Si è tenuto in questi giorni il summit nell’ambito del quale i leader africani e dell’Europa hanno discusso di quello che è stato chiamato il “Piano Mattei”
Il presidente della commissione dell’Unione africana Faki, nel discorso tenuto al Senato, non ha perso l’occasione per dire: «Sul Piano Mattei avremmo auspicato di essere consultati. L’Africa comunque è pronta per discutere i contorni e le modalità dell’attuazione del Piano – ha proseguito Faki – Insisto qui sulla necessità di passare dalle parole ai fatti, capirete bene che non ci possiamo più accontentare di semplici promesse, che spesso non sono mantenute».
Il progetto relativo al Piano Mattei è senz’altro un’iniziativa politica degna di nota soprattutto perché non si può fare alcuna politica energetica e migratoria senza l’Africa.
Le riserve energetiche dell’occidente industrializzando vanno vero l’esaurimento e i flussi migratori nel 2023 hanno dimostrato di essere ingestibili con i sistemi utilizzati fino ad oggi. Bisogna andare alla radice del problema e la radice è l’Africa.
Un continente enorme dove molti paesi si stanno muovendo per sdoganarsi da vecchi e nuove forme di colonialismo.
L’ossatura del Piano Mattei è senz’altro positiva ma è giunto il momento come giustamente ha evidenziato Faki che i progetti siano condivisi partendo dalla conoscenza della realtà di ogni singolo paese.
Ecco perché abbiamo avviato un ciclo di servizi e interviste sul tema AFRICA, interviste a chi conosce bene il problema perché vi è nato e a chi ha studiato il problema e ha proposte concrete.
Abbiamo già iniziato con un giovane Ghanese il Dr. Patrick Ekye intervistato dal nostro Carlo Andrea Mercuri che ci parla del futuro del Ghana e delle sfide globali.
Oggi, pubblichiamo l’intervista a John Caleb anche lui un giovane della Sierra Leone Presidente dell’associazione dei sierraleonesi della Lombardia.




