Sex videogames, l’importanza di un approccio consapevole

Marco Laccone

Nell’agosto 2022 il portale multiplayer.it, specializzato in notizie e recensioni di videogiochi, ha annunciato che il videogame Fresh Woman Season 1, una visual novel a contenuto pornografico, era tra i primi tre giochi più venduti in Italia sulla piattaforma Steam (vendeva più di Marvel’s Spider-Man, per intenderci).

Sulla stessa piattaforma, nel giugno precedente, un altro sex videogame, HoneySelect2Libido DX, era addirittura in testa alle vendite italiane, sopravanzando un altro gigante dell’editoria videoludica, la EA Sport, con i suoi simulatori di F1 e calcio.

In effetti, negli ultimi tempi si sta assistendo ad una diffusione di videogiochi riservati agli adulti, sia erotici (che contengono per lo più rimandi o allusioni sessuali) che pornografici (incentrati su immagini di sesso esplicito). Per inciso, la componente sessuale sembra aver assunto rilevanza anche nelle graphic novel non incentrate sul sesso. Queste semplici constatazioni inducono a riflettere sull’approccio all’eros attraverso il digitale e alla sua importanza nei processi di formazione dell’individuo nella società di oggi. 

Dai dati di aprile 2021 di Newzoo, azienda di indagini nel settore dei videogame, emerge che l’età media dei videogiocatori è di circa 34 anni, che il 70% supera i 18 anni e che, sul totale dei giocatori, circa il 46% sono donne. Il fenomeno quindi non sembra ristretto ad un’età specifica o a famiglie con figli.

Nella cultura occidentale moderna non si tratta tanto di decidere se vietare la pornografia o discutere del limite tra questa ed erotismo (limite peraltro mutevole nel tempo), quanto di delineare un corretto approccio alla sessualità, alle informazioni scientificamente corrette che siano accessibili a tutti e che si conformino in maniera costruttiva alle relazioni o agli incontri d’amore. Con particolare attenzione ai giovani utenti.

Le “scoperte linguistiche” dell’età pre-puberale, le “tempeste ormonali” dell’età adolescenziale e giovanile, le reazioni emotive e mentali alle storie d’amore che ci coinvolgono fanno parte del bagaglio di vita di ciascuno di noi. La conoscenza dei corpi, nostro e dell’altro, il rispetto e l’ascolto di essi sono considerati un elemento importante per lo sviluppo di una personalità il più possibile in armonia con l’ambiente naturale che ci circonda, con le nostre “età biologiche” e col nostro mondo interiore.

In questo quadro si innestano anche le sensazioni che ci vengono dalle rappresentazioni artistiche contemporanee: non solo i libri o le riviste, quindi, ma anche il cinema, il fumetto e, nell’epoca del digitale, il videogioco.

Si sostiene che il rischio dei videogiochi pornografici possa consistere, soprattutto per i giovani utenti, nel far passare attraverso un’attività ludica, interattiva e a forte rischio dipendenza, messaggi pericolosi, perché fuorvianti, per la formazione della persona.

D’altro canto, l’eccessivo uso di costrizioni che creano la famosa “campana di vetro”, oltre alla mancanza di una educazione sessuale (e sentimentale) idonea, può provocare danni a causa della conseguente incapacità di rielaborazione e di gestione di situazioni atte a favorire una crescita emotiva, oltre che “ormonale”. 

Più che emettere un giudizio di assoluzione o di condanna, appare perciò più interessante domandarsi in che modo questo genere possa partecipare comunque ad una sessualità serena.

Relativamente al rapporto sesso/minori, sarebbe auspicabile filtrare le immagini di “realtà appartenenti ad età successive” in maniera corretta, cioè adeguando le informazioni e il linguaggio usato allo sviluppo psico-fisico in atto e alla capacità di rielaborazione raggiunta. Il nostro ruolo di “esempio individuale” (che prescinde dallo status di genitore e riguarda qualsiasi relazione tra adulti e adolescenti) si potrebbe configurare anche nel dialogo consapevole e rispettoso della “sessualità esprimibile”. 

In definitiva, se è vero che la sessualità, anche quella considerata “scandalosa”, è sempre stata rappresentata nell’arte, non bisogna mai dimenticare che la passione, l’emozione travolgente che anima ogni rapporto d’amore reciproco può essere il punto di partenza per una ulteriore esplorazione del proprio corpo, da affrontare con l’attenzione e la rispettosa pazienza che ogni momento di (ri)scoperta della vita ci impone.

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Marco Laccone

Marco Laccone

Musicista cantautore, autore, docente ed editore. Ho pubblicato album musicali, opere di teatro musicale e per balletto, un libro+cd ispirato alla Buona Novella di De André e un saggio sulla comunicazione musicale per l'Ass. Naz. Sociologi. Conduco programmi musicali su radio/tv web. Ho seguito studi in Letteratura Arte Musica e Spettacolo, Jazz, Giurisprudenza, masterclass in Musicoterapia Psicodinamica. Suono e insegno chitarra.

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