Sardegna scippata

L’Italia è una repubblica a sovranità limitata e nessun politico, nessun governo o coalizione politica possono e vogliono cambiare questo stato di cose.

La Sardegna, in particolare, è diventata terra di predoni: si vuole davvero scippare questa meravigliosa terra ai suoi legittimi abitanti e all’Italia, per gettarla nelle fauci dei rapaci gruppi finanziari multinazionali.

Pensiamo ai blocchi imposti, spiagge inaccessibili e forti limitazioni al movimento di persone e mezzi in occasione delle esercitazioni NATO.

E pensiamo a quanto sta accadendo ai terreni dei sardi che vengono espropriati e colonizzati da società facenti parte di multinazionali in nome di un discutibile progresso che tanto puzza di regresso.

I terreni agricoli e da allevamento sono destinati a sparire, nei piani degli incappucciati della finanza, mangiati da mostri inquinanti e pericolosi per flora e fauna, come le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici.

Frutta, verdure, allevamenti,…, tutto fagocitato dagli interessi dei potentati sovranazionali.

Il Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità) disciplina e dà la possibilità anche ai privati di avviare e gestire gli espropri.

In questo modo, piccole SRL, con capitale sociale minimo di diecimila euro, possono scippare i terreni ai legittimi proprietari, per costruire pale eoliche e pannelli fotovoltaici: basta utilizzare l’espressione “pubblica utilità” (L. 2359 del 25 giugno 1865) e il gioco è fatto.

La sentenza 573/2020 del Tribunale Amministrativo della Sardegna, conferma alla Sardegna il potere di “Governo del Territorio”, dando, pertanto alla presidente della Regione, Todde, il potere necessario per opporsi agli espropri dei predoni.

La Presidente della Sardegna

Alessandra Todde (Nuoro, 6 febbraio 1969) è dal 20 marzo 2024 Presidente della Regione Sardegna. Deputata alla Camera dal 13 ottobre 2022 al 9 aprile 2024 per il Movimento 5 Stelle, del quale è stata vicepresidente dal 21 ottobre 2021 all’11 dicembre 2023. E’ altresì una imprenditrice: CEO di Energeya, acquisita nel 2015 da FIS Global, già Sungard, è stata anche Senior Advisor Energy Markets in FIS Global, Sales Director South&Eastern Europe in Sungard e Client Relantionship Manager Sud Europa in Nexant, tutte società attive nella produzione di energia green … (Fonti: Wikipedia e SaDefenza)

I motivi delle proteste

L’esasperazione per quanto sta avvenendo è tanta.

Arriva una lettera, anche da una società privata, come detto, e, in un attimo, non si è più proprietari.

Arrivano questi eco-mostri e spariscono le coltivazioni e gli allevamenti.

Per fare arrivare questi enormi “cosi” (una sola pala è più alta della Torre di Pisa) si cambiano le viabilità, si sventra altra terra per permettere il passaggio di cotanta “grazia”.

La perdita dei terreni non riguarda solo i proprietari, ma tutti noi. Eh già: le pale eoliche disturbano la fauna e inquinano il terreno, dove vengono messi i campi fotovoltaici non si può coltivare, dunque, diminuisce drasticamente la produzione di frutta, verdura, cereali, grano e non si possono allevare animali e, allora, niente carne, latte, formaggi… La portata del danno per ogni italiano, già così, è enorme.

A questo si aggiunge il danno alla terra: milioni di metri cubi di cemento armato sversati in enormi crateri fatti nel terreno, cavi di ogni tipo e materiale… Come si potrà bonificare la terra scippata una volta terminata la concessione, la cui durata oscilla intorno ai 30-50 anni? Tutto quel cemento e quei cavi, le componenti e le pale stesse, dove saranno messe? Sarà possibile ripulire la terra martoriata da questi eco-mostri?

Come detto, le pale sono enormi, le strade non sempre sufficientemente ampie, quindi è plausibile ipotizzare l’esproprio dei terreni adiacenti per allargarle.

I pannelli fotovoltaici , inoltre, modificano il microclima locale innalzando la temperatura a terra.

Il paradiso sardo verrebbe trasformato in un inferno.

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La pronuncia del Tar della Sardegna è uno strumento in più, ma anche la nostra Costituzione all’articolo 9 afferma:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.”.

Le proteste si susseguono: al porto di Oristano, il 15 luglio si sono mobilitate tante persone per evitare lo sbarco di camion contenenti le parti e componenti varie per le pale eoliche. Le forze dell’ordine, in tenuta antisommossa hanno spintonato la carrozzina di un uomo e minacciato il fratello, intervenuto per difenderlo, di arresto.

