La NATO non si fa mancare proprio nulla: adesso minaccia la Cina e ammonisce pure l’India. Un’idiozia che non ha confini!

Se volete avere un concetto dell’infinito, pensate all’imbecillità umana!”. Così si esprimeva lo scrittore francese Honorè De Balzac. Raramente un concetto simile ha trovato così icastica espressione nella storia della diplomazia come nel comportamento dell’Alleanza Atlantica a guida statunitense. Dopo inutili e sterili offensive che hanno causato solo perdite umane che l’Ucraina non può permettersi, già si intravede una vittoria sul terreno della Russia che sta avanzando, sia pure con lentezza, nel territorio conteso del Donbass.

Ma che fa la NATO? Invece di cercare, se non l’alleanza, almeno la neutralità dei vari protagonisti della scena mondiale che possono giocare un ruolo importante come mediatori in questa tragedia che è il conflitto russo-ucraino, ha invece pensato bene di aggiungerli al novero dei suoi avversari.

Un comportamento inspiegabile con la Cina

Per la prima volta la NATO ha accusato ESPLICITAMENTE la Repubblica Popolare Cinese di sostenere la Federazione Russa nel contesto dell’attuale guerra in Ucraina. Nella dichiarazione congiunta ora approvata dai trentadue membri, Pechino viene accusata di favorire lo sforzo bellico russo attraverso la fornitura di tecnologie critiche e componenti di armi che hanno permesso a Mosca di ricostruire le proprie forze armate.

Fino al 2019, infatti, la NATO non aveva mai menzionato la Cina continentale nei propri documenti. Per la prima volta, invece, tutti i paesi membri ripetono le accuse USA sul pieno sostegno di Pechino alle operazioni belliche russe. Nella dichiarazione congiunta inoltre si legge addirittura che la Repubblica Popolare Cinese dovrà pagare un prezzo in termini di “reputazione e interessi” per l’appoggio alla Russia che ha reso e rende possibile il prosieguo del conflitto in Ucraina.

Si arriva persino a redarguire la Cina a “ SMETTERE qualsiasi forma di sostegno politico e materiale alla Russia” e a sottolineare che “la Cina costituisce un pericolo per l’Europa (sic!) e la sicurezza”.

L’intensificarsi dei legami tra Cina e Russia, continua la dichiarazione congiunta, è motivo di “profonda preoccupazione” e la Cina viene accusata di essere diventata una “facilitatrice decisiva” della guerra della Russia contro l’Ucraina attraverso una partnership con la Russia “senza limiti” e il sostegno su vasta scala alla base industriale e militare di Mosca. La Cina, quindi, sfida “gli interessi, la sicurezza e i valori della NATO”.

La durissima e inusitata reazione della Repubblica Popolare Cinese

La Cina non ha mancato di reagire a questa sequela di accuse; lo ha fatto in maniera insolita rispetto al suo protocollo, di solito formale e compassato. Ha presentato infatti una dura rimostranza alla NATO, considerando provocatorio il comunicato, nonché pieno di “evidenti bugie e calunnie”.

Il portavoce cinese si è espresso in merito con le seguenti parole: “La crisi ucraina si protrae da lungo tempo. Ma chi sta aggiungendo benzina sul fuoco? Chi sta alimentando le fiamme? E chi sta cercando di ottenere guadagni per se stessi? La risposta è chiara a tutti!”. A tutti, ovvio, tranne che ai fanatici e interessati sostenitori dell’Alleanza Atlantica, si capisce.

Proseguendo le rimostranze, il portavoce cinese ha infine fatto una riflessione interessante: “Invece di usare gli altri come capro espiatorio, la NATO dovrebbe riflettere su se stessa e adottare azioni vere per disinnescare la situazione creatasi e per risolvere i problemi”. Alle accuse del Vice Segretario della NATO, Mircea Geoana che ha ribadito le stesse posizioni espresse nella dichiarazione congiunta, Pechino replica:  “La NATO è un pericolo per il mondo”.

Se prima la Cina poteva avere qualche dubbio sull’opportunità di legarsi alla Russia in un’”amicizia senza limiti”, ora dubbi in merito non ne ha: l’Alleanza Atlantica adesso è diventata un nemico non solo della Russia, ma anche suo.

E per chiudere in bellezza…. anche l’India va ammonita

Il viaggio del premier indiano Modi a Mosca è stato accolto a Washington con costernazione. Il portavoce del Dipartimento di Stato USA, Matthew Miller, ha detto: “ Abbiamo chiarito direttamente con l’India le nostre preoccupazioni in merito alla sua relazione con la Russia”.

L’India poi non ha mai condannato l’invasione russa dell’Ucraina: si è posta come mediatrice nel conflitto tra la Russia e l’Ucraina. L’obiettivo dell’India è portare avanti parallelamente una cooperazione con la Russia e con gli USA nell’ottica di contrastare la Cina.

Ecco perché non può proprio schierarsi con l’Occidente e contro la Russia, se non vuole trovarsi due nemici praticamente a ridosso dei suoi confini mentre l’Occidente invece è lontano e impegnato militarmente ed economicamente in Europa.

Spiega Rajan Menon, esperto in Affari Internazionali e professore emerito di Scienze Politiche al City College: “Chiunque si aspetti che l’India possa staccarsi dagli USA e dalla Russia e scegliere, rimarrà deluso. NON SUCCEDERA’ MAI. L’India vuole avere la possibilità di manovrare le proprie relazioni”.

Questo spiega perché sia stato rispedito al mittente l’invito ad essa rivolto dalla NATO di scegliere tra l’Occidente e la Russia: l’India vuole fare la SUA politica, non subire quella altrui. Con buona pace dell’ucraino Zelensky che si è detto deluso del comportamento della “democrazia più popolosa del mondo”.

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Immagine di Massimo Magnatti

Massimo Magnatti

Laureato in Economia Aziendale all' Università Bocconi di Milano ed in Giurisprudenza all' Università degli studi di Parma, Master HKE in Gestione delle Risorse Umane e Master in Financial Planning. Cultore di Storia e di Economia, scrittore di saggi e partecipante a blog di discussione in merito a problematiche di politica economica ed internazionale.

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