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Se questi sono esseri umani

“Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo.” (Primo Levi)

Il 20 settembre le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa, hanno fatto irruzione in una struttura protetta a Sairano (Pv), per far uccidere degli animali pacifici, in larga parte sani e non destinati al macello, dunque non destinati all’alimentazione, di certo non pericolosi.

L’azione è stata particolarmente violenta, con i volontari picchiati e manganellati (video o foto)

Questi sono i fatti, duri e crudi.

La struttura è il rifugio Associazione Progetto Cuori Liberi, nel loro sito si descrivono così:

Siamo un piccolo Santuario situato in provincia di Pavia, a Sairano – frazione di Zinasco. Diamo voce a chi non ne ha. Da noi esistono solo Cuori Liberi.”

In questi luoghi sono ospitati animali non destinati al macello. Essi vivono tranquilli, non temono l’uomo, ma il 20 settembre sono stati uccisi dall’uomo.

Perché?

Nella provincia di Pavia sono stati abbattuti più di 34.000 maiali, a causa della peste suina africana (PSA).

Bruno Sticevic

I volontari dell’associazione, appena si resero conto che un paio di maiali avevano i sintomi della malattia, chiamarono la ASL di competenza, per segnalare il fatto e misero in isolamento gli animali.

Cosa è la PSA, è curabile, è pericolosa?

Il virus della peste suina è ‘specie specifico’, cioè colpisce i cinghiali e i maiali e non l’uomo. Da questo punto di vista, quindi, non ci sono pericoli.” (Marco Melosi, presidente Associazione nazionale medici veterinari italiani -6 maggio 2022)

Leggiamo dalle FAQ del Ministero della Salute, aggiornate al 21 giugno 2023:

“Sono disponibili farmaci per la prevenzione e il trattamento della peste suina africana? No, non esistono trattamenti specifici per la cura della PSA nei suini colpiti. Per evitare la diffusione della malattia in allevamenti indenni, devono essere applicate le misure previste dalle norme unionali e nazionali.”

Una delle misure previste sia a livello nazionale che di Unione Europea è l’isolamento degli animali infetti, o che presentano sintomi.

Nel rifugio furono messe in atto le indicazioni del caso.

Una volta fatta la segnalazione, logica vorrebbe che la ASL di competenza si attivi ed invii i veterinari per fare le analisi, al fine di verificare la presenza della malattia. In realtà, i test si fanno solo post mortem, non in vivo.

Si possono uccidere animali sani, dunque.

È accaduto proprio questo: hanno ucciso animali sani, solo due erano malati e, come tali, correttamente isolati dai responsabili della struttura.

Leggiamo ancora le FAQ del Ministero della Salute:

È sicuro mangiare carne o prodotti alimentari contenenti carne suina?

I prodotti a base di carne suina possono essere consumati in sicurezza, in quanto il virus della peste PSA non è trasmissibile all’uomo. Tuttavia, i rifiuti devono essere correttamente smaltiti.

Va sottolineato che nella Unione europea, a seguito della notifica di focolai di PSA negli allevamenti, è prevista l’attuazione di strette misure di controllo, che vanno dall’abbattimento e distruzione dei suini, all’istituzione di zone infette intorno ai focolai, sia nel settore domestico che nei cinghiali, dove sono vietate le movimentazioni in entrata e in uscita di animali e prodotti, compresi i sottoprodotti, a meno di specifico trattamento volto ad eliminare la presenza del virus, eseguito in stabilimenti autorizzati.

La movimentazione di suini vivi e prodotti suini, inclusi i sottoprodotti, è consentita in deroga e solo previa esecuzione favorevole di rigidi controlli sanitari. Inoltre, al di fuori delle zone infette, i suini inviati al macello vengono sottoposti a visite pre-macellazione (visita ante-mortem) e post-macellazione (visita post-mortem) che assicurano in caso di sospetto l’eliminazione degli animali dalla catena alimentare.”

Si notano delle incongruenze:

  1. Per gli animali destinati alla macellazione sono previste visite prima e dopo la stessa.
  2. La carne non è nociva per l’essere umano, in quanto il virus della PSA non è trasmissibile a questo.

Il Ministero della Salute ribadisce la non pericolosità per l’essere umano anche nella successiva FAQ, dedicata al consumo della carne eventualmente contaminata:

“Come si possono preparare in sicurezza le carni suine?

Premesso che la PSA non costituisce un pericolo sanitario per le persone, è buona norma igienico-sanitaria, al fine di evitare contaminazioni anche con patogeni comuni, separare sempre la carne cruda dai cibi cotti o pronti da consumare.

Non utilizzare lo stesso tagliere o lo stesso coltello per carne cruda e altri alimenti e non riporre la carne cotta sullo stesso piatto o sulla stessa superficie su cui si trovava prima della cottura. Dopo aver maneggiato carne cruda, lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone.

Non mangiare carne suina cruda o poco cotta.”

Come si vede, sono regole ovvie, che ognuno di noi conosce: sappiamo tutti che la carne di maiale deve essere ben cotta.

Eppure, si abbattono, si uccidono gli animali.

Gli animali del Santuario di Sairano non erano destinati alla macellazione, non erano destinati ad essere mangiati. Se la PSA non è pericolosa per l’essere umano, se non è trasmissibile, se il consumo della carne non rappresenta un pericolo, cuocendola secondo le regole del buon senso, allora, a maggior ragione, non sono un pericolo neanche gli animali che vivono in questi rifugi.

