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Richiamo ai Leader: mantenere ferme le Strategie dell’ONU senza Ripensamenti

In un’intervista rilasciata il 23 agosto alla BBC, il principale esperto esperto dell’ONU in materia di cambiamento climatico ha invitato i dirigenti a “guidare” il processo di transizione dalle automobili a benzina e diesel a quelle elettriche. Ha inoltre sottolineato che l’apertura di nuove riserve di petrolio pone complessi “dilemmi” per i futuri governi.

Il professore Jim Skea ha sottolineato che i leader politici hanno una “responsabilità speciale” in quanto “conduttori” nell’orchestrare la lotta contro il cambiamento climatico, che ha descritto come potenzialmente più rapido del previsto. Ha inoltre sottolineato che il loro ruolo di guide globali dipende dall’effettiva implementazione degli “impegni per il netto zero”.

Il docente di energie sostenibili presso l’Imperial College di Londra è stato recentemente nominato presidente dell’IPCC, l’autorevole e opaco organismo delle Nazioni Unite dedicato alla ricerca sui cambiamenti climatici. Questa nomina è stata annunciata poco prima che Rishi Sunak generasse polemiche approvando diverse nuove concessioni per l’estrazione di petrolio e gas nel Mare del Nord.

In quella circostanza, il professor Skea aveva dichiarato: “Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia esistenziale per il nostro pianeta. La mia aspirazione è guidare un IPCC veramente rappresentativo e inclusivo, che si orienta verso il futuro sfruttando le attuali opportunità. Un IPCC in cui ciascuno si sente valorizzato e ascoltato. In tal senso, perseguirò tre obiettivi: promuovere l’inclusività e la diversità, preservare l’integrità scientifica e la rilevanza politica dei rapporti di valutazione dell’IPCC e sfruttare efficacemente la migliore scienza disponibile in materia di cambiamento climatico”.

Il suo ruolo è di fornire ai leader politici valutazioni scientifiche periodiche sul cambiamento climatico, le sue implicazioni e i suoi rischi, e di proporre strategie di adattamento e mitigazione senza tuttavia esprimere commenti sulle strategie net zero dei singoli paesi. Ciò nonostante, lo scienziato ha ritenuto opportuno redarguire i leader mondiali.

Secondo il professor Skea, l’IPCC ha stabilito come fondamentale il non sfruttare il 50% delle riserve di petrolio attuali, al fine di limitare l’aumento della temperatura globale a due gradi rispetto all’era preindustriale. Ha spiegato questa idea in modo chiaro, affermando: “Se continuiamo ad aumentare le riserve attuali, aumenteremo la quantità di petrolio che sarebbe necessario lasciare nel sottosuolo, se vogliamo davvero raggiungere gli obiettivi di stabilità stabiliti dall’Accordo di Parigi nel 2015.” Ha evidenziato che, sebbene ci sia la possibilità di incrementare le riserve di petrolio per ragioni di sicurezza energetica, questa scelta comporterebbe che qualcuno dovrà affrontare in futuro una decisione cruciale: “Dobbiamo decidere se preservare quel prezioso petrolio nel terreno o impegnarci con determinazione verso gli obiettivi che ci siamo posti a Parigi.” Ha paragonato il cambiamento climatico a una patologia cronica che affligge il pianeta, sottolineando come le scelte attuali avranno conseguenze a lungo termine sul nostro avvenire.

I leader mondiali, come il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il Presidente cinese Xi Jinping, il Primo Ministro indiano Narendra Modi e Rishi Sunak, sono chiamati a intervenire in modo efficace su questo fronte. Alcuni dubitano che il Primo Ministro inglese Rishi Sunak e il leader dell’opposizione Sir Keir Starmer mantengano i loro impegni ambientali, soprattutto in vista delle elezioni generali. Sunak è il leader del Partito Conservatore e capo del governo del Regno Unito dal 25 ottobre 2022. Starmer è il leader del Partito Laburista dal 4 aprile 2020. Questi dubbi sono amplificati dalla persistente crisi dei costi della vita e sono accentuati dal fatto che l’estensione dell’area a basse emissioni (Ulez) a Outer London ha influenzato le elezioni suppletive di Uxbridge e South Ruislip, favorendo il partito conservatore. I cittadini inglesi si sono infuriati per l’estensione dell’area a basse emissioni (Ulez) e oltre a organizzare proteste alcuni, che si fanno chiamare blade runner, hanno iniziato a danneggiare le telecamere a lettura targhe che li tiranneggiano.

