Il filosofo tedesco Frederich Nietzsche ebbe a dire in un’occasione: “Negli individui la pazzia è rara; nei gruppi, nelle comunità, nelle nazioni è la regola”. Questa frase trova piena espressione ed applicazione nella politica estera americana in questa fase della storia contemporanea.
Non contenti di aver saldato la Russia e la Cina in un’alleanza oramai ferrea, gli USA si stanno ora impegnando ad inimicarsi l’unica potenza asiatica non strettamente alleata alla nazione americana: l’India. Con il rischio di riuscirci pienamente con un successo travolgente.
Pensando forse di rivolgersi ad una repubblica delle banane e non ad una superpotenza demografica capace di surclassare, con il suo miliardo e mezzo di abitanti, di cui il 70% giovani, oramai anche la Cina, il nostro ambasciatore così si è espresso senza perifrasi: “Ho rispetto per la scelta di autonomia strategica dell’India, MA IN TEMPI DI GUERRA NON ESISTE L’AUTONOMIA STRATEGICA”.
Per cui all’India l’ambasciatore americano, comportandosi più da proconsole che come rappresentante di un paese straniero ha rivolto al paese ospitante il seguente aut-aut: “ O con noi o contro di noi”. E’ un invito che non solo rasenta la stupidità più abissale, ma la oltrepassa clamorosamente: in questo modo si può trattare un paese che è succube e asservito, non certo una superpotenza demografica il cui PIL è in continua crescita.
Tanto più che una simile arroganza rischia di saldare in un blocco politico-militare-economico compatto ed ostile all’Occidente e alla sua nazione guida, una superpotenza nucleare (la Russia), una superpotenza manifatturiera (la Cina) e la già citata superpotenza demografica (l’India).
Le ragioni per adottare con l’India un atteggiamento diverso
L’India è un cliente d’oro per la Russia per la sua forte domanda di materie prime e di energia che ha confermato ed anzi ampliato le sue commesse, nonostante l’invasione dell’Ucraina. Tuttavia, nel contempo, l’India ha un rapporto consolidato di forniture di apparecchiature militari che per questo paese costituisce un’ottima opportunità di diversificazione presente e futura nel comparto militare. Mentre con la Cina invece esiste una forte rivalità sia militare, sia geo-strategica.
Il contenimento cinese è interesse nazionale per l’India che vede nella Cina una minaccia per i suoi interessi e per l’esistenza e la costruzione di una sfera d’influenza autonoma e rivale di quella cinese. Da qui le simpatie fortissime anche per gli USA, forti competitori della Cina. L’India non ha dimenticato di essere stata aiutata dalla potenza americana all’ inizio degli anni ‘60, quando era stata ad un passo dalla guerra con la Cina.
Qualche dato per capire con chi abbiamo a che fare
Entro il 2030 la popolazione indiana in età da lavoro si espanderà di oltre 100 milioni di unità. La giovane età media della popolazione indiana è un motore formidabile di innovazione. La sua popolazione, con un miliardo e mezzo, ha superato quella della Cina.
L’economia indiana è quella che cresce assai più velocemente tra le prime venti del mondo. Nel secondo trimestre del 2023, l’India è cresciuta del 7,8% l’anno. Anche le previsioni più prudenti dicono che continuerà di questo passo nei prossimi anni. Quest’anno il PIL dell’India ha superato quello del Regno Unito, la vecchia potenza coloniale, posizionando così il paese tra le principali economie mondiali, dietro gli USA e la Cina.
Negli ultimi anni il governo di Nuova Delhi ha inoltre investito molto nello sviluppo e nell’espansione delle infrastrutture attuando alcune importanti riforme normative e stimolando la produzione nazionale. L’India è la maggiore tra le economie in via di sviluppo che fin dalla fine del colonialismo, ha con efficacia perseguito la propria modernizzazione tramite un sistema politico sostanzialmente democratico.
L’ascesa indiana nel quadro geopolitico globale è destinata a crescere e con essa il peso dell’economia indiana nella formazione del prodotto interno lordo mondiale. L’India esita, nel suo stesso interesse, ad impegnarsi in alleanze formali con i paesi dell’Occidente. Americani ed europei hanno sperato invano di convincere l’India a schierarsi apertamente con loro e contro la Russia, nel conflitto intercorso in Ucraina.
E allora perché gli USA stanno ammonendo l’India?
Tuttavia, l’India si è discostata in modo evidente da alcuni degli obiettivi di politica estera di Washington, come l’isolamento della Russia, dopo la sua invasione dell’Ucraina. L’India, in definitiva, non sembra interessata per ora ad essere un partner esclusivo degli Stati Uniti.
Per salvaguardare la propria autonomia strategica, rinuncia ad essere un alleato formale degli USA ed è questo che non va a genio alla superpotenza americana, in quanto resta comunque nella cerchia di coloro che Washington considera indispensabili. Da qui il monito che suona arrogante dell’ambasciatore USA in India che pare veicolare il seguente messaggio: “Il tempo dell’equidistanza per l’India è finito. Deve decidersi: o con gli USA o con la Russia. Essere contro la Cina non basta più”. Ma l’India ha deciso. Ha deciso cioè di non decidere.



