Cerca
Close this search box.

Guerra e Profitti: il Vaso di Pandora  

Prima di Pandora

L’Ucraina è in rovina e si pianificano privatizzazioni di una serie di imprese ed attività, nel “miglior” stile neo liberista.  

Uno dei più grandi asset in vendita è la United Mining and Chemical Company (UMCC): uno dei maggiori produttori di titanio, un metallo utilizzato per l’aviazione e gli impianti medici. Già prima dello scoppio della guerra, tre aste erano state annullate per mancanza di offerte. Ora, secondo la società di consulenza del governo, sette investitori avrebbero espresso interesse per l’acquisto, con prezzo base iniziale pari a cento milioni di dollari. 

Altri beni sono in vendita anche se funzionari ed economisti ucraini ammettono che le attuali condizioni e la guerra rendono difficile attirare gli investitori. 

Nel mese di aprile i missili russi hanno distrutto una centrale elettrica, gestita da “CENTRENERGO”, una delle società che il governo ucraino intendeva privatizzare. 

Ucraina: una guerra per conto terzi 

L’analista politico italiano, Angelo Giuliano, spiega come l’attore Zelensky sia tra l’incudine e il martello o meglio tra la CIA, l’MI6 e i nazisti di Azov. Deve eseguire gli ordini e non prendere iniziative o rischia l’eliminazione da parte della CIA o del MI6 o di Azov

È il prezzo da pagare, dice, per avere molti milioni in banca, come rivelano i Pandora papers. 

Zelensky è arrivato sulla scena politica ucraina con la promessa di combattere la corruzione, di risollevare l’economia e di varare una serie di riforme per il bene della nazione, e, soprattutto, di fermare la guerra nel Donbass. In realtà, le prime misure prese sono state quelle di bloccare i media russi ed imprigionare i dissidenti ed aumentare i bombardamenti verso il Donbass. 

Zelensky ha capitalizzato, durante la corsa elettorale, la rabbia del popolo contro la corruzione, ma, nel 2019, sono cominciati i dubbi sulla sua buona fede, considerato che la sua campagna politica è stata sponsorizzata dai mass-media appartenenti a Kolomoisky

Ihor Valerijovyč Kolomoisky è un imprenditore e politico ucraino con passaporto israeliano e cipriota, Presidente del Parlamento ebraico europeo, è inoltre stato comproprietario di PrivatBank dal 1992 al 2016 e proprietario del FC Dnipro, società calcistica ucraina, e di Jewish News One, canale televisivo all-news che trasmetteva in tutto il mondo via satellite, dedicato ai telespettatori di religione ebraica, con sede a Bruxelles, in Belgio. (Wikipedia) 

Kolomoisky è accusato di avere rubato oltre cinque milioni di dollari dalla sua banca e di averli inviati, di concerto con il suo socio, in società offshore. Al culmine della campagna, un alleato politico del presidente allora in carica, Petro Poroshenko, ha pubblicato un documento che dimostra come Zelensky ed i suoi partner – produttori televisivi – siano i beneficiari di una rete di società offshore che ricevono quarantuno milioni di dollari da fondi della PrivatBank di Kolomoisky. 

Zelensky è un burattino ben pagato in mano ai poteri atlantisti. 

Nel 2021 sono stati pubblicati dei documenti, i Pandora Papers, che rivelano che Zelensky ed il suo team possiedono delle holdings offshore. 

Cosa sono i Pandora Papers? 

I Pandora Papers sono documenti scottanti, contenuti in milioni di file trapelati da quattordici fornitori di servizi offshore e pervenuti all’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) 
 
L’ICIJ ha ottenuto quasi dodici milioni di file riservati e ha guidato un team di oltre 600 giornalisti di 150 testate giornalistiche che ha trascorso due anni a setacciarli. 
 
Gli oltre 330 politici attuali ed ex identificati come beneficiari dei conti segreti includono il re di Giordania Abdullah II, l’ex primo ministro britannico Tony Blair, l’ex primo ministro della Repubblica Ceca Andrej Babis, l’ex presidente keniota Uhuru Kenyatta, l’ex presidente dell’Ecuador Guillermo Lasso e i collaboratori dell’ex primo ministro pakistano, Imran Khan, e del presidente russo Vladimir Putin. 
 
La ICIJ è finanziata da donatori, tra cui la Open Society di Soros, il che solleva dubbi sui motivi dietro questa massiccia fuga di notizie…  

 
I Pandora Papers mostrano, tra le altre cose, che la SVT Films Ltd, una società che dal maggio 2013 era per metà di proprietà della holding delle BVI Maltex, doveva essere pagata 1,2 milioni di dollari in diritti di licenza entro gennaio 2013 da una società offshore collegata al canale televisivo “1+1” di Kolomoisky per il programma “Make a Comedian Laugh“. 

