Cospirazioni Rockefeller: Il Piano Segreto per il Governo Globale – parte 2ª

Nota: L’articolo è iniziato con la parte 1ª in data 10/07/2024

La struttura del Nuovo Ordine Mondiale

Nazioni Unite

Presumo che sia chiaro che il rapporto considera le Nazioni Unite come il principale “organismo internazionale di crescente autorità”:

“Oltre ad essere direttamente coinvolte nello sviluppo dei due gruppi regionali, gli Stati Uniti hanno partecipato pienamente e fin dall’inizio alle Nazioni Unite, l’organizzazione internazionale che oggi nutre la ragionevole speranza di poter assumere sempre più funzioni e responsabilità sempre più grandi”.

E più avanti, il rapporto conferma:

“L’ONU rappresenta, infine, il simbolo dell’ordine mondiale che un giorno sarà costruito”.

Accordi regionali

Sotto l’egida delle Nazioni Unite troviamo gli “Accordi Regionali”. Il rapporto espone quanto segue:

“Gli accordi multinazionali più naturali sono spesso regionali. In molte parti del mondo, la geografia si combina con la storia comune per fornire la base per obiettivi comuni e fruttuosi sforzi di cooperazione.”

“Non è possibile delineare con precisione la forma che gli accordi regionali dovrebbero assumere in tutte le parti del globo. Possono coinvolgere sforzi congiunti per raggiungere lo sviluppo economico, mercati comuni e aree di libero scambio o accordi funzionali come la Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Quando completamente sviluppati, implicano un accordo unificato su questioni monetarie e cambi, una disciplina fiscale condivisa e la libera circolazione di capitali e lavoro.”

Questo paragrafo presenta una descrizione generica e sfuggente della proposta di assetto regionale, che lascia ampio spazio a interpretazioni e manipolazioni. La mancanza di specificità nel delineare la forma esatta che dovrebbero assumere questi accordi nelle diverse regioni del mondo è motivo di preoccupazione, poiché apre la porta a potenziali abusi di potere.

Le possibilità suggerite per la collaborazione regionale includono iniziative congiunte per lo sviluppo economico, mercati comuni e aree di libero scambio o accordi funzionali. Sebbene queste proposte possano sembrare innocue superficialmente, è necessario considerare attentamente le potenziali conseguenze di tale integrazione incontrollata.

Un accordo regionale completamente sviluppato richiederebbe un accordo unificato sui meccanismi monetari e di cambio, una disciplina fiscale condivisa e la libera circolazione di capitali e lavoro. Questo livello di integrazione o meglio di interdipendenza solleva interrogativi critici sull’erosione della sovranità nazionale, poiché le singole nazioni sarebbero costrette a rinunciare al controllo su aspetti cruciali delle loro politiche economiche e sociali.

Le implicazioni di un tale accordo sono estese e profondamente inquietanti. Concedendo il controllo a un’autorità centralizzata, le nazioni rinuncerebbero effettivamente alla propria capacità di determinare il proprio futuro economico. Questa perdita di autonomia inevitabilmente condurrebbe a un’omogeneizzazione delle politiche e delle pratiche, ostacolando l’innovazione e scoraggiando la diversità di pensiero fondamentale per il vero progresso.

Inoltre, la proposta di libera circolazione dei capitali e del lavoro solleva serie preoccupazioni riguardo al potenziale di sfruttamento e all’accentuarsi delle disparità economiche. Eliminando le barriere alla circolazione, le imprese e le élite ricche sarebbero libere di cercare le condizioni più favorevoli per i loro interessi, spesso a scapito dei lavoratori e dell’ambiente.

La menzione degli accordi di libero scambio, delle istituzioni congiunte per lo sviluppo economico e degli accordi di scambio non dovrebbe suscitare un senso di déjà vu? Questi concetti sono stati promossi e attuati per decenni sotto l’egida della cooperazione globale e del progresso economico. L’Unione Europea viene in mente come un triste esempio.

Di fronte alla narrazione che la Banca per lo sviluppo dei BRICS o un accordo di scambio di valuta cinese/russo rappresentino un tentativo audace delle nazioni di liberarsi dalle grinfie del Nuovo Ordine Mondiale, è prudente mantenere una sana dose di scetticismo. Un’analisi più attenta rivela che queste iniziative sono semplicemente una continuazione delle stesse strategie.

Disposizioni funzionali
“Gli accordi regionali da soli non possono fornire l’intera struttura di un’economia mondiale libera. Alcuni problemi e opportunità attraversano i confini regionali; altri dovrebbero essere affrontati su base mondiale. Verranno qui discusse tre delle sfide funzionali più importanti: il problema dei prodotti di base, le nuove prospettive della scienza e il ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali.”

L’alleanza BRICS, una coalizione transregionale, è stata accolta con entusiasmo da alcuni come un’alternativa agli attori tradizionali del panorama globale. Tuttavia, questa coalizione rappresenta molto più di una semplice unione economica. È un teatro di battaglia ideologica, dove i titani bancari anglo-americani si scontrano con le potenze finanziarie dei BRICS, prefigurando così il futuro del Nuovo Ordine Mondiale (NWO). In questa partita a scacchi globale, ogni mossa ci avvicina all’inevitabile scontro che ridefinirà il nostro panorama economico e politico.

Consideriamo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), un’istituzione finanziaria globale apparentemente benevola. Tuttavia, è pronto a svolgere un ruolo centrale nella gestione della nuova valuta di riserva globale una volta che il dramma meticolosamente orchestrato tra Est e Ovest avrà raggiunto il suo apice. Non è ironico che un’organizzazione che si proclama difensore della stabilità finanziaria globale sia anche l’architetto della nostra imminente riconfigurazione economica?

•  •  •

Condividi:

Immagine di Carmen Tortora

Carmen Tortora

Laureata in matematica con indirizzo applicativo in ambito tecnologico, ha conseguito una specializzazione in analisi tecnica dei mercati finanziari.
Ha approfondito i suoi interessi per la natura e la scienza studiando biologia, viticoltura e enologia.
Attualmente lavora come insegnante nella scuola pubblica e come redattrice per la webradio Radio28TV e per il giornale online CambiaMenti. È co-autrice del libro NEXT con Franco Fracassi, per cui cura una rubrica di economia, finanza e tecnologia.

Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Meno recenti
Più recenti Più votati

Articoli Correlati

La Casa del Social Journalism

Contatti

Scrivi o invia un comunicato stampa alla redazione

Questo sito è protetto da Google reCAPTCHA v3, Privacy Policy e Terms of Service di Google.

Newsletter

Resta aggiornato ogni settimana sui nostri ultimi articoli e sulle notizie dal nostro circuito.

Questo sito è protetto da Google reCAPTCHA v3, Privacy Policy e Terms of Service di Google.