Regno Unito: odio contro odio

In Inghilterra, da diverse settimane, vi sono diverse manifestazioni e scontri.

Può sembrare banale che tutto sia partito, per quanto triste, dall’uccisione di tre adolescenti, eppure…

Il tam tam mediatico ha subito denunciato che l’aggressore omicida era un immigrato. Questo ha acceso gli animi e sono iniziate le proteste, che, all’inizio, erano pacifiche: cortei con cartelli che condannavano l’immigrazione incontrollata.

Sono seguite delle contro manifestazioni da parte di immigrati e le cose hanno cominciato a degenerare.

Le manifestazioni si sono trasformate in scontri e si sono palesati molti comportamenti anomali.

A nulla è valsa la precisazione, fatta qualche giorno dopo, che l’uccisore era, in realtà, figlio di immigrati, nato e cresciuto in Galles.

Perché è divampata la protesta?