Nel 2015, una società chiamata Gimentiano Holdings Ltd, che era di proprietà dell’amico di ZelenskyAndriy Iakovlev, ha ricevuto 750.000 dollari sul suo conto presso la filiale cipriota della Privatbank di Kolomoisky. Il denaro proveniva dalla SVT Films Ltd. per il “pagamento di dividendi provvisori“. 

OCCRP –Organized Crime and Corruption Reporting Project, un’organizzazione giornalistica non-profit fondata nel 2006 -, ha precedentemente riferito che la filiale di Cipro ha svolto un ruolo chiave nel presunto furto multimiliardario di Kolomoisky e del suo partner dalla banca. Il socio di Kolomojskij, Boholiubov, ha rifiutato di rispondere alle domande inviate dai giornalisti che erano rivolte a entrambi gli uomini. 

Anche se Zelensky spinge la sua campagna anti-oligarchica, alcuni continuano a dubitare della sua sincerità. Tra loro c’è Ruslan Ryaboshapka, che era stato scelto da Zelensky come procuratore capo del paese nel 2019, ma estromesso dal ruolo all’inizio del 2020. Ha detto all’OCCRP che crede che ciò sia accaduto grazie alle pressioni dell’oligarca Kolomoisky

Girandole azionarie 

Poco prima di essere eletto, Zelensky ha girato il suo portafoglio azionario al suo socio Serhiy Shefir, in una società offshore, la Maltex Multicapital Corp., registrata nelle Isole Vergini.  

Shefir and Zelensky

(Zelensky e Shefir: immagine dal web)

I documenti dimostrano che il Presidente ucraino non ha rinunciato alle sue azioni, bensì è stato fatto un contratto che permette alla società offshore di pagare i dividendi ad una compagnia che appartiene alla moglie. 

Il centro della ragnatela di società estere è proprio la Maltex Multicapital Corp., che ora non è direttamente collegabile a Zelensky. 

Nel 2017 la Maltex fu divisa equamente tra società di comodo appartenenti a Zelensky, a Andii Iakdev ed ai fratelli Sherif, Serhiy, primo assistente al Presidente, e BorisIvan Bakanov, che è capo della polizia segreta ucraina, ha agito come amministratore fiduciario designato per conto degli altri quattro comproprietari di Maltex Multicapital Corp.  

Le società offshore sono state utilizzate da Shefir e da un altro socio in affari per acquistare costosi immobili Londra

Zelensky, insieme alla moglie, possedeva un quarto della Maltex Multicapital Corp., attraverso una società registrata in Belize, la Film Heritage.  

Nel 2019, nel pieno della campagna elettorale, la Film Heritage ha trasferito le sue proprietà dalla Maltex Multicapital Corp. ad un’altra società posseduta da Serhiy Shefir. Questo ha permesso a Zelensky di prendere le distanze dalla rete di società offshore. 

Il certificato azionario dimostra che non c’è stato passaggio di denaro. 

Dal 2019, la moglie di Zelensky è la sola beneficiaria della Film Heritage. 

olena zelenska vita 1655210244 1

(credits: Harpers’Bazar)

Il consulente finanziario Woods ha affermato che Zelensky non ha mai dichiarato le sue partecipazioni azionarie, neanche nel 2018, quando possedeva il 25% della compagnia. 

In risposta alle domande dei reporter dei Pandora Papers, la società di investimenti Fidelity ha confermato di essere l’agente registrato per la Maltex Multicapital Corp., ma ha anche dichiarato che Zelensky non ne è, al momento, né il proprietario né il beneficiario. 

L’attuale Presidente ucraino non è nostro cliente né possiede né ha alcuna posizione in nessuna entità sotto la nostra amministrazione”, e che, comunque “nulla ci sarebbe stato di male ad avere, eventualmente, amministrato da parte nostra per conto di Zelensky quote azionarie prima del 2019”, ha sottolineato in una nota la Fidelity. 

Un presidente non dovrebbe possedere società offshore. In generale, le società offshore sono cattive, indipendentemente dal fatto che siano di proprietà di un presidente o meno”, ha detto Ryaboshapka. 

Questi intrecci, che sono solo la punta dell’iceberg, dimostrano quanto sia corrotta e ricattabile l’élite politica ucraina, e, pertanto, seppur volesse invertire la rotta della distruzione dell’Ucraina, non potrebbe farlo: non può fermare la guerra, non può fermare l’agonia del paese e la morte degli ucraini, inviati al fronte senza preparazione… non può perché così non vuole “il padrone”. 

(credits: France24)

•  •  •

Condividi:

Picture of Manuela Fratianni

Manuela Fratianni

Economista, appassionata di geopolitica, psicologia e sociologia.
Redattrice di CambiaMenti e di Radio28TV.

Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Meno recenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli Correlati

Language

La Casa del Social Journalism

Contatti

Scrivi o invia un comunicato stampa alla redazione

Newsletter

Resta aggiornato ogni settimana sui nostri ultimi articoli e sulle notizie dal nostro circuito.