Cerca
Close this search box.

La Corsa Ai Tesori Ucraini: Conflitti Globali E La Lotta Per Le Risorse Del Futuro – parte 3 di 3

Ora, focalizziamoci sull’analisi della situazione attuale del conflitto in Ucraina. Il litio, fondamentale per la transizione verso fonti energetiche più “sostenibili” o considerate tali, potrebbe essere uno dei fattori scatenanti del conflitto armato nella regione orientale dell’Ucraina, dove si sono registrate gravi perdite umane. L’Ucraina è infatti una significativa area di estrazione del litio, con riserve tra le più consistenti in Europa.

Non approfondirò le specifiche cause del conflitto che ha portato la Russia ad attaccare l’Ucraina, poiché ritengo importante guardare oltre le ragioni esplicite e osservare le azioni di coloro che detengono il potere decisionale e plasmano la narrazione. Pertanto, desidero offrire un’altra prospettiva. Le truppe russe stanno avanzando in un territorio ricco di risorse minerarie che Mosca non intende perdere. La regione situata tra il confine con la Bielorussia e il Donbass, nota come Scudo di Volinja o Scudo Ucraino, è particolarmente ricca di materie prime, soprattutto pegmatiti contenenti spodumene. Questi materiali rappresentano una fonte essenziale di minerali metallici come l’uranio, il torio, il cesio, il niobio, il tantalio e il litio.

In particolare, quest’ultimo è cruciale per l’industria del futuro, essendo fondamentale per la transizione energetica, la produzione di batterie per veicoli elettrici e leghe di alluminio per l’aeronautica. Inoltre, il litio è utilizzato come flusso e fluidificante di scorie di fusione, nelle saldature e nei composti farmaceutici. La presenza di numerosi giacimenti di litio nella zona attualmente in conflitto intorno a Mariupol, al Donbass meridionale e a Žitomir, una città soggetta a bombardamenti russi, solleva sospetti sulla coincidenza.

L’importanza di questa area e delle sue risorse è stata evidenziata anche prima dell’invasione russa dell’Ucraina, con una serie di interessanti manovre commerciali nel settore dei minerali durante l’autunno del 2022. Ad esempio, l’azienda australiana European Lithium Ltd. ha acquisito il controllo dei giacimenti nella zona di Donec’k e Kirovohrad, mentre la cinese Chengxin Lithium ha ottenuto il controllo di due importanti giacimenti nell’area di Žitomir. Questo potrebbe essere l’inizio di una “corsa al litio” nella regione.

Ma non solo litio: l’Ucraina, pur occupando solo lo 0,4% della superficie terrestre mondiale, ospita circa il 5% delle risorse minerarie globali, posizionandosi tra i principali paesi al mondo per una vasta gamma di minerali. Il paese è incluso nella top 10 mondiale per diverse materie prime, metalliche e non metalliche, come titanio, argille plastiche, leghe Fe-Mn e Fe-Si-Mn, e gallio. Inoltre, vanta riserve di litio, grafite e magnesio, tra altri. Questa ricchezza e diversità mineraria sono attribuite alla complessità e varietà della sua geologia.

L’Ucraina è caratterizzata da una geologia diversificata che comprende rocce di varia composizione e origine risalenti a tutti i periodi geologici, dall’Archeano al periodo Quaternario. Le regioni chiave includono lo Scudo ucraino, caratterizzato da rocce cristalline metamorfiche e intrusive, e le province metallogeniche come Dniprovsko-Donetska, Dnister – Fore Mar Nero, e Carpazi-Crimea, ognuna con la propria mineralizzazione distintiva.

Le risorse minerarie dell’Ucraina sono impressionanti, con circa 20.000 depositi minerari e oltre 100 tipi di minerali presenti nel sottosuolo. Tra questi, circa 8.761 depositi e oltre 1.000 siti sono di valore commerciale e inclusi nelle riserve minerarie registrate del paese. L’Ucraina è un importante produttore mondiale di varie materie prime, tra cui gallio, titanio, manganese e litio, oltre a essere un significativo fornitore di caolino/ball clay.

Con riserve di titanio tra le più grandi in Europa, l’Ucraina è un attore chiave nel settore minerario mondiale, producendo spugna e lingotti di titanio e contribuendo significativamente alla catena di approvvigionamento globale di questo materiale critico. Inoltre, con le maggiori riserve di manganese in Europa e una delle più grandi al mondo, l’Ucraina è un importante produttore di questo metallo fondamentale.

In aggiunta, con le sue importanti risorse di ferro, l’Ucraina è stata un pilastro nell’industria siderurgica globale, con il bacino del minerale di ferro di Kryvyi Rih che fornisce la maggior parte della produzione di minerale di ferro del paese.

