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Il Principato di Sealand – Una Micronazione in mezzo al mare

A una manciata di miglia dalla costa britannica del Suffolk si erge una micronazione che affiora dalle acque del Mare del Nord. Una struttura con una superficie di circa 0,004 chilometri quadrati, conosciuta in toponomastica come Principato di Sealand.

Benché questo micro Stato non goda di riconoscimento da parte di nessuna Nazione al mondo la sua storia merita comunque di essere raccontata.

Nascita di una (micro)nazione

La repentina caduta della Francia nell’estate del 1940 (unita all’indisponibilità della Gran Bretagna a negoziare un accordo) durante la Seconda Guerra Mondiale, poneva il Regno Unito in serio pericolo, sul quale incombeva la soverchiante macchina bellica della Germania hitleriana.

La conquista del territorio francese permetteva ora alle forze dell’Asse di minacciare direttamente un’invasione del suolo britannico, grazie all’acquisizione dei porti e aeroporti transalpini. Gli alti comandi tedeschi generarono un piano per sbarcare le truppe tedesche direttamente sul suolo di sua maestà rinominata Operazione Seelöwe (Leone Marino).

Tuttavia, la stessa non avrebbe potuto avere speranze di successo a meno che la Luftwaffe non avesse ottenuto la superiorità aerea sui cieli inglesi.            

Per parte britannica era imperativo proteggere le proprie infrastrutture dalle incursioni aeree tedesche, che prediligevano il bombardamento di fabbriche e impianti funzionali allo sforzo bellico. Tra le varie iniziative l’ammiragliato britannico decise di costruire delle piattaforme difensive da posizionare nelle acque antistanti la costa inglese, che avrebbero funto da punti di avvistamento e difesa contraerea.

Tra queste la HM Fort Roughs che per l’intera durata del conflitto ospitò centinaia di soldati britannici con funzione contraerea. Al termine della guerra la piattaforma sarebbe stata abbandonata, non avendo più alcuna valenza.

Questo fino al 1966, quando il cittadino britannico Paddy Roy Bates, maggiore dell’esercito di Sua Maestà durante il Secondo conflitto mondiale, decise di occupare Fort Roughs.

Bates, gestore di una radio pirata, su consiglio dei suoi legali decise di occupare la piattaforma per garantire la trasmissione di Radio Essex. Fort Roughs all’epoca dei fatti era situata oltre le 3 miglia marittime dalla costa inglese, che costituivano lo standard internazionale per le acque territoriali (il limite sarebbe poi stato innalzato a 12 miglia nel 1987), pertanto fuori dalla diretta giurisdizione britannica.

Pertanto, dopo un breve scontro con la marina britannica, per il quale il tribunale britannico sentenziò la mancanza di giurisdizione da parte delle forze armate di Sua Maestà, Bates colse l’occasione decidendo di dichiarare la piattaforma uno stato indipendente: nasceva il Principato di Sealand.

Nel 1975 il “Principato” si è dotato anche di una propria costituzione, andando ad istituire strumenti prodromici alla creazione di uno Stato, come un inno nazionale, una propria valuta e francobolli. Dagli anni Novanta iniziò anche ad emettere passaporti, ma la distribuzione massiva degli stessi (si stima circolassero circa 150mila documenti) costrinsero la famiglia Bates a interrompere l’emissione, revocando al contempo la loro validità.

Veduta di Sealand dal mare

Dagli anni Duemila ad oggi

All’inizio del nuovo millennio, con l’esplosione della bolla del dot.com, lo status legale poco chiaro del Principato rendeva Sealand un perfetto rifugio per tutte le società che volevano ospitare e distribuire in modo anonimo informazioni che altrove erano considerate illegali, senza rischio di persecuzione da parte delle varie autorità nazionali.

Realtà come Wikileaks e Pirate Bay si interessarono all’affioro di cemento nel Mare del Nord per ospitare i propri server. Tra questi la società di data hosting HavenCo, di Sean Hastings e Ryan Lackey che prese accordi con la famiglia Bates, per usare il territorio di Sealand come hub dei propri server. Nel giro di un paio d’anni però i rapporti tra la famiglia Bates e Hastings si deteriorano a causa di una diatriba sulla tipologia di utenti che la società avrebbe potuto accettare come clienti.

Nel giro di tre anni la Havenco fu disciolta. Lo scrittore e professore alla Cornell University James Grimmelmann ha ipotizzato che la contesa tra la famiglia Bates (al quale era subentrato il figlio di Roy, il principe Michael Bates) e la dirigenza dell’Havenco derivi dai vantaggi che Sealand avrebbe offerto – anonimato e sicurezza – ma che questo avrebbe riguardato un contenuto illegale, ponendo sotto la lente dei tribunali dei vari Paesi Sealand, mettendo a rischio la stessa esistenza dell’isola.

Ciò spiegherebbe anche il rifiuto della famiglia Bates a vendere Sealand a Pirate Bay, nonostante il principato fosse stato messo provvisoriamente in vendita nel 2007.

Oggi Sealand si sostenta grazie alla vendita di certificati nobiliari, acquistabili sul suo sito ufficiale. Vanta anche una squadra di football americano sia maschile che femminile, i Sealand Seahawks e le Shehawks. Nonostante manchi del riconoscimento di statualità, il Principato rimane lì, fermo in mezzo alle onde del Mare del Nord, ormai più una curiosità che una reale minaccia.

Credits: foto di Richard Lazenby e di Zscout370 da Wikimedia Commons

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Carlo Andrea Mercuri

Analista geopolitico, si occupa da anni di questioni internazionali. Autore del libro Verità a Stelle e Strisce (Gruppo Albatros il Filo - 2017), ha collaborato con diverse testate per le sezioni esteri e geopolitica. Appassionato di storia contemporanea americana ed estremorientale.

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Mable Mitchell
Mable Mitchell
13 giorni fa

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