Di fronte agli orrori emersi dagli Epstein Files, la reazione più immediata è l’indignazione. E spesso l’odio. Ma una fiaba antica, Cenerentola, suggerisce una strada diversa: reagire senza lasciarsi imprigionare.
Può una fiaba aiutarci a leggere l’attualità? Può Cenerentola dirci qualcosa di utile di fronte agli Epstein Files? La domanda può sembrare provocatoria. Eppure, le fiabe, da sempre, raccontano dinamiche umane profonde: potere, ingiustizia, abuso, riscatto. E soprattutto parlano di come reagire.
Di fronte alle rivelazioni sui file legati a Epstein, la reazione più immediata è comprensibile: rabbia, disgusto, odio. “Io li odio” è una frase che molti hanno pensato, se non pronunciato. È umano. È istintivo. Ma è anche una trappola.
L’eroe non odia
C’è un elemento che colpisce nelle fiabe tradizionali: il protagonista non odia. Non si lascia definire dal rancore.
Prendiamo Cenerentola. Umiliata, sfruttata, esclusa dalla matrigna e dalle sorellastre, avrebbe ogni motivo per odiare. Eppure, non lo fa. Non si consuma nel risentimento, non passa il tempo a maledire chi la opprime. In molte versioni antiche, quando le viene negato il permesso di andare al ballo, non si ribella con rabbia. A un certo punto semplicemente si alza, esce di casa e va verso il suo destino. Il punto decisivo non è la magia. È la scelta interiore.
Perché l’odio ci tiene prigionieri
L’odio sembra una forma di forza. In realtà è un legame. Ci tiene agganciati proprio a ciò che detestiamo. Alimenta l’ombra esterna e, insieme, quella che cresce dentro di noi. Di fronte a scandali e abusi, l’indignazione è legittima. È giusto chiedere verità e giustizia. Ma quando l’indignazione scivola nell’odio, il rischio è di restare bloccati nella reazione emotiva, senza trasformarla in azione costruttiva.
Cenerentola non vince perché odia. Vince perché sceglie di non restare definita dall’ingiustizia subita.
Indignarsi sì, odiare no
La lezione è chiara: indignarsi sì. Odiare no. Indignarsi significa riconoscere che qualcosa non va. Odiare significa consegnare a ciò che non va il potere di governare le nostre emozioni.
In un tempo in cui le notizie si susseguono con ritmo incalzante e la rabbia collettiva è sempre a un passo dall’esplosione, la vera forza è un’altra: usare la volontà per trasformare la reazione in direzione. Alzarsi. Uscire. Mettere al mondo i propri talenti. Portare luce dove c’è buio.
Non sappiamo quali sviluppi avranno gli Epstein Files. Ma sappiamo che la qualità della nostra risposta farà la differenza. Cenerentola non resta in cucina a imprecare. Esce di casa. È questa, forse, la vera rivoluzione.
Guarda il video su YouTube
https://youtu.be/h5fV5ElzbJo
Nel video l’autore approfondisce il legame tra fiabe e attualità, spiegando perché l’odio è una trappola emotiva e come trasformare l’indignazione in scelta consapevole.
Credits: Foto generata con l’IA




