L’Ucraina Disperata è un’Ucraina Pericolosa

Il Presidente dell’Ucraina Zalensky è appena arrivato a New York per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nel contempo, intende pure presentare a Biden un “piano per la vittoria” ed incassa un prestito da parte dell’Unione Europea da 35 miliardi di Euro. Il piano per la vittoria include l’uso di armi a lungo raggio che devono essere utilizzate contro il territorio della Federazione Russa.

Intanto il Parlamento Europeo ha votato a maggioranza la revoca del divieto all’utilizzo nel territorio russo per le armi fornite all’Ucraina dall’Occidente. Mosca ha subito evocato il pericolo di guerra nucleare, ma si scommette sconsideratamente sul bluff. La Russia, si continua a pensare, è un cane che abbaia ma non morde e quindi si può procedere a sostenere militarmente l’Ucraina anche con armi sempre più potenti rischiando una reazione russa che non ci sarà, si presume. La guerra ora deve continuare, fino alla vittoria.

La disperata situazione Ucraina e la determinazione russa

Zalensky continua ad affermare che la vittoria è ancora possibile con i missili a lungo raggio della NATO. Basta solo che Biden lo voglia: “Biden può fare la storia” ha detto. Ma ormai mancano solo 40 giorni alle elezioni americane e l’Amministrazione Biden è cauta perché un’escalation della guerra in Ucraina potrebbe mettere in  difficoltà la campagna elettorale di Kamala Harris e pregiudicare la vittoria dei democratici consegnando poi la Casa Bianca a Donald Trump.

Intanto continuano ad intensificarsi gli attacchi russi sulla rete energetica ucraina in vista dei mesi invernali ormai prossimi. Decine di abitazioni sono senza energia elettrica nella regione di Poltava dopo un attacco con dei droni russi contro l’infrastruttura energetica. L’esercito ucraino soffre di una carenza drammatica di uomini.

Zalensky dice che servono urgentemente 15 brigate da immettere subito sul fronte di Kursk dove è in atto da giorni una robusta controffensiva russa. I russi oramai sono determinati a vincere la guerra al punto da respingere “in toto” l’offerta ventilata da Zalensky di partecipare ad una conferenza di pace. Il portavoce del Cremlino, Peskov, ha infatti dichiarato: “ la guerra è in corso, stanno combattendo una guerra contro di noi collettivamente e stanno dicendo apertamente che il loro obiettivo è sconfiggere la Russia strategicamente e tatticamente. Ciò ci obbliga a continuare l’operazione militare speciale per raggiungere i nostri obiettivi. La Russia non ha mai avuto altre alternative nella sua storia e non vi è alternativa alla nostra vittoria ora”.

Continuando il discorso, Peskov ha aggiunto: “ il Segretario della NATO Stoltenberg è un impiegato in uscita e per questo si sta permettendo di fare delle dichiarazioni irresponsabili e sfortunatamente in Europa molte persone e autorità condividono i suoi sentimenti e il suo pensiero”. La Russia non può più permettere ulteriormente l’afflusso di nuove armi occidentali e l’istituzione di centri di comando della NATO in Ucraina senza dover considerare tale attività come coinvolgimento pieno dell’ Alleanza Atlantica e reagirà interpretando tutto ciò come cobelligeranza e di conseguenza cambierà l’essenza del conflitto che a questo punto non sarà più solo tra la Russia e l’Ucraina, bensì tra la Federazione Russa e la NATO.

Gli ucraini non sono più in grado di continuare la guerra da soli visto l’andamento delle operazioni belliche sul terreno e le perdite subite finora. Nel corso dell’ultima settimana sono stati utilizzati dai russi oltre 900 bombe aeree guidate, circa 400 droni Shahed e quasi 30 missili di vario tipo. Per questo motivo spingono disperatamente per avere missili a lungo raggio. Per il momento sono costretti ad usare i loro droni e stanno incrementando i loro attacchi per convincere i paesi della NATO a concedere altri aiuti.

A Tver, nel cuore della Russia, si è registrata un’esplosione potente di depositi di munizioni e di stoccaggio di missili. Un grande successo mediatico che però non è da solo in grado di capovolgere l’esito del conflitto e neppure di influire sull’andamento dei combattimenti sui teatri di guerra. A Kursk la situazione sta degenerando e così anche nel Donbass per gli ucraini. A Kursk le truppe di Kiev stanno per essere circondate e annientate e nel Donbass stanno arretrando.

Perché l’Ucraina ora ha un grosso potere di iniziativa e ricatto

La popolazione ucraina è stanca della guerra, dopo due anni e mezzo e non ce la fa più a sopportare oltre sacrifici e privazioni. L’Italia alla fine del 1917 si trovava nella stessa situazione e in ottobre ci fu in effetti il disastro di Caporetto. Un evento infausto simile si prospetta per l’Ucraina. Anche la Russia è stanca, ma ha le risorse per continuarla.

L’Ucraina invece le risorse è costretta a chiederle all’Occidente che però comincia ad avere grossi problemi nel rifornire adeguatamente il governo di Kiev di aiuti militari che vengono costantemente e disperatamente richiesti. Al punto in cui la situazione è maturata, la posta è diventata troppo alta perché uno dei due contendenti possa permettersi di cedere: i russi infatti vogliono un’Ucraina neutrale, non facente parte né della NATO, né dell’Unione Europea. La Russia non può accettare che l’Ucraina diventi una fortezza occidentale inespugnabile e potentemente armata, la punta di diamante della NATO contro la Russia e sua minaccia diretta ed esistenziale.

Il Ministro degli Esteri russo Lavrov ha già minacciato che una guerra nucleare non sarà limitata alla sola Europa, ma coinvolgerà anche il territorio stesso degli Stati Uniti. Quindi – ha fatto capire – attenzione a non lanciare la palla troppo in avanti con continue provocazioni. Ma paradossalmente l’Ucraina è ora diventata l’ago della bilancia della situazione politica appunto per questo: l’Occidente non può permettersi di dimostrare che i 27 paesi che lo compongono non riescono ad aiutare l’Ucraina a raggiungere i suoi obiettivi dopo l’umiliante ritirata dall’Afghanistan e la sconfitta subita in Siria.

La Russia non può permettersi d’altra parte di ingoiare il rospo di vedere un’Ucraina sopravvivere dopo due anni e mezzo di guerra, restare sovrana e fieramente antirussa  dopo che ha combattuto la guerra appunto per evitare di inghiottire questo rospo. L’Ucraina quindi può puntare sull’escalation come unica possibilità di sopravvivere come nazione sovrana, con una sua identità che guarda verso l’Occidente per sfuggire al destino di neutralità e smilitarizzazione che vuole invece riservargli la Russia.

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Immagine di Massimo Magnatti

Massimo Magnatti

Laureato in Economia Aziendale all' Università Bocconi di Milano ed in Giurisprudenza all' Università degli studi di Parma, Master HKE in Gestione delle Risorse Umane e Master in Financial Planning. Cultore di Storia e di Economia, scrittore di saggi e partecipante a blog di discussione in merito a problematiche di politica economica ed internazionale.

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