La Nato condanna a morte l’Ucraina

La conferenza della NATO tenuta a Washington ha dichiarato ufficialmente che il processo di ingresso dell’Ucraina nella NATO E’ IRREVERSIBILE.  Ciò significa che una volta terminata la guerra o il confronto militare con la Russia si procederà ad accogliere in pieno l’Ucraina nel consesso dei paesi membri dell’alleanza atlantica. A poco, anzi a nulla è servita la precisazione ulteriore che il tempo e il modo dell’ammissione del nuovo membro “non è prevedibile” visto che comunque tale sarà il risultato finale. Ma si tratta di una sentenza di morte per l’Ucraina, una vera e propria coppa avvelenata già da pregustare.

Perché non c’è speranza per il regime di Kiev

Se si dichiara che un paese in guerra con un altro che l’ha aggredito perché quest’ultimo temeva che entrasse in un’alleanza militare percepita come una “minaccia esistenziale”, alla luce dei suoi precedenti comportamenti, entrerà comunque in questa alleanza quando l’aggressione sarà terminata, come si può pensare che l’aggressore smetterà la sua azione offensiva?

Al contrario, la continuerà e anzi la renderà sempre più virulenta perché la motivazione dell’aggressore ne risulterà grandemente rafforzata, tanto più che viene poi precisato che il “come e il quando” di tale ingresso non è definito né definibile il che lascia capire all’aggressore che avrà tempo a disposizione per rendere l’aggredito totalmente inoffensivo.

La NATO, quindi, non solo non ha affatto offerto un assist all’Ucraina, ma l’ha ufficialmente condannata a morte. Putin infatti non può permettersi di lasciare, nemmeno menomato dei suoi territori russofoni della Crimea e del Donbass, un paese ostilissimo e irriducibilmente votato oramai all’inimicizia perenne con la Federazione Russa, ai suoi confini meridionali dai quali invasioni sono sempre nella Storia state facili e possibili.

Commenti e reazioni non lasciano presagire nulla di buono

Il Presidente della Russia, Medvedev che svolge il ruolo del poliziotto cattivo ha subito commentato la dichiarazione della NATO con le suddette parole: “la conclusione è ovvia: dobbiamo fare TUTTO IL POSSIBILE per garantire che il “percorso irreversibile” dell’Ucraina verso l’Alleanza Atlantica finisca o con la SCOMPARSA DELL’UCRAINA o con la SCOMPARSA DELLA NATO o, meglio ancora, DI ENTRAMBE”.

Violenza verbale? Forse. Ma che testimonia comunque la determinazione della Russia di andare avanti con la guerra.  Anche il portavoce di Putin, Peskov, ha dichiarato che la NATO “intende sopprimere la Russia e costituisce una grave minaccia per la sua sicurezza”.

Né le cose vanno molto meglio sul fronte dei rapporti con la Cina, il convitato di pietra che non aderisce al fronte sanzionatorio occidentale. Stanca delle continue accuse di sostenere sottobanco lo sforzo militare russo, la Cina, di solito assai misurata nelle sue posizioni ufficiali, ha appena dichiarato che “le accuse della NATO sulle responsabilità della Cina in merito alla guerra in Ucraina sono IRRAGIONEVOLI e hanno MOTIVAZIONI SINISTRE”.

Già di per sé, tale dichiarazione di una nazione sempre abbottonata nelle sue varie esternazioni è di una gravità inaudita. Ma vieppiù inquietante è un’altra posizione ufficiale della Repubblica Popolare Cinese: “La Cina ESORTA la NATO a SMETTERE DI INTERFERIRE nella politica interna cinese e di INFANGARE L’IMMAGINE DELLA CINA e a non creare il caos nel settore asiatico e del Pacifico DOPO AVER CREATO IL CAOS IN EUROPA”.

Ma c’è di peggio: per la Cina “la NATO DEVE SMETTERLA DI ENFATIZZARE il ruolo della Cina nella guerra in Ucraina”. Rincarando la dose, commentando le dichiarazioni dell’Alleanza Atlantica, “ le parole della NATO sono piene di retorica BELLIGERANTE, provocazioni, bugie e incitamento allo scontro a dimostrazione di una “ MENTALITA’ DA GUERRA FREDDA”.

E così è stato vanificato totalmente il tentativo disperato di Zelensky e del governo di Kiev di coinvolgere la Cina nel processo di pace e di sperare nell’ipotetico appoggio di Pechino. Oltre all’Occidente, l’Ucraina non ha nessun’altra sponda amica. Federazione Russa e Cina sono oramai strettamente saldate nell’avversione comune all’Occidente grazie alla stolida mancanza di lungimiranza dei capi politici e militari degli Stati Uniti e dei paesi dell’Unione Europea.

Nessun passo indietro da parte di nessuno

Invece di muoversi con prudenza, l’Occidente e i suoi rappresentanti non fanno alcun passo indietro. Anzi, rilanciano e alzano la posta. Assicuratasi il ruolo importantissimo degli Affari Esteri dell’Unione Europea, Kaja Kallas ha dichiarato che “in Ucraina si gioca la credibilità della NATO” e che nella forte opposizione doverosa alla Russia “non possono esserci zone grigie”.

Ma dubbi forti stanno già affiorando in Ucraina sull’esito della guerra: su un giornale di Kiev, una commentatrice ha scritto: “Non è l’Ucraina a non essere pronta alla guerra; è la Nato a non essere capace di combattere la Russia”.

Molti ucraini si stanno già chiedendo quanto valga l’aiuto dell’Occidente e se non sia vera l’affermazione di Kissinger: “Essere alleati degli USA è fatale” . Perché prima o poi si viene abbandonati dall’alleato e “amico americano”. Forse il momento dell’abbandono per l’Ucraina si avvicina a grandi passi?

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Immagine di Massimo Magnatti

Massimo Magnatti

Laureato in Economia Aziendale all' Università Bocconi di Milano ed in Giurisprudenza all' Università degli studi di Parma, Master HKE in Gestione delle Risorse Umane e Master in Financial Planning. Cultore di Storia e di Economia, scrittore di saggi e partecipante a blog di discussione in merito a problematiche di politica economica ed internazionale.

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