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Sempre ad Oristano, nonostante il presidio dei cittadini sia stato autorizzato dalla Prefettura, la polizia locale ha smantellato i piccoli gazebo necessari per avere un refrigerio dalla calura estiva.

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I Comuni e i cittadini contro lo scippo

La maggioranza dei Comuni sardi sono sensibili al problema e cercano di frenare le decisioni imposte dall’alto, dallo Stato centrale in assenza della ferma opposizione della Regione.

Luras, per esempio, dove c’è l’Olivo di Luras di 4000 anni, il sindaco ha indetto il 18 luglio un Consiglio straordinario per bloccare il maxi parco eolico da realizzare su terra vocata all’agricoltura e viticultura. Qui vi sono, infatti i vigneti di Vermentino di Gallura Docg e aziende zootecniche. Luogo segnalato dal FAI per le sue bellezze, dove vi è la maggiore concentrazione dei dolmen, antichissimi monumenti funerari costruiti a partire dal Neolitico recente (3500-2700 a.C.), che avevano anche funzioni di culto, simili a quelli baschi, catalani, francesi, corsi e di Minorca. (Fonte Sardegna Turismo)

Lega Ambiente?

Valter Erriu, di SaDefenza, ha posto l’accento su questo organismo che dovrebbe avere, nomen omen, a cuore l’ambiente.

Tale associazione ha fatto propria la battaglia per la transizione ecologica che, peraltro, puntualizza Valter Erriu durante la nostra intervistaè una transizione ideologica e solo ideologica, dal momento che, da parte loro, non vi è stata alcuna levata di scudi contro lo scempio programmato della terra sarda, contro gli scempi compiuti in altre regioni italiane, come ha evidenziato Giannina Puddu, già Presidente di Assofinance e redattrice di Ifanews, in corso di intervista.

Una proposta concreta

SaDefenza: breve riflessione su eolico e speculazione energetica

Pensiamo che, dopo questo confronto, si sia prodotto sicuramente un aspetto molto positivo: la non violenza e la determinazione di tutti i presenti nel fermo rifiuto della transizione ecologica, che si è rivelata per essere, in realtà, una transizione energetica speculativa finanziaria, che si accaparra i fondi del PNNR, debito per i contribuenti italiani, a beneficio delle multinazionali come Vestas, leader nella progettazione e costruzione di parchi eolici, e gruppi finanziari internazionali, tra cui BlackRock, dunque le famiglie Rothschild e Rockefeller

Altro effetto positivo è sicuramente la presenza dei media che hanno esposto al pubblico la violenza del sistema contro la nostra bella terra,  ma, ci chiediamo, quale strategia adottare e che azioni fare per poter bloccare per sempre questo mostro in corso d’opera? 

Non vi è dubbio che è necessario l’intervento politico legislativo della Regione Autonoma Sardegna per fermare quanto stiamo subendo, non solo con la moratoria della presidente Todde, ma, anche, una legiferazione sul nostro patrimonio ambientale e urbanistico come indicato dalla Corte Costituzionale , 

Inoltre, crediamo che la mobilitazione popolare non sia sufficiente per fermare questi mostri arrivati nel porto di Oristano, è altresì necessario interfacciarci con i sindacati dei portuali per fare azione comune, affinché venga dichiarato lo stato di agitazione permanente, con possibili scioperi a macchia di leopardo, per mettere in difficoltà anche il carico delle merci: ciò permetterebbe di prendere tempo per aprire un contenzioso Stato-Regione e trovare una via d’uscita.

È importante dichiarare il blocco delle merci fino alla scadenza, con data da decidere a livello assembleare, con il presidio esterno che si deve attivare per bloccare il cancello del Porto. 

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Per quanto riguarda le forze dell’ordine, dal momento che non vi è un problema di ordine pubblico ma esclusivamente di rapporto civile tra le parti in essere, le multinazionali, i lavoratori portuali e le associazioni esterne, coinvolte per una contrattazione che vuole il blocco di questi mostri in terra sarda, esse non dovrebbero essere dispiegate, mentre i comitati e associazioni  continuano a mantenere attivo il presidio permanente, sino alla conclusione del contenzioso, come già detto.”

Dalla terra scippata deriva qualche vantaggio?

Nessun vantaggio né sul costo delle bollette, tra le più alte in Italia, né in termini di occupazione, trattandosi di multinazionali, con proprio personale altamente qualificato.

Una cieca cupidigia ci spinge verso cose che ci nuoceranno e, in ogni caso, non ci appagheranno mai. (Lucio Anneo Seneca)

(Credits: SaDefenza)

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Immagine di Manuela Fratianni

Manuela Fratianni

Economista, appassionata di geopolitica, psicologia e sociologia.
Redattrice di CambiaMenti e di Radio28TV.

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