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Il Mito di Ercole e Anteo Cosa Ci Insegna?

I miti greci non sono mai banali: sono la sintesi, il concentrato della  sapienza antica che ha molto da dire sul nostro presente e persino sul nostro futuro.

Uno di questi miti è la lotta tra Ercole e Anteo, una delle dodici famose fatiche di Ercole: Anteo era un gigante, figlio della madre terra Gea che riacquistava le forze ogni volta che toccava la terra e proprio per questo pareva invincibile: non appena Ercole riusciva a farlo cadere, a contatto con la terra, sua madre, risorgeva e si rimetteva in piedi più forte di prima.

Come sopraffarlo? Ercole risolse il problema tenendolo sollevato da terra e, impedendogli di toccarla, strangolandolo privandolo del contatto con essa. Una bella storia mitologica? Mica tanto. Essa ci riguarda, molto più di quanto non si immagina e si pensa. E ci coinvolge. La questione è legata agli enormi cambiamenti sociali come l’urbanizzazione e la rivoluzione tecnologica e la tecnica che non è affatto neutrale come spesso si dice e si scrive perché essa cambia inevitabilmente le nostre abitudini con il risultato che ci cambia persino antropologicamente.

L’umanità è il moderno Anteo

Per secoli l’umanità è stata legata alla terra: ovviamente i contadini che la lavoravano e i nobili che avevano i loro castelli nel territorio rurale e non in città, i mercanti che effettuavano lunghi viaggi per terra e investivano i loro profitti in tenute agricole. Ma anche le città erano circondate e infiltrate dalla campagna: essa si insinuava nella città con le sue strade polverose, con gli spiazzi tra una casa e l’altra, una contrada e l’altra, un quartiere e l’altro.

Si coltivavano terreni addirittura dentro la cerchia cittadina. Difatti nelle città, persino nelle città e fino al secondo dopoguerra vi erano dei piccoli campi dove si poteva giocare o sedersi nelle sere d’estate a dialogare.

Tutto ciò è terminato con stupefacente rapidità in pochi decenni: le città hanno chiuso gli spazi aperti con l’urbanizzazione selvaggia, si sono anche asfaltate le strade, i viaggi si effettuano non più a dorso di cavallo o d’asino e quindi a diretto contatto con l’aria e la terra, ma nel chiuso dell’abitacolo della propria auto o in treno dove, seduti, si legge, si dorme, si ascolta la musica, si chiacchiera senza dare un’occhiata che non sia breve, distratta e svogliata ai luoghi che si attraversano e ai paesaggi che offrono.

Non solo: la grande maggioranza della popolazione non possiede nemmeno un centimetro quadrato di terra e consuma il cibo non coltivandolo da sé, come avveniva nei secoli passati per una parte notevole della popolazione, ma acquistandolo con la retribuzione e i proventi di un lavoro e di un’attività non agricola. Come Anteo nelle grinfie di Ercole, in Occidente gran parte dei cittadini non ha più contatti con la terra.

Ma chi è oggi il moderno Ercole?

Da semplice mezzo di pagamento e intermediario negli scambi, il denaro è diventato il padrone delle vite degli uomini: i mercati finanziari e le banche dettano legge e impongono le loro regole, le loro “riforme” agli Stati i quali devono “liberalizzare” l’attività economica ed evitare ogni intralcio alla finanza e soprattutto alla speculazione finanziaria, minacciati, se del caso, di attacchi speculativi alle loro valute.

La tecnologia ha mutato totalmente le abitudini degli esseri umani: si pensi semplicemente al ruolo dello smartphone nella vita del cittadino europeo e americano medio. La digitalizzazione, unita fra poco all’intelligenza artificiale, produrrà degli effetti che ancora non si riesce a prevedere.

Ebbene Tecnologia e Finanza si sono unite in matrimonio nel formare un ircocervo la cui espressione “migliore” è ora la moneta digitale. Grazie ad essa il denaro perde qualsiasi contatto con la materia divenendo puro spirito, moltiplicando la sua potenza proprio perché non ha più alcun legame con la materia.

Inoltre, non è nemmeno controllabile dagli Stati perché è una moneta privata, come lo erano le monete gentilizie nell’antica Grecia, emesse dalle casate aristocratiche, prima che Solone le abolisse e avocasse allo Stato e solo allo Stato il potere di coniare la moneta. Adesso questo ircocervo sta strangolando l’umanità occidentale come Ercole riuscì a strangolare  Anteo, separandolo dal contatto con Gea, la madre Terra.

Come se ne esce?

Un giorno, mentre passeggiavamo in un parco,  un mio amico mi fece uno strano invito: “Togliti le scarpe e i calzini e cammina sulla nuda terra!”. Lo feci e subito mi chiese: “Non senti una sensazione di benessere?”. In effetti la provai e il mio amico aggiunse: “Pensa al danno psicologico e fisico che si subisce rinunciando al beneficio cumulativo di camminare a piedi nudi sulla terra tutti i giorni”.

Aveva ragione: il contatto con la terra ci ritempra: esso è essenziale al nostro equilibrio psicofisico perché ricostituisce tutte le nostre energie psichiche.  Dalla terra veniamo e alla terra torniamo. “Polvere sei e polvere tornerai” si legge in Genesi. Il primo uomo si chiamava Adamo che in ebraico significa “uomo terreno”. La parola ebraica per terra è “adamah”.

E come il gigante Anteo, indebolito dal mancato contatto con Gea, divenne facile preda di Ercole, anche l’umanità occidentale, privata del possesso e del contatto con la terra, diventa sempre più imbelle vittima della coppia Finanza Tecnologia fino a farsi docilmente soffocare e subirne i condizionamenti. Non resta che attendere il crollo del sistema finanziario globale: solo così e in seguito l’umanità potrà ricominciare a coltivare il giusto rapporto con le cose.

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Massimo Magnatti

Laureato in Economia Aziendale all' Università Bocconi di Milano ed in Giurisprudenza all' Università degli studi di Parma, Master HKE in Gestione delle Risorse Umane e Master in Financial Planning. Cultore di Storia e di Economia, scrittore di saggi e partecipante a blog di discussione in merito a problematiche di politica economica ed internazionale.

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