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Nella Tana del Coniglio

Gli Stati Uniti d’America stanno affrontando un periodo molto impegnativo, tra le rivelazioni degli affari loschi della famiglia Biden, con un conseguente possibile impeachment, le rivelazioni degli alti livelli di corruzione che coinvolgono tutti gli apparati governativi, la spada di Damocle rappresentata dalle rivelazioni che cominciano a emergere circa i frequentatori della famigerata isola di Epstein e le elezioni presidenziali che avverranno a novembre.

La Corte Suprema degli Stati Uniti, considerate le numerose cause in corso, dovrà decidere entro febbraio 2024 se Donald Trump debba essere squalificato dalla corsa elettorale a causa del 14° Emendamento.

Il 14° Emendamento vieta le cariche pubbliche ai funzionari coinvolti in insurrezioni o rivolte contro la costituzione su cui hanno giurato.

La Corte Suprema del Colorado si è già espressa stabilendo che Trump può e deve essere eliminato dalle primarie. In tal modo, essa è entrata in conflitto con altre sentenze emesse negli Stati del Michigan e Minnesota, che hanno rifiutato di rimuovere Donald Trump dalle liste elettorali.

Il Segretario di Stato del Maine, Shenna Bellows, ha complicato ulteriormente la situazione, stabilendo, senza alcuna consultazione con gli organi di governo, giudiziari e legislativi, che debba essere escluso dalle primarie, stante il 14° Emendamento.

Alcuni esperti di diritto costituzionale statunitense affermano che tutto ciò mina le fondamenta della democrazia, poiché, in tal modo, si lede il diritto di scelta a milioni di cittadini.

Degne di nota due iniziative:

il Governatore della Florida e candidato repubblicano Ron DeSantis, sta valutando di escludere Biden dalle primarie nello Stato a seguito dell’invasione nello Stato di otto milioni di migranti. (Ansa 6 gennaio 2024);

il segretario di Stato del Missouri Jay Ashcoft minaccia di escludere Joe Biden dalle primarie dello Stato nel caso in cui la Corte Suprema degli Stati Uniti non reintegri Donald Trump alle primarie in Colorado e Maine.

Vi è l’evidente timore di un ritorno sulla scena politica di Donald Trump da parte di talune fazioni Dem nonché da parte di alcuni Repubblicani, i cosiddetti RINO.

Cosa temono?

Ben 41 paesi nel mondo andranno al voto nel 2024 e in molti di questi si registrano gli stessi timori.

Giuliano Amato ha espresso paura per la tenuta della democrazia:

con questa destra in Italia può finire la democrazia e se vince Trump …” (La Verità 3 gennaio 2024)

La rivista “Politico” ha ammesso che il Deep state non solo ha intenzione di impedire a Trump di essere presidente, ma anche di essere candidato, poiché la sua influenza porterà la Camera dei Repubblicani a una ferma e assoluta posizione contro ogni tipo di finanziamento all’Ucraina.

Se l’Ucraina cade è un problema serio per il Deep State, che è già in declino.

La politica statunitense di “sceriffo mondiale” non funziona più, la crescente dedollarizzazione sta indebolendo sempre più la sua potenza.

La pretesa di dirigere il mondo con sanzioni e operazioni militari cruente, sia direttamente che con l’ausilio della NATO, forza bellica e non di pace, non trova più l’appoggio della maggior parte delle nazioni nel mondo, che stanno prendendo un’altra via: quella del multipolarismo e adesione ai BRICS.

La Russia ha fatto accuse precise e circostanziate sulle armi e laboratori biologici ucraini direttamente collegati agli USA.

Anche il tentativo di una rivoluzione colorata in Serbia, per estromettere il presidente Vucic regolarmente eletto a larga maggioranza, è fallito, grazie alle informazioni rilasciate dalla intelligence russa.

Ora è chiaro perché Trump debba essere ostacolato e rimosso in ogni modo, perché tentino di favorire candidati compiacenti e malleabili, è chiaro perché fomentino guerre e rivoluzioni in ogni parte del mondo, perché l’Ucraina stia effettuando attacchi terroristici contro civili inermi, perché si tenti in ogni modo di innescare la Terza guerra mondiale?

Non possono permettere che Trump si candidi: se riuscisse a ottenere buoni risultati con le primarie, i finanziamenti all’Ucraina sarebbero bloccati, questa nazione cesserebbe di esistere così come la conosciamo e le prove del coinvolgimento della CIA ed FBI con i biolab e la tratta degli esseri umani per traffico di organi e prostituzione verrebbero alla luce.

Tutto ruota intorno ai finanziamenti all’Ucraina

Esiste un “Fondo per lo sviluppo dell’Ucraina” ufficialmente istituito da un accordo tra il governo ucraino e la società americana BlackRock. La società è il più grande fondo di gestione con un valore complessivo, al 1° gennaio 2023, di 8.594 trilioni di dollari (quasi il PIL di Germania e Francia messe insieme).

