Olimpiadi e Geopolitica

I Giochi Olimpici dell’era moderna sono stati caratterizzati in molteplici occasioni da eventi geopolitici. Anche Parigi 2024 non fa eccezione: scopriamo alcune curiosità in tal senso su questa trentatreesima edizione.

I Giochi olimpici di Parigi 2024 in svolgimento in queste settimane sono i 33esimi dell’era moderna e riprendono una tradizione millenaria iniziata in Grecia nel 776 a.C. Le Olimpiadi dell’antichità assunsero un’importanza sociale tale che durante lo svolgimento delle stesse, di comune accordo venivano interrotte le guerre in corso, in ossequio alla tregua olimpica.

Sin dalla prime edizioni delle Olimpiadi moderne le vicende geopolitiche interferirono con lo svolgimento dei Giochi, come accadde durante la Grande Guerra e durante la Seconda Guerra Mondiale dove i Giochi furono interrotti a causa dello svolgimento dei due conflitti.

Nonostante sport e politica dovrebbero rimanere separati, interferenze di carattere politico hanno condizionato lo svolgimento dei Giochi Olimpici in diverse occasioni, tra boicottaggi, atti terroristici, proteste ideologiche e altri eventi.

Parigi 2024 non fa eccezione in tal senso: durante le Olimpiadi in svolgimento il mondo è testimone di conflitti regionali, tra Europa e Medio Oriente; siamo purtroppo ben lontani da quella tregua olimpica osservata ossequiosamente dagli antichi greci. La politica ancora oggi pervade silenziosamente i Giochi Olimpici e alcune delle delegazioni presenti a Parigi mostrano più o meno direttamente queste ingerenze geopolitiche. Scopriamone alcune.

Hong Kong partecipa ai giochi in maniera indipendente

Sebbene oggi facente parte della Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong è presente ai giochi olimpici come entità separata da Pechino. Ciò è legato alla sua storia recente. La prima partecipazione della città con i propri colori risale al 1952, quando Hong Kong era ancora una colonia britannica. Quando la città venne restituita alla Cina nel 1997 la stessa si è vista garantire alcune libertà particolari per il tramite della formula “un paese, due sistemi”.

In base a tale principio Hong Kong, che aveva beneficiato per un secolo di una serie di libertà garantitele dall’influenza britannica, avrebbe mantenuto le stesse anche una volta ritornata alla Cina. Sebbene oggi Pechino stia erodendo tutti i diritti che l’accordo anglocinese garantiva alla città per 50 anni, alcuni di questi sono ancora garantiti, come la partecipazione indipendente alle manifestazioni sportive.

Tra questi la possibilità di avere un proprio comitato olimpico nazionale riconosciuto dal Cio (Comitato Internazionale Olimpico), che grazie all’articolo 7 della Basic Law di Hong Kong (costituzione de facto), consente di mantenere e sviluppare relazioni con organi internazionali anche nel campo sportivo, contenendo alla città una partecipazione indipendente ai giochi olimpici.

Taiwan ai Giochi Olimpici come Chinese Taipei

La Repubblica di Cina, nome ufficiale di Taiwan, nonostante nel tempo abbia visto una progressiva diminuzione del riconoscimento diplomatico internazionale, vede garantitasi la partecipazione ai Giochi Olimpici.

Tuttavia, a causa del contenzioso in atto con la Cina continentale non le è permesso esibire la bandiera nazionale rossoblù. Alternativamente l’isola sfoggia un vessillo ad hoc per la manifestazione olimpica che vede al suo centro il sole bianco a dodici raggi su sfondo blu (elemento presente nella bandiera della Repubblica di Cina), che sovrasta i cinque cerchi olimpici. Il tutto racchiuso dal prunus mume, fiore nazionale di Taiwan, raffigurato nei colori tipici dell’isola.

Dalle fasi iniziali dell’Olimpiade di Parigi sono stati segnalati svariati episodi in cui lo staff olimpico ha chiesto alla delegazione taiwanese di rimuovere tutti i riferimenti alla bandiera di Taiwan, comprese piccole bandiere delle dimensioni di un fazzoletto, patch sulle borse e persino la pittura facciale che possa richiamare in alcun modo la bandiera nazionale.

Per Russia e Bielorussia niente bandiere nazionali ai Giochi

A causa del coinvolgimento di Mosca e Minsk nella guerra d’Ucraina il Cio ha vietato la partecipazione agli atleti di queste due nazioni a meno che gli stessi non partecipino come Ain – Atleti Individuali Neutrali.

Il Comitato Olimpico ha imposto diverse restrizioni agli atleti di questi due Paesi che intendono partecipare ai Giochi Olimpici. Sono state escluse le squadre, quindi potranno partecipare solo atleti individuali che vestano neutrali. In caso di vittoria l’inno nazionale non può essere eseguito e sono esclusi atleti legati agli ambienti militari.        

Già durante le olimpiadi di Tokyo 2020 (svoltesi nel 2021 a causa dell’emergenza pandemica) gli atleti russi avevano partecipato senza insegne a causa dello scandalo doping che aveva colpito le federazioni sportive russe. A Parigi 2024 invece il Cio ha deciso l’esclusione del comitato russo a seguito dell’annessione delle organizzazioni sportive ucraine presenti nei territori occupati da Mosca.

Olimpiadi d’oltremare

La competizione di surf olimpica tenutasi a Parigi 2024 rimarrà nella storia delle olimpiadi, sia per il gesto del surfista brasiliano Medina, sia per essere l’evento svoltosi a più grande distanza rispetto all’epicentro della competizione.

Parigi ha optato per una location suggestiva: la Polinesia francese. Facente parte delle collettività d’oltremare, la Polinesia Francese è a tutti gli effetti una ex colonia assimilata alla madrepatria. La scelta di Parigi di far svolgere una competizione a 15.000 chilometri da Parigi ha anche un valore geopolitico.
Allargare l’evento olimpico a territori lontani ha l’obiettivo di avvicinare le popolazioni dei dipartimenti e delle collettività d’oltremare a Parigi, specialmente dopo i recenti scontri in Nuova Caledonia che hanno mostrato un nervo scoperto circa l’insofferenza di alcuni cittadini d’oltremare verso il governo centrale.

Sebbene l’obiettivo delle Olimpiadi sia la partecipazione delle delegazioni e la celebrazione dello sport, vi sono comunque delle contaminazioni politiche che condizionano ancora oggi i giochi. Quelle suddette sono solo alcune delle contaminazioni geopolitiche che hanno caratterizzato l’ultima edizione ma nella storia dei Giochi vi sono stati anche episodi tragici come la Strage di Monaco del 1972 o di forte impatto geopolitico come l’edizione del 1980 a Mosca dove ben 65 Paesi boicottarono l’edizione svoltasi in Urss per protesta contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan.

Credits: Foto di David da Pixabay

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Immagine di Carlo Andrea Mercuri

Carlo Andrea Mercuri

Analista geopolitico, si occupa da anni di questioni internazionali. Autore del libro Verità a Stelle e Strisce (Gruppo Albatros il Filo - 2017), ha collaborato con diverse testate per le sezioni esteri e geopolitica. Appassionato di storia contemporanea americana ed estremorientale.

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