Un’operazione militare di enorme costo, ma con un bilancio minimo: logica o propaganda?
Nella notte tra il 27 e il 28 agosto, secondo le fonti ufficiali ucraine riprese dai media italiani, la Russia avrebbe lanciato contro Kiev 598 droni e 31 missili. La difesa antiaerea ucraina avrebbe abbattuto 563 droni su 598 e 26 missili su 31. Il bilancio ufficiale diffuso il giorno seguente è stato di 25 vittime civili, inclusi 4 bambini. Numeri che sollevano più interrogativi che certezze.
Il costo dell’operazione
Secondo stime indipendenti, l’attacco russo potrebbe essere costato tra i 114 e i 242 milioni di dollari, a seconda della tipologia di armamenti impiegati.
Se davvero l’obiettivo fosse stato l’eliminazione di civili, i conti non tornano: spendere una simile cifra per provocare 25 morti appare non solo disumano, ma anche militarmente illogico.
In più, oltre il 90% dei droni e oltre l’80% dei missili sarebbero stati intercettati, rendendo inefficace la maggior parte delle risorse impiegate.
Confronti che fanno riflettere
Un singolo individuo armato può provocare stragi ben più gravi senza avere a disposizione droni o missili da milioni di euro.
- Norvegia, 2011: Anders Breivik uccise 77 persone da solo, in poche ore.
- Las Vegas, 2017: un uomo sparò da un hotel sulla folla di un concerto, provocando 60 morti e oltre 400 feriti.
- Scuole americane: da Columbine a Uvalde, decine di episodi mostrano come un singolo assalitore, armato di fucile, abbia potuto fare più vittime di un’intera operazione militare multimilionaria.
Se un uomo qualunque riesce a uccidere decine di persone con un’arma acquistata a poche centinaia di euro, davvero è credibile che la Russia abbia speso oltre 200 milioni per causare la morte di 25 civili?
Una narrazione che serve a qualcuno
La Commissione Europea ha subito definito l’attacco un “crimine di guerra”, rafforzando la narrativa secondo cui Mosca colpisce intenzionalmente la popolazione civile. Il risultato? Una nuova stretta di sanzioni (il 19° pacchetto è in arrivo) e l’annuncio di 6,6 miliardi di euro aggiuntivi per la difesa ucraina.
Sorge spontanea la domanda: se davvero l’obiettivo fosse stato “uccidere civili”, non ci sarebbero stati metodi molto più economici ed efficaci?
Propaganda e realtà
Nessuno mette in dubbio la gravità di 25 vite spezzate: ogni vittima civile è un dramma immenso. Ma credere che il Cremlino abbia impegnato un arsenale da centinaia di milioni per ottenere un risultato così limitato in termini di perdite civili non appare credibile.
Piuttosto, l’episodio sembra inserirsi nel gioco propagandistico di entrambe le parti, dove ogni attacco diventa terreno di battaglia anche sul fronte della comunicazione.
La domanda finale resta: ce la stanno raccontando giusta, o ci stanno prendendo in giro?
Sullo stesso tema, vedi Attacco a Kiev – La versione di Putin