BlackRock è azionista di tutte le principali società finanziarie e farmacologiche, dei giganti industriali e dei media, sponsor della Banca Mondiale.

BlackRock è strettamente legata al governo degli Stati Uniti: il suo fondatore, Larry Fink, che ha guidato anche la fusione storica dei due giganti, Merrill Lynch Investment Managers e Barclays Global Investors, è noto per i suoi legami con il potere dagli anni ’90. Molti alti funzionari della Casa Bianca erano stati manager di BlackRock e alcuni alti dirigenti della società sono entrati in posizioni chiave del governo. Non a caso, la società gestisce tutti i progetti della Federal Reserve per l’acquisto di obbligazioni societarie, uno degli strumenti di politica monetaria. Larry Fink è, altresì, membro del consiglio di amministrazione del World Economic Forum.

BlackRock, secondo gli accordi stipulati, dovrebbe assumere la gestione dei beni pubblici ucraini.

Nel luglio 2022, il Parlamento ucraino, con la legge n. 7451, ha semplificato la procedura di privatizzazione delle imprese statali e beni nazionali: senza un audit, senza valutazione e “in silenzio”, con lo sconto previsto del 50%. In tal modo, il settore energetico, i terreni agricoli e i diritti per lo sfruttamento del sottosuolo, ricchissimo di giacimenti minerari di ogni tipo, passano a società straniere, controllate da BlackRock.

Formalmente, l’adozione della legge è stata giustificata dalla necessità di integrare il bilancio dell’Ucraina. Peraltro, è stato subito chiaro che si stava preparando la svendita di beni pubblici all’estero.

Quindi, poco alla volta, le imprese strategiche ucraine, la terra ucraina e il sottosuolo, così come la residua sovranità nazionale, passano in mano straniera, ricevendone vantaggi politici.

La posta in gioco è molto alta

BlackRock è gestita dalla Fondazione Soros.

A questo punto non può essere una semplice coincidenza che le cause intentate contro Trump siano promosse da giudici e alti funzionari statali che, in modo diretto o indiretto, sono sostenuti o finanziati da George Soros.

Il fondatore del gruppo civico che ha agito in Colorado per impedire a Trump di partecipare alle primarie vede tra i maggiori finanziatori George Soros.

La causa intentata dallo Stato di New York contro Donald Trump e tutta la sua famiglia per frode, è stata condotta dal giudice Engoron, senza la presenza della giuria, designato dal Procuratore Generale dello Stato, Letitia James.

I Procuratori Generali assumono la loro carica tramite elezioni. La signora James ha ricevuto generose donazioni dalle varie fondazioni facenti capo a George Soros. Tra i finanziatori figurano anche altri personaggi degni di nota, come il miliardario co-fondatore di Linkedin, Reid Hoffman, amico di Jeffey Epstein e frequentatore della sua isola.

Tuttavia, tornando alla strategia adottata dai Dem, utilizzare il 14° emendamento per escludere la partecipazione di Trump, questa è un’arma a doppio taglio: nel caso gli avvocati di Trump riuscissero a dimostrare la frode attuata nelle votazioni che hanno portato Biden alla presidenza degli USA, potrebbe essere invocato lo stesso emendamento per escluderlo dalle primarie.

“Non si può conoscere veramente la natura e il carattere di un uomo fino a che non lo si vede amministrare il potere.” (Sofocle)

Credits: Foto di Mediamodifier da Pixabay

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Manuela Fratianni

Economista, appassionata di geopolitica, psicologia e sociologia.
Redattrice di CambiaMenti e di Radio28TV.

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Lidia Beduschi
Lidia Beduschi
5 mesi fa

Mi piacerebbe molto capire il silenzio di TUTTA l’informazione italiana e non solo, credo, (lasciando pure da parte quella “di regime”!), parlo di informazione vera, su marcopolousa.org online da più di due anni su Google, con le 629 schermate del laptop di Hunter Biden, tutto schedato con regesto completo. Nessuno, dico NESSUNO ne ha fatto mai il minimo cenno. Anzi, quando lo segnalo raccolgo o silenzio totale o addirittura esclusione dai commenti senza possibilità di conoscerne la motivazione. Eppure, niente di segreto! C’è anche un account X. Vi andrà di rispondermi? Mesi fa Roberto Mazzoni dagli States, alla mia domanda ha risposto con una nota “normale” come se il tutto fosse ben conosciuto e senza veli in USA, Il che pare contraddetto dalle notizie sulla difficoltà a reperire prove delle accuse mosse alla famiglia Biden, e non solo. D’altra parte NESSUNO ha mai nemmeno “sussurrato” attraverso i social e altre fonti che si tratti di un falso. La parola FAKE in questo caso, che io sappia, non è mai stata scritta. Che cos’è che non capisco?

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