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La Russia e Israele sono IDEALMENTE sullo stesso lato della barricata?

Due guerre sono in corso, APPARENTEMENTE tra loro slegate e prive di connessioni, etiche e strategiche. Sembrano differenti anche dal punto di vista militare. Da una parte una guerra che sembra riproporre scenari da Seconda e persino da Prima Guerra Mondiale, una guerra cioè d’attrito che, dopo una vittoriosa controffensiva di una delle parti, si è impantanata quasi in una guerra di trincea su di un fronte di 800 chilometri. Dall’altra, un assedio di una città nel cui sottosuolo si annida un intrico di gallerie, cunicoli e tunnel nei quali sono andati a rifugiarsi alcune migliaia di miliziani non di uno Stato, ma di un’organizzazione che non riconosce lo stato che la combatte, ma opera per la sua cancellazione.

Si tratta, quest’ultimo, di uno scenario tipico di una “guerra asimmetrica” tra un soggetto militarmente fortissimo e uno assai più debole che però può opporre la mobilità attraverso la rete di gallerie che ha scavato e l’irreperibilità nelle profondità del sottosuolo di una città della quale si fa scudo con la sua popolazione civile. Eppure, ad una riflessione più attenta un legame esiste ed è fortissimo, sia dal punto vista politico che dal punto di vista ideale.

L’Ucraina che ha subito l’attacco russo e intende riconquistare i territori perduti supporta moralmente Israele, ma Israele NON supporta moralmente l’Ucraina o meglio lo fa fino a un certo punto: Israele deplora l’aggressione all’Ucraina, ma non fornisce materiale militare utile per un’offensiva ucraina e quando il presidente Zalensky chiedeva di andare in Israele, il premier Netanyahu gli ha freddamente risposto che “questo non è il momento per visite di questo genere”.

Fatti apparentemente strani e incomprensibili

Da mesi Israele effettua bombardamenti in Siria per distruggere formazioni militari create o equipaggiate e rifornite dall’Iran, nemico mortale di Israele. La contraerea russa e gli aerei russi operativi in Siria potrebbero contrastare efficacemente le operazioni militari israeliane, ma non lo fanno. E’ come se la Russia permettesse che venga colpito un suo alleato storico per il quale ha speso somme considerevoli e si è pure messo in contrasto con l’Occidente e scegliesse di sacrificare la sua incolumità per non irritare Israele. Inoltre la Russia NON VOTA contro Israele nelle risoluzioni ONU.  D’altra parte, è degno di nota che Israele DI FATTO non fornisce aiuti efficaci all’Ucraina.  Sembra proprio che Russia e Israele si facciano favori sottobanco. Perché?

Le ragioni politiche di questi strani fatti

Putin ha sempre considerato Israele un paese russofono: la lingua russa è la seconda lingua più parlata in Israele dopo quella ebraica e di questo Putin è sia consapevole che compiaciuto. Ha anzi dichiarato che Israele dovrebbe entrare nel mondo russo, tenendo anche conto delle radici ebraiche della religione ortodossa che venera come santi i profeti ebrei della Bibbia.

Uno stato di Israele alleato della Russia sarebbe per lui una soddisfazione enorme anche se deve tenere conto delle sue numerose alleanze con il mondo arabo e musulmano, prima di tutte la sua alleanza con l’Iran che non ha mai fatto mistero del suo desiderio di distruggere Israele.

Tuttavia, un Iran troppo potente nel Medio Oriente, padrone della Siria e del Libano e per di più dotato di un arsenale nucleare sarebbe un alleato indocile e destabilizzante anche per la Russia e quindi sarebbe preferibile per Putin un Iran debole e minacciato di rappresaglie israeliane che lo costringerebbe a dipendere sempre dall’appoggio russo. Di qui la scelta di non impedire a Israele di colpire le formazioni militari alleate dell’Iran in Siria. Inoltre, un conflitto anche virtuale con Israele, paese tecnologicamente avanzatissimo, è l’ultima cosa della quale avrebbe bisogno la Russia in questo momento, impegnata com’è nella guerra con L’Ucraina, supportata dall’intero Occidente. D’altra parte, con l’alleato americano ai ferri corti con Israele per la sua forte e durissima rappresaglia contro Gaza che si mostra per questo sempre più spazientito e irritato, a Israele fa certamente comodo una Russia di fatto assai benevola. 

Esiste forse anche un motivo ideale e psicologico

L’accanimento con il quale gli ucraini continuano a combattere oramai da due anni è dovuto all’odio per la Russia e per i russi, oltre al desiderio di legarsi all’Occidente, con la speranza di avere enormi aiuti e vantaggi economici. Di questo odio Putin è consapevole: da qui la sua decisione di “denazificare” l’Ucraina, cioè sradicare questo odio infliggendo perdite ed eliminando le forze armate ucraine nelle quali questo odio è diffuso e coltivato. Ma anche a Gaza dopo cento giorni i miliziani continuano a combattere con accanimento contro le forze di uno stato che non riconoscono e vogliono distruggere. Di qui la decisione di Netanyahu di distruggere Hamas: i “nuovi nazisti” come li ha definiti. Esiste quindi una convergenza, al di là degli opposti schieramenti, tra le azioni belliche dei russi e quelle degli israeliani: entrambi combattono contro un nemico oramai radicalizzato e che li odia. Questa convergenza di carattere ideale, psicologico finirà per prevalere sulle considerazioni tattiche?

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Massimo Magnatti

Laureato in Economia Aziendale all' Università Bocconi di Milano ed in Giurisprudenza all' Università degli studi di Parma, Master HKE in Gestione delle Risorse Umane e Master in Financial Planning. Cultore di Storia e di Economia, scrittore di saggi e partecipante a blog di discussione in merito a problematiche di politica economica ed internazionale.

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