Il G7 Dichiara Guerra al Resto del Mondo

Mentre imperversa la guerra in Ucraina, i membri del G7 hanno voluto riaffermare il loro sostegno al governo di Kiev in guerra e non potevano essere più espliciti nella loro dichiarazione comune nella quale essi si impegnano nel “sostegno all’Ucraina condannando nel contempo l’irresponsabile retorica sul nucleare della Russia. I membri del G7 hanno deciso di impegnarsi “ad aumentare i costi della guerra di aggressione della Russia in base al pacchetto completo di sanzioni e misure economiche già in atto. Sebbene le misure esistenti abbiano avuto impatto notevole sulla macchina da guerra della Russia e sulla sua capacità di finanziare l’invasione dell’Ucraina, il suo esercito rappresenta una minaccia non solo per l’Ucraina, ma anche per la sicurezza internazionale”.

Come presa di posizione contro la Federazione Russa, è inequivocabile. Ma come se non bastasse, ecco cos’altro si legge nella medesima: “I membri del G7 hanno espresso l’intenzione di continuare ad adottare misure appropriate, coerenti con i loro sistemi legali, contro gli attori in Cina (sic) e nei paesi terzi che supportano materialmente la macchina da guerra della Russia tra cui le istituzioni finanziarie e altre entità che facilitano l’acquisizione russa di articoli per la sua base industriale di difesa.

Insomma, oltre a sembrare di attuare l’operazione Barbarossa contro la Russia di hitleriana memoria, i G7 pensano di condurre anche la guerra dell’oppio contro la Cina intrapresa dalla Gran Bretagna nel 1840. Con la differenza che l’Occidente del Terzo Millennio non è che l’ombra di quello dell’Ottocento, in pieno imperialismo europeo e nemmeno di quello del secolo scorso in cui pure continuava a sussistere un enorme gap tecnologico tra l’Occidente e il resto del mondo.

Non solo: hanno pensato bene di minacciare anche l’Iran che ha un arsenale missilistico di tutto rispetto. Nella dichiarazione si legge anche: “ l’Iran deve cessare immediatamente il sostegno alla guerra illegale, ingiustificabile della Russia contro l’Ucraina e fermare trasferimenti di missili balistici, droni e tecnologie correlate che costituiscono una minaccia diretta per il popolo ucraino e per la sicurezza europea e internazionale in senso più ampio”.

Insomma, l’Occidente contro tutti, contro il resto del mondo. Non solo contro la Russia, ma anche contro la Cina e l’Iran e persino l’India è stata velatamente minacciata (anche se non è stata menzionata) di non supportare economicamente la Russia. Mai si era arrivati ad un simile muro contro muro tra l’Occidente e il mondo ad esso alternativo, mai si era vista una radicalizzazione del genere tra opposte posizioni. Nel testo della dichiarazione non si ammette alcuna neutralità, né ambiguità: o con noi o contro di noi. Anzi, peggio: chi non è con noi, è contro di noi. Insomma, si punta e si continua a puntare alla vittoria, correndo dei rischi gravissimi ed essendo ben consapevoli di avere contro il resto del mondo. Ma la situazione sul campo giustifica questa inflessibilità e integralismo?

Situazione sempre più insostenibile per gli ucraini

Gli ucraini stanno subendo un massacro nella sacca di Kursk e non sanno decidere se restare a farsi decimare o ritirarsi. Ogni colonna che gli ucraini mandano lì viene distrutta dall’artiglieria o dai missili. Un ufficiale delle forze speciali ucraine ha detto a proposito della già avvenuta incursione su Kursk: “Non capisco la strategia dietro a questa mossa”.

Intanto l’operazione è costata un’enorme spreco di risorse, ovviamente fornite dai paesi occidentali: i paesi baltici e la Danimarca hanno già dato all’Ucraina tutta la loro artiglieria. Eppure la situazione sul campo non migliora, ma peggiora sempre più per l’Ucraina: esistono continui dissapori tra i vertici dell’esercito e la truppa che lamenta la mancanza di validi e adeguati sistemi d’arma ma la dirigenza politica di Kiev insiste sulla continuazione ostinata della guerra, sperando, come Hitler nel 1945 con le V1 e le V2, nella piena efficacia dei missili a lungo raggio forniti dall’Occidente come risorsa ultima e decisiva addirittura per vincere la guerra.

Ma l’idea di paralizzare la macchina bellica russa lanciando contro i siti militari e industriali all’interno della Russia dei missili a lungo raggio è una pura favola che è stata smentita proprio dalla guerra attuale stessa: non sono bastati diecimila missili a piegare l’Ucraina dopo due anni e mezzo di guerra. Come si può pensare di piegare un paese enorme come la Russia, con una popolazione tripla rispetto all’Ucraina in pochi mesi con al massimo solo qualche centinaio di missili a lunga gittata, visto che di più l’Occidente non può fornire? Tanto più che l’apparato industriale russo e decentrato e disperso su uno spazio enorme e anche gettando 15 missili su un aeroporto militare si ottiene solo il risultato di bloccarlo soltanto per dieci giorni per poi vederlo di nuovo operativo.

Sul terreno che sta accadendo? Le difese ucraine a Vuhledar sono collassate. Vuhledar è stata presa a tenaglia dalle forze russe ed è prossima alla caduta. Gli ucraini non hanno più riserve in quanto devono trasferire forze militari da altre zone del fronte. Inoltre non hanno più scorte e non sono in grado di difendersi oltre con efficacia. Oltre a Vuhledar, una roccaforte che resisteva dal 2022, i russi sono entrati a Ugledar dimostrando che gli ucraini hanno perso ormai la loro capacità di difendere il territorio che finora era stato accanitamente difeso in due anni e mezzo. Gli ucraini non solo non sono capaci di avanzare nel settore di Kursk ma nemmeno sono in grado di impedire ai russi di attaccare e sono così costretti a ripiegare subendo gravi perdite.

Alle Nazioni Unite il balletto continua fino all’assurdo

Il Presidente Usa Biden ha dichiarato all’ONU che gli Stati Uniti continueranno a sostenere Kiev e che “Putin ha fallito”. Zalensky è a Washington a presentare a Biden il “Piano per la vittoria” mentre continua invece a perdere sul campo. Ma più importante è invece la dichiarazione del portavoce di Putin, Peskov, il quale ha detto che la guerra in Ucraina terminerà “non appena tutti gli obiettivi russi saranno raggiunti” e che “non vi è assolutamente alternativa al raggiungimento dei nostri obiettivi”. Insomma, il braccio di ferro continua, ma l’Occidente appare stanco di appoggiare la causa ucraina che si sta delineando ogni giorno di più senza speranza.

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Immagine di Massimo Magnatti

Massimo Magnatti

Laureato in Economia Aziendale all' Università Bocconi di Milano ed in Giurisprudenza all' Università degli studi di Parma, Master HKE in Gestione delle Risorse Umane e Master in Financial Planning. Cultore di Storia e di Economia, scrittore di saggi e partecipante a blog di discussione in merito a problematiche di politica economica ed internazionale.

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