La Risposta Choc di Putin a Macron

Grazie a un sito francese, siamo in grado di presentarvi la recente risposta del presidente Putin al suo omologo francese Macron. Risposta quanto mai attuale viste le recenti e ripetute esternazioni di quest’ultimo nei confronti della Russia. Se quanto Putin afferma sulle intenzioni della Russia possono essere opinabili, le accuse che egli rivolge al presidente francese e all’intera Europa sono incontrovertibili, semplicemente perché si tratta di fatti storici. Riproduciamo volentieri il testo integrale di Putin perché pensiamo possa essere molto illuminante per i nostri lettori, in particolare visto che nessun media italiano ne ha dato notizia.

Signor Macron, vi ho ascoltato ancora una volta ammonire la Russia a nome della comunità internazionale. Ci accusate di neocolonialismo, di aggressione e di violazione del diritto internazionale. Permettetemi di rispondere con chiarezza.

La Russia non è mai stata una potenza coloniale nel senso in cui lo è stata la Francia. Non abbiamo mai attraversato oceani per imporre la nostra lingua, rubare le risorse naturali o sterminare culture millenarie sotto il pretesto della civiltà. L’Africa, l’Asia, l’America Latina portano ancora le cicatrici dei secoli di dominazione francese, britannica o belga. Cicatrici che né le scuse tardive né le promesse vuote potranno mai cancellare.

Voi avete colonizzato continenti interi, ridotto popoli in schiavitù, distrutto civiltà complete. Questo fardello storico non può essere cancellato con un colpo di mano. Parlate di diritto internazionale, ma dov’era quando la Francia e i suoi alleati bombardavano la Libia nel 2011, distruggendo un paese stabile e sovrano, gettando un’intera regione nel caos e consegnando i migranti alla schiavitù moderna? Dov’era quando sostenevate gruppi armati in Siria, armati e finanziati dall’Occidente, per rovesciare un governo riconosciuto dall’ONU? Dov’era quando intervenivate in Africa, con il pretesto della sicurezza, mentre sfruttavate l’uranio del Niger, il petrolio del Gabon e imponevate il franco CFA a nazioni indipendenti? E dov’era la vostra voce quando Israele bombardava Gaza, uccidendo donne e bambini, distruggendo scuole, ospedali e centri umanitari? In quei casi, improvvisamente, la Francia non parla più di diritto internazionale. Il silenzio diventa strategico, complice.

Signor Presidente, ci accusate di condurre una guerra imperiale contro l’Ucraina. Ma si tratta di una guerra difensiva, una guerra per proteggere i nostri confini, le nostre popolazioni di lingua russa, la nostra cultura e i nostri interessi vitali di fronte all’espansione continua della NATO, braccio armato di Washington. Non è Mosca a circondare Parigi di basi militari. È l’Occidente che, da trent’anni, avanza i suoi pezzi fino alle nostre porte. Avevate promesso di non espandervi verso Est. Avete mentito. Dalla Polonia alla Romania, dalla Finlandia al Mar Nero, si installano i missili. Bisognava forse aspettare che il fuoco raggiungesse la nostra casa?

Dite che la Russia destabilizza l’Africa? No, signor Macron, sono i popoli africani stessi che, stanchi dell’ingerenza, dell’umiliazione e dello sfruttamento francese, scelgono di rivolgersi alla Russia, non per ideologia, ma perché li trattiamo da pari. I nostri soldati, i nostri cooperanti, i nostri partner, non saccheggiano, non disprezzano. Vengono su richiesta degli Stati sovrani e, soprattutto, se ne vanno quando la loro missione è terminata. Questo è rispetto della sovranità, e voi, presidente francese, osate parlare di impero quando il vostro stesso Paese mantiene ancora territori sotto dominio oltremare? Quando giovani manifestano nelle strade di Parigi e Marsiglia per denunciare la violenza della polizia, l’esclusione sociale e il disprezzo dello Stato nelle periferie? Parlate loro allora di libertà, uguaglianza, fraternità.

Quanto alla potenza russa, essa non si misura solo con i nostri eserciti, i nostri missili ipersonici o la nostra indipendenza energetica. Si misura con la nostra storia, con la nostra memoria collettiva. Chi ha spezzato gli eserciti di Napoleone quando la Francia voleva dominare l’Europa? La Russia. Chi ha sconfitto Hitler? Non a Londra o a Washington, ma a Stalingrado, a Kursk, a Berlino, l’Unione Sovietica al prezzo di 27 milioni di morti. Senza di noi, signor Macron, né la Francia libera né l’Europa attuale esisterebbero. Dovete la vostra sovranità al nostro sacrificio.

Oggi ancora, nonostante le sanzioni, le campagne di diffamazione e l’isolamento che cercate di imporci, la Russia si erge, dignitosa, resiliente, rispettata. Rispettata in Africa. Rispettata in Asia. Rispettata in America Latina. Perché non tradiamo. Perché non cambiamo amici secondo gli interessi del momento. Perché difendiamo un mondo multipolare, libero e rispettoso delle sovranità nazionali.

Credits: La foto in evidenza risale al febbraio 2022 quando i due presidenti si erano incontrati a Mosca. La foto in corpo del testo: Autore Vadac, fonte: Wikimedia Commons.

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Immagine di Sergio Zicari

Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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