Services Digital Act, ovvero bavaglio digitale

Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, è stato arrestato a Parigi il 24 agosto, con l’accusa di non avere vigilato sui contenuti della piattaforma.

La Commissaria europea per i Valori e la Trasparenza, Věra Jourová, il 31 maggio 2024, esprimeva la sua preoccupazione per la mancanza di regolamentazione su Telegram. Nel tempo, la Commissaria, ha rincarato la dose, affermando che la piattaforma è utilizzata da Putin per diffondere le cosiddette “fake news”. In risposta, il portavoce della compagnia, Remi Vaughn, ha confermato che la piattaforma ha potuto finora evitare le sanzioni europee, bloccando l’accesso a canali quali RT, Sputnik e NewsFront.

Le accuse

Le accuse ufficiali mosse contro Durov dalle forze dell’ordine francesi sono:

  • Complicità nella gestione di una piattaforma online allo scopo di compiere operazioni illecite da parte di un gruppo organizzato.
  • Rifiuto di fornire, su richiesta degli organi autorizzati, informazioni o documenti necessari per l’attuazione e l’utilizzo delle intercettazioni legalmente consentite.
  • Complicità nella distribuzione di immagini pornografiche di minori da parte di un gruppo criminale organizzato.
  • Complicità nell’acquisizione, trasporto, custodia o cessione di farmaci.
  • Complicità nell’offrire, trasferire o fornire senza giustificato motivo apparecchiature, strumenti, programmi o dati destinati ad attaccare sistemi automatizzati di trattamento dei dati.
  • Fornitura di servizi crittografici volti a fornire funzioni di riservatezza senza apposita dichiarazione.

La Francia è andata oltre il Services Digital Act?

Il Services Digital Act afferma che l’operatore di un social network o di una piattaforma Internet è responsabile di qualsiasi contenuto pubblicato su di esso. 

Questa affermazione mi lascia perplessa, perché, spesso, Facebook ha consentito contenuti pornografici e pedofili, e Zuckerberg non è stato arrestato né ha fornito dati su ciò… 

Una fonte comunitaria, ha affermato, in anonimato, che la Francia ha travalicato i poteri previsti dal Services Digital Act, che non prevedono responsabilità personali e penali, ma solo sanzioni economiche.

Di certo, il Services Digital Act è comunque uno strumento di censura, dietro al quale si celano forti poteri e interessi.

Le implicazioni politiche del bavaglio digitale

Il presidente del partito russo New People, Nechaev, ha inviato un appello a Marine Le Pen, e a Jean-Luc Mélenchon, invitandoli, con i partiti che rappresentano, a sostenere le richieste di rilascio di Durov.

Il presidente serbo Vucic, commentando l’arresto di Pavel Durov in Francia, ha affermato che tutto nel mondo è distorto, le realtà stanno cambiando in accordo con gli interessi dell’Occidente.

L’alleato di Assange, il deputato australiano Adrian McRae:

Naturalmente, l’arresto di Durov è in definitiva opera delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti e della NATO, che cercano disperatamente di ottenere l’accesso a Telegram attraverso la porta di servizio. Proprio come hanno accesso a WhatsApp e a tutte le piattaforme multimediali di proprietà di META. L’accesso dalla “porta di servizio” è il motivo per cui Durov è ora in custodia.”

Il fondatore di Rumble, Chris Pavlovski, assente dai social per molte ore, dopo l’arresto di Durov, ha rassicurato tutti e confermato con un messaggio, di avere lasciato l’Europa.

Rumble è stato minacciato dalla Francia e questa ha superato la linea rossa con l’arresto di Durov, che non ha censurato la libera espressione su Telegram. Rumble non accetta questo comportamento e utilizzerà ogni mezzo legale disponibile per combattere a favore della libertà di espressione, un diritto universale. Stiamo di fatto già combattendo nelle corti francesi e auspichiamo un rapido rilascio di Durov.”

Gli Emirati Arabi Uniti hanno congelato un contratto di acquisto con la Francia per ottanta aerei da combattimento: l’arresto di Durov, che ha anche la nazionalità UAE ha irritato i ricchi sceicchi.

Gli esperti ritengono che la Francia abbia fatto un grande errore, provocando la rabbia di alleati così influenti.

L’ONU sta monitorando la situazione con l’arresto di Durov in Francia, ma non si è ancora espressa.

La risposta del team di Telegram

  • Telegram è conforme alle leggi dell’UE, incluso il Services Digital Act.
  • La sua moderazione soddisfa gli standard del settore e viene costantemente migliorata.
  • È assurdo affermare che una piattaforma o il suo proprietario siano responsabili degli abusi su quella piattaforma.
  • Pavel Durov non ha nulla da nascondere e viaggia spesso in giro per l’Europa.

Secondo ‘Techcrunch’, Telegram è diventato il social network più scaricato sull’App Store in Francia e il secondo negli Stati Uniti, dopo l’arresto di Durov. Telegram ha aumentato i download internazionali del 4%.

