Lo Yoga non è solo pratica fisica, ma un vero percorso di crescita interiore. Prima ancora delle posizioni e della respirazione, esistono principi etici fondamentali che guidano il cammino dello yogi. In questo articolo scopriamo insieme il significato profondo di Yama, la prima tappa degli Yoga Sutra.
Abbiamo visto che Yama rappresenta un insieme di regole di comportamento che chi si avvicina allo yoga deve seguire prima e durante la pratica.
Comprendono: non violenza, sincerità, non rubare, castità intesa come fedeltà e rispetto verso il partner, non accumulare ricchezze, condurre una vita pura.
In altre parole, si tratta di una vita moralmente buona.
Le origini: Veda, Upanishad e Yoga Sutra
Nei Veda, gli antichi testi che trattano di scienza, medicina, religione e del percorso spirituale dell’essere umano, troviamo indicazioni anche sullo yoga.
Successivamente vennero composte le Upanishad, estensioni dei Veda, fino a quando Patanjali mise per iscritto gli Yoga Sutra.
La parola Sutra significa “filo”, “corda”: è il filo conduttore dello Yoga, ma anche una breve frase, una perla di saggezza che sintetizza concetti complessi.
Patanjali codificò così il percorso dello yoga in otto punti fondamentali:
Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi.
I cinque principi di Yama
All’interno di Yama troviamo cinque indicazioni essenziali.
- Ahimsa: la non violenza. Ahimsa significa non violenza, rispetto verso ogni essere vivente. È una condizione fondamentale per chi pratica yoga: lo yoga deve portarci a sviluppare questa attitudine.
- Satya: la verità. Il secondo punto è Satya, ovvero la verità. Significa: non dire bugie, non fornire falsa testimonianza, vivere con autenticità.
- Steya e Aparigraha: non desiderare e non accumulare. Steya rappresenta l’assenza di desiderio per le cose altrui. È un concetto vicino ad Aparigraha, cioè l’assenza di avidità. Questi due principi ci insegnano ad accontentarci di ciò che abbiamo, senza attaccamento. Questo non significa rinunciare a migliorarsi, ma evitare che il possesso diventi una ragione di vita. Il vero problema è la brama continua di avere sempre di più.
- Brahmacharya: continenza ed energia vitale. Brahmacharya viene spesso tradotto come castità. In realtà è un concetto molto più complesso: nello yoga non è richiesto un voto di castità, ma piuttosto un uso consapevole dell’energia sessuale. L’invito è a non disperdere inutilmente questa energia, considerata una fonte di vita.
L’essenzialità come insegnamento yogico
Lo yoga ci insegna anche a economizzare energia. Nelle asana impariamo che possiamo contrarre un muscolo per sostenere una posizione, ma allo stesso tempo mantenere il viso rilassato. Spesso infatti contraiamo inutilmente molte parti del corpo.
Yama e Niyama ci aiutano a ricercare l’essenziale: non mangiare troppo, non dormire troppo, non fare troppo. Fare “quel tanto che basta”, con equilibrio e consapevolezza.
Credits: Foto generata con l’IA