Il governo sta discutendo le tappe cruciali per eliminare gradualmente la vendita di nuove auto diesel e benzina entro il 2030, una data che sembra aver creato incertezze di recente in Sunak, ma che poi ha riconfermato il suo sostegno.

Il professor Skea ha detto: “La transizione verso i veicoli elettrici è parte integrante di quello spostamento (lontano dai combustibili fossili) che dobbiamo intraprendere per realizzare gli obiettivi di Parigi. Pertanto, è imperativo che ci atteniamo a questo percorso”.

Il Comitato per i Cambiamenti Climatici del Regno Unito ha appena avvertito che la posizione di leadership della Gran Bretagna nella lotta al riscaldamento globale è stata “notevolmente sfidata” dal caos e dalle iniziative del governo nell’ultimo periodo. La battaglia contro i cambiamenti climatici richiede una risposta “a livello sociale”, che coinvolga non solo i governi, ma anche le aziende, le comunità locali e i cittadini.

A questo proposito, il professor Skea ha aggiunto: “I leader politici hanno un ruolo particolarmente importante, in quanto stabiliscono il tono per tutte le altre azioni. Sono come i direttori di circo che cercano di coordinare le diverse performance”. Per quanto riguarda il ruolo che i cittadini possono svolgere nell’esercitare pressione sui governi, il professor Skea ha sottolineato l’importanza del voto continuativo, definendolo “l’aspetto chiave”. Ha inoltre evidenziato come le assemblee cittadine abbiano spesso avanzato “raccomandazioni molto più ambiziose rispetto a quanto sembrino pronti ad accettare i politici”, dimostrando una “voglia di cambiamento” una volta compresi gli impatti economici e sociali. Per alcune aree del mondo, come isole e paesi in via di sviluppo, il cambiamento climatico è una “minaccia esistenziale assoluta”, mentre altre nazioni sono meno vulnerabili e più capaci di adattarsi, per cui “non è inevitabile che tutto il pianeta debba precipitare nel baratro”.

Tuttavia, il professor Skea ha chiarito: “Il cambiamento climatico è un fenomeno in corso ora. Lo vediamo sui nostri schermi televisivi, e anche guardando fuori dalla finestra notiamo come influisce sulle nostre scelte di abbigliamento quando usciamo. Questo è in linea con le previsioni, ma forse sta succedendo più velocemente di quanto ci aspettassimo”. Iniziative come “Just Stop Oil” ed “Extinction Rebellion” mantengono il focus sui combustibili fossili, tuttavia è essenziale considerare che tali azioni potrebbero causare una “disconnessione” con coloro che detengono opinioni più moderate ma comunque rivestono un ruolo “importante” nel processo di adozione di misure efficaci per il cambiamento climatico.

In sostanza, indipendentemente dalle opinioni dei cittadini o dagli ostacoli incontrati, è imperativo continuare ad avanzare verso gli obiettivi dell’Agenda 2030.

Credits: Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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Carmen Tortora

Laureata in matematica con indirizzo applicativo in ambito tecnologico, ha conseguito una specializzazione in analisi tecnica dei mercati finanziari.
Ha approfondito i suoi interessi per la natura e la scienza studiando biologia, viticoltura e enologia.
Attualmente lavora come insegnante nella scuola pubblica e come redattrice per la webradio Radio28TV e per il giornale online CambiaMenti. È co-autrice del libro NEXT con Franco Fracassi, per cui cura una rubrica di economia, finanza e tecnologia.

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