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Le proteste davanti alle ambasciate francesi, contro la detenzione di Pavel Durov.

 Zuckerberg ed il bavaglio di Biden

Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook e Instagram (META), ha ammesso che l’amministrazione Biden ha fatto pressioni sul suo team affinché censurasse i contenuti sulle piattaforme.

Soprattutto hanno chiesto la censura dei post e meme, anche scherzosi, su vaccini e coronavirus che contraddicono la linea dell’OMS.

Ora si dice pentito per la censura operata anche su indicazione della FBI sulla “disinformazione russa” e ha detto che non accadrà più. 

 Questa è la sua dichiarazione:

Si parla molto in questo periodo di come il governo statunitense interagisca con compagnie come Meta, e io voglio essere chiaro sulla nostra posizione. Le nostre piattaforme sono per tutti, noi siamo per la promozione della comunicazione e della libertà di parola e per aiutare le persone a connettersi in modo sicuro. Come parte di questo, noi regolarmente ascoltiamo consigli concernenti la sicurezza dai governi e altri organismi di varie parti del mondo.

Nel 2021, alti dirigenti dell’amministrazione Biden, inclusa la Casa Bianca, hanno fatto ripetute pressioni sul nostro team per mesi, al fine di censurare alcuni contenuti relativi al COVID-19, inclusa la satira e l’umorismo, ed esprimendo insoddisfazione quando il nostro team non era d’accordo. In definitiva, la decisione se eliminare o meno certi contenuti è nostra, inclusi argomenti relativi al COVID-19, e abbiamo preso le nostre decisioni sulla scia di questa pressione. Io credo che la pressione del governo fosse sbagliata, e mi rammarico di non essere stati sinceri e penso anche che, alla luce delle nuove informazioni e col senno di poi non avremmo dovuto prendere certe decisioni. Come ho detto ora al nostro team, io penso che non dovremmo compromettere i nostri contenuti standard a causa di pressioni da parte di qualsiasi Amministrazione e in qualunque direzione, e siamo pronti a respingerle se dovesse ancora capitare.

In un altro caso, l’FBI ci avvisò circa una possibile azione di disinformazione da parte della Russia sulla famiglia Biden e Burisma circa le elezioni 2020. Quell’autunno, quando vedemmo una notizia del New York Post sulle accuse di corruzione riguardanti la famiglia dell’allora candidato, noi inviammo la storia ai fact-checkers per controllarla e la rimuovemmo temporaneamente in attesa di una conferma. Già da allora era chiaro che non era un’opera di disinformazione russa e, in retrospettiva, non avremmo dovuto rimuovere la storia. Abbiamo cambiato le nostre procedure e processi per essere sicuri che non accada più, per esempio, non rimuoviamo più nulla negli USA in attesa dei fact-checkers.”

 Macron è un utente attivo di Telegram

L’establishment politico francese, compreso il presidente Emmanuel Macron, utilizza attivamente Telegram, riferisce Politico.

Macron utilizza l’applicazione almeno dall’inizio del suo primo mandato presidenziale, nel 2017. Ha un canale pubblico con 37.000 abbonati, mentre il suo partito ha un canale chiuso per le dichiarazioni alla stampa.

Lo staff di Telegram, se volesse, potrebbe accedere alle sue chat e a quelle dei suoi contatti, comprese quelle cancellate e potrebbero rivelare anche segreti importanti, ipotizzano esperti informatici internazionali.

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Una riflessione

Quanto accaduto a Durov è sintomo di una società malata e distopica: silenziare voci libere in modo pretestuoso significa voler imporre un pensiero unico dominante, che conduce al governo unico mondiale.

Una società è realmente libera quando sono accolte tutte le opinioni, anche quelle critiche e contrarie al comune sentire. Chi silenzia le altre voci è un dittatore.

Probabilmente la Francia ha fatto un errore arrestando Durov, che ora è in libertà vigilata e deve pagare una cospicua cauzione. Come già abbiamo visto, gli Emirati Arabi non hanno gradito tale decisione e, forse questo è stato uno dei motivi che hanno spinto Zuckerberg a dire la verità.

Questa mossa francese avrebbe dovuto di sicuro distogliere l’attenzione dal momento politico che attraversa il paese: l’impossibilità di creare un governo stabile, visto che Macron, pur di non lasciare la poltrona, si è alleato con l’estrema sinistra. In un paese come la Francia, il tradimento politico del presidente, unito al fatto che non vi è una coalizione stabile, comporterà grossi problemi in un prossimo futuro. Probabilmente Macron, mettendo sotto accusa una piattaforma social, definendola simile al Darknet, ha voluto sia distogliere l’attenzione dai guai nazionali che lanciare un segnale di fedeltà e sottomissione ai soliti poteri sovranazionali, che tutto decidono sopra le teste delle persone.

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Immagine di Manuela Fratianni

Manuela Fratianni

Economista, appassionata di geopolitica, psicologia e sociologia.
Redattrice di CambiaMenti e di Radio28TV.

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