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Avanti Verso la Guerra!!!

Invece di prendere in considerazione una pace, sia pure insoddisfacente, con la Russia a proposito della guerra in Ucraina o almeno un cessate il fuoco, il peggioramento della situazione militare di Kiev sembra stimolare ogni volontà occidentale di alimentare il conflitto anche con un intervento diretto. I segnali in merito ci sono. Uno di questi è la nomina di Kaja Kallas al ruolo importante degli Affari Esteri dell’Unione Europea.

Il bizzarro caso dell’estone Kaja Kallas

L’Estonia è un paese interessante e singolare; ma è anche una nazione i cui abitanti non superano i due milioni. Tanto per intenderci, meno popolosa della città di Milano. Eppure l’Unione Europea ha ritenuto opportuno promuovere una sua rappresentante alla carica degli Affari esteri.

Sembra riflettere una sempre maggiore rilevanza che i paesi baltici stanno sempre più assumendo nonostante il loro piccolissimo peso sia demografico sia economico. Visto che non può essere la demografia e l’economia che, anzi, fa assai difetto a tale paese, il fattore decisivo che ha pesato su questa nomina non può essere che quello politico e militare.

L’Estonia, insieme alla Polonia, è in prima fila nell’assumere un atteggiamento fieramente antirusso; ha fornito fin dall’inizio aiuti e attrezzature militari all’Ucraina; ha appoggiato la linea dura del premier inglese Boris Johnson il quale ha dichiarato più e più volte che non ci si deve accontentare di niente di meno della sconfitta di Putin; ha assunto da sempre una posizione violentemente provocatoria nei confronti della Russia.

Ma ciò che desta preoccupazioni maggiori è la figura stessa di Kaja Kallas: figlia di un esiliato in Siberia ai tempi dell’Unione Sovietica, ha maturato una feroce avversione non solo contro il comunismo, ma contro tutto ciò che è russo. Il Corriere della sera ha ammesso in un recente articolo che “la Russia è la sua ossessione”.

Di sicuro si comporta come se lo fosse: si è compiaciuta della decisione del governo dell’Estonia di rimuovere tutti i monumenti dedicati ai soldati russi che hanno combattuto il nazismo. Alla notizia che la Procura di Mosca l’ha inserita nella lista dei ricercati ha commentato giuliva: “Questa è la prova che sto facendo la cosa giusta!”.

Ebbene, ora un simile personaggio ha assunto il Dicastero degli  Affari Esteri Europeo. Non occorre riflettere molto per rendersi conto che non farà molto per far cessare la guerra in Ucraina e magari farà moltissimo invece per coinvolgervi la NATO più direttamente di quanto non lo sia ora. Stiamo andando verso lo scontro militare con la Russia da parte dell’Occidente collettivo? Di sicuro non ce ne stiamo allontanando!

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Massimo Magnatti

Laureato in Economia Aziendale all' Università Bocconi di Milano ed in Giurisprudenza all' Università degli studi di Parma, Master HKE in Gestione delle Risorse Umane e Master in Financial Planning. Cultore di Storia e di Economia, scrittore di saggi e partecipante a blog di discussione in merito a problematiche di politica economica ed internazionale.

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