In definitiva, l’Ucraina riveste un ruolo significativo nella fornitura globale di varie materie prime, sia critiche che non critiche, sfruttando la sua ricchezza mineraria e la sua diversificata geologia per alimentare industrie cruciali in tutto il mondo. Per ulteriori approfondimenti e per esaminare la distribuzione delle risorse, puoi consultare il seguente link: https://www.icog.es/TyT/index.php/2022/05/the-mineral-resources-of-ukraine/

Inoltre, l’Ucraina è ricca di risorse naturali, soprattutto nella regione orientale del paese. È il secondo paese in Europa per riserve di gas, con più di un trilione di metri cubi. Possiede anche riserve di carbone accertate per 37 miliardi di tonnellate, posizionandosi come il settimo paese al mondo e il secondo in Europa per riserve di carbone. Le riserve di petrolio, nel 2016, ammontavano a circa 395 milioni di barili. Queste risorse si concentrano principalmente nell’area orientale dell’Ucraina, come nel Donbass e nel bacino carbonifero di Lviv-Volyn. Inoltre, la compagnia petrolifera nazionale ucraina, Ukrnafta, ha iniziato a lavorare su due nuovi pozzi esplorativi di petrolio e gas nell’Ucraina occidentale. Questo suggerisce che l’Ucraina sta cercando di espandere e sfruttare ulteriormente le sue risorse energetiche.

Ieri, il Portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato: “L’ingresso della Novorossiya e del Donbass in Russia deve essere preso in considerazione da tutti nella risoluzione del conflitto ucraino”. Ha aggiunto che le realtà geopolitiche in Ucraina sono ora completamente diverse rispetto a quelle della Federazione Russa. Questo commento è stato fatto in risposta alla dichiarazione del segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, il quale ha espresso il desiderio che il conflitto si risolva nel rispetto del principio di integrità territoriale.

Esaminiamo la mappa sottostante, sovrapponendo le aree menzionate da Pesckov con quelle che ho appena descritto per le risorse ucraine, al fine di trarre alcune conclusioni.

Intanto, con la conclusione del conflitto, gli Stati europei destinati ad inglobare territori contaminati da radiazioni (come evidenziato dall’uso di proiettili all’uranio impoverito da parte degli inglesi e dalla situazione attuale della centrale nucleare di Zaporizhzhia) si troveranno a dover affrontare la necessità di provvedere alle popolazioni colpite, il che potrebbe portare a un inevitabile collasso economico, trascinando anche il resto degli Stati. Germania, Francia e Gran Bretagna sono già in posizione critica. Per quanto riguarda l’Italia, molto dipenderà dalle scelte degli imprenditori del Nord Italia e dagli sviluppi dell’Italia in Africa.

Come si sta muovendo l’apparato tecnocratico europeo in base a questi sviluppi? In breve, sta accelerando la creazione di una ‘gabbia europea’ per mezzo di diverse strategie. Nel mio articolo del 27 gennaio, intitolato ‘Dall’Esercito Europeo all’Inquietante Muro di Berlino Europeo: L’Oscura Prospettiva del Futuro’, avevo ipotizzato che “nel futuro prossimo potrebbero verificarsi disordini in Serbia, Romania e Moldavia, proprio lungo i confini dell’Europa”. Ho anche discusso la situazione nei paesi baltici, influenzati dalla Francia, e le dinamiche nei mari Rosso, Arabico e Indiano, che stanno conducendo a progressivo un isolamento energetico ed economico degli stati membri dell’Unione Europea. Nel mio successivo articolo, ‘Bruxelles sotto assedio: Il conflitto europeo e le manovre occulte nell’Occidente in tumulto. A chi giova il caos?’, ho citato uno studio dal titolo ‘Le ambizioni di difesa dell’UE: Comprendere l’emergere di un complesso industriale e tecnologico di difesa europeo’, pubblicato da Carnegie Europe e sostenuto dall’Open Society Initiative for Europe. Questo studio sosteneva che la crescente militarizzazione dell’Unione Europea, spinta dall’industria militare, potrebbe portare a un regime totalitario. Chi ne subirebbe le conseguenze? Lascio la risposta all’interpretazione del lettore. I fondi che inevitabilmente fluiranno dai nostri portafogli, impoverendoci progressivamente, servono unicamente a costruire la nostra prigione: nulla di più.

Qual è il prossimo passo nel conflitto? Senza dubbio, il terrorismo. Klaus Schwab aveva già avvertito qualche anno fa che ci saremmo diretti verso un’epoca di crisi multiple e prolungate. La cosiddetta terza guerra mondiale può senz’altro essere interpretata come un conflitto di quinta generazione, condotto dai governi contro le proprie popolazioni.

fine terza e ultima parte

la prima parte è uscita lunedì 22/04, la seconda è uscita lunedì 29/04

•  •  •

Condividi:

Picture of Carmen Tortora

Carmen Tortora

Laureata in matematica con indirizzo applicativo in ambito tecnologico, ha conseguito una specializzazione in analisi tecnica dei mercati finanziari.
Ha approfondito i suoi interessi per la natura e la scienza studiando biologia, viticoltura e enologia.
Attualmente lavora come insegnante nella scuola pubblica e come redattrice per la webradio Radio28TV e per il giornale online CambiaMenti. È co-autrice del libro NEXT con Franco Fracassi, per cui cura una rubrica di economia, finanza e tecnologia.

Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli Correlati

Language

La Casa del Social Journalism

Contatti

Scrivi o invia un comunicato stampa alla redazione

Newsletter

Resta aggiornato ogni settimana sui nostri ultimi articoli e sulle notizie dal nostro circuito.