Si legge su “Repubblica”, un giornale non certo accusabile di simpatie putiniane, la seguente allarmante e grave affermazione: “Il fronte del Donbass è rovente. Lungi dall’alleggerire la pressione russa nel Donbass, il contrattacco ucraino su Kursk ha stravolto gli equilibri. La guerra è entrata in una fase cruciale. Ogni giorno i russi lanciano più di cento arrembaggi lungo tutto il fronte. La marcia dell’offensiva russa è talmente veloce da far affermare ad un esperto militare ed ex colonnello ucraino, Oleg Starikov: “Ci stanno distruggendo””. Per colmo di disgrazia, l’Iran sta per consegnare un carico di missili Fateh 110 alla Russia, mettendola in condizione di proseguire gli attacchi missilistici su Kiev e su altre città ucraine.
Come stanno andando le cose nel mitico settore di Kursk?
Nel settore di Kursk, l’offensiva ucraina si è impantanata, mentre la stampa occidentale vanta come un “notevole successo” il fatto che truppe ucraine restino ancora in territorio russo. Peccato che già novemila militari ucraini siano stati uccisi nelle operazioni e ben 70 automezzi siano stati distrutti, il che equivale ad un terzo delle forze militari impegnate nell’operazione ucraina su Kursk.
Si tratta peraltro di truppe di élite, ben addestrate ed equipaggiate, che ben altro compito dovrebbero svolgere e in un ben diverso settore esse dovrebbero essere impiegate e cioè nel Donbass dove sarebbero estremamente utili, anzi indispensabili per rintuzzare l’offensiva russa che invece sta accelerando e conquista villaggi su villaggi.
Lì il fronte ucraino sta letteralmente crollando e i russi si stanno ormai avvicinando pericolosamente alla città di Pokrovsk, importantissimo centro logistico per l’esercito ucraino. L’esercito russo possiede una catena logistica che gli consente di non soffrire più le difficoltà che pure esso ha e non ha ancora risolto del tutto. Invece l’esercito ucraino soffre di scarsità cronica di uomini, mezzi e munizioni. Esso consuma troppo e l’Europa non riesce più ad alimentare il suo sforzo bellico.
Inoltre, all’esercito ucraino mancano drammaticamente soldati esperti. Stando esclusivamente ai fatti, senza pagare pedaggio a nessuna retorica, l’operazione compiuta dalle forze di élite di Kiev nella zona di Kursk ha arrecato alla causa ucraina più danni che vantaggi. Si è creato infatti un fronte supplementare di combattimento esiziale per la parte che si trova in inferiorità numerica e cioè l’Ucraina.
Mosca continua a concentrare le sue forze nel Donbass anche a scapito dell’obiettivo della liberazione del territorio di Kursk mantenendo in tal modo inalterata e altissima la pressione militare su Pokrovsk, il più importante hub ucraino nel Donbass. I russi stanno avanzando di un chilometro al giorno ormai da più di dieci giorni. Se cade tale centro, anche altre città e posizioni ucraine della parte orientale dell’Ucraina rischiano di restare scoperte e di venire così sopraffatte.
Prospettive tragiche e angosciose per l’Ucraina
Gli ucraini non sembrano in grado di contrastare con efficacia tale massiccia offensiva russa. I russi utilizzano bombe ad elevatissimo potenziale che non vengono fornite da alleati ma che producono loro stessi e in grande quantità. Enorme è il dispendio di bombe e di droni che vengono utilizzati contro gli ucraini.
La mobilitazione è via via sempre più difficile per l’Ucraina, perché la gente non va più a farsi registrare, per paura di venire reclutata ed inviata nel tritacarne del Donbass. Difficoltà esistono anche per la creazione di una forza aerea ucraina: mancano i piloti, al punto che si ricorre a pensionati con esperienza di volo per supplire alle lacune nel personale aereo.
Gli Stati Uniti non hanno una strategia per chiudere il conflitto in Ucraina soprattutto adesso che sono concentrati sulle loro elezioni alle quali mancano ormai solo due mesi. Intanto le perdite ucraine sono aumentate in modo drammatico e anche le truppe di élite stanno subendo perdite gravissime. E’ un bagno di sangue continuo che costringe i soldati ucraini a ritirarsi.
Inoltre, in due settimane i russi hanno eliminato 1.180 militari della NATO attivi in Ucraina, soprattutto americani e questo non contribuisce certo a rafforzare la motivazione occidentale ad impegnarsi ulteriormente nel conflitto.



