro i due si sono accordati per stringere ulteriormente le relazioni tra i due paesi nel campo della sicurezza e in altri ritenuti ad alta valenza strategica. Kishida ha anche confermato l’impegno del Giappone nel favorire l’ingresso dell’Indonesia nell’Oecd (Organization for Economic Cooperation and Development). Prabowo anche ha espresso la volontà di approfondire la cooperazione con Tokyo in alcuni campi quali la difesa, il settore ittico e agroalimentare e la prevenzione dei disastri naturali.

Obiettivo del Giappone è spostare l’asse geopolitico indonesiano a proprio favore in funzione anticinese, data la vitale posizione geografica che il gigante del Sud-Est asiatico ricopre, funzionale a controllare il commercio marittimo da e per l’Indo-Pacifico.

Dal punto di vista di Washington il presidio da parte della Us Navy dello Stretto di Malacca è funzionale a limitare l’azione talassocratica della Cina. Nonostante l’Indonesia non ospiti basi militari statunitensi, il Paese è considerato da Washington come perno del contenimento anticinese, data la sua conformazione insulare e la sua posizione di controllo del succitato Stretto.

Gli Stati Uniti sono il partner securitario di Jakarta, da cui quest’ultima attinge per i suoi rifornimenti militari (assieme ai paesi europei). In questo delicato scenario Prabowo cercherà pertanto di mantenere un equilibrio tra Pechino e Washington, tentando verosimilmente di sfruttare a proprio vantaggio quella posizione geografica che il gigante indonesiano detiene nello scacchiere indopacifico.

Credits. Foto di Dedy Eka Timbul Prayoga da Pixabay
Mappa di: Immagine di freepik

•  •  •

Condividi:

Picture of Carlo Andrea Mercuri

Carlo Andrea Mercuri

Analista geopolitico, si occupa da anni di questioni internazionali. Autore del libro Verità a Stelle e Strisce (Gruppo Albatros il Filo - 2017), ha collaborato con diverse testate per le sezioni esteri e geopolitica. Appassionato di storia contemporanea americana ed estremorientale.

Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli Correlati

Language

La Casa del Social Journalism

Contatti

Scrivi o invia un comunicato stampa alla redazione

Newsletter

Resta aggiornato ogni settimana sui nostri ultimi articoli e sulle notizie dal nostro circuito.