Il 20 settembre, dunque, le forze dell’ordine sono entrate con la forza nel rifugio, e, senza rispettare alcuna delle regole previste dal Ministero della Salute, sono andate dappertutto, sia dove erano isolati i due maiali che presentavano i sintomi, sia dove si trovavano gli altri. Questo ha comportato la contaminazione totale dell’area.

Le FAQ del Ministero indicano chiaramente il comportamento da adottare nei luoghi ove si presuma la presenza di animali colpiti dalla PSA:

 “Cosa devo fare per evitare di diffondere, in modo inconsapevole, il virus nel territorio?

È indispensabile adottare una serie di comportamenti corretti e di precauzioni per prevenire la diffusione della malattia. Li riportiamo sinteticamente indirizzati a diverse tipologie di utenti.

Per tutti:

  • non portare in Italia dalle zone infette (del nostro o di altri Paesi dell’Unione Europea o Paesi Terzi) prodotti a base di carne suina o di cinghiale, quali, ad esempio, carne fresca e carne surgelata, salsicce, prosciutti, lardo, che non siano etichettati con bollo sanitario ovale
  • smaltire i rifiuti alimentari, di qualunque tipologia, in contenitori idonei e chiusi e non somministrarli per nessuna ragione ai suini domestici o ai cinghiali
  • non lasciare rifiuti alimentari in aree accessibili ai cinghiali
  • informare tempestivamente i servizi veterinari del ritrovamento di una carcassa di cinghiale

Per i cacciatori:

  • pulire e disinfettare le attrezzature, i vestiti, i veicoli e i trofei prima di lasciare l’area di caccia
  • eviscerare i cinghiali abbattuti solo nelle strutture designate
  • evitare i contatti con maiali domestici dopo aver cacciato

Per gli allevatori:

  • rispettare le norme di biosicurezza, in particolare il cambio di abbigliamento e calzature quando si entra o si lascia l’allevamento e scongiurare i contatti anche indiretti con cinghiali o maiali di altri allevamenti
  • notificare tempestivamente ai servizi veterinari sintomi riferibili alla PSA e episodi di mortalità anomala”

La polizia è entrata in una proprietà privata, ha distrutto le strutture ivi esistenti, ha picchiato i manifestanti che si opponevano all’uccisione indiscriminata degli animali, non ha osservato le regole igienico-sanitarie del caso, contaminando l’intera proprietà con liquami che sono pericolosi anche per l’essere umano.

Gli animali, inconsapevoli del pericolo, sono andati loro incontro, in quanto abituati a considerare l’essere umano come un amico. Invece sono stati convogliati in alcuni container, dove sono stati asfissiati con CO2, che brucia i polmoni, per 25 lunghi minuti…

Gli animali uccisi sono stati portati via dopo cinque giorni.

Perché le Forze dell’ordine si sono comportate in maniera così brutale dicendo “noi eseguiamo gli ordini”?

I responsabili del rifugio avevano osservato tutte le regole, sia igienico-sanitarie, che legali. Sono stati loro, infatti, a isolare gli animali che avevano i sintomi della PSA e sono sempre stati loro ad allertare la ASL di competenza.

Inoltre, ci si chiede, perché gli organi competenti cui si sono rivolti i responsabili della struttura, non hanno voluto ascoltare e trovare una soluzione alternativa? Perché il TAR non ha concesso la sospensione e il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso, non tenendo conto che gli animali erano in una struttura privata e protetta, non destinati alla macellazione? Perché non si è tenuto conto di una vicenda analoga, avvenuta nel Lazio, dove, al contrario, il giudice ha riconosciuto il fatto che gli animali non erano destinati alla macellazione e ha bloccato il provvedimento?

Il dubbio che viene in mente, ripercorrendo le varie fasi di questa vicenda, è che potrebbe accadere a tutti.

È un precedente pericoloso: potrebbero entrare in casa con un ordine di abbattimento per il proprio cane, gatto o altro animale domestico.

Sara d’Angelo – Vitadacani e Rete dei santuari Liberi:

Ciò che è accaduto non deve e non può accadere mai più. È necessario che noi diamo un segnale chiaro e fermo alle istituzioni, esprimendo il nostro sdegno. Un dissenso totale e definitivo. Se non lo faremo, ciò che è successo potrà accadere ancora e ancora e ancora.

Tutto può ancora cambiare. Non lasciateci soli.

La nostra è una richiesta chiara e ragionevole. Vogliamo che le istituzioni applichino ai santuari per animali liberi protocolli differenti da quelli in vigore negli allevamenti, anche in caso di emergenza sanitaria.

I Santuari sono stati recentemente riconosciuti come rifugi permanenti e i loro residenti come animali non Dpa, ovvero non destinabili all’alimentazione umana, quindi non commestibili.

Non più carne che cammina, ma individui.

Per questo occorre adeguare anche tutti i protocolli di intervento, anche in casi gravissimi come questo.”

Questo triste vicenda ci lascia con molti interrogativi e con l’amaro in bocca.

“Poiché non si poteva trovare la giustizia, si è inventato il potere.” (Blaise Pascal)

Credits: foto in evidenza Immagine di aleksandarlittlewolf su Freepik; foto in corpo del testo: Martina Miccichè e Saverio Nichetti

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Manuela Fratianni

Economista, appassionata di geopolitica, psicologia e sociologia.
Redattrice di CambiaMenti e di Radio28TV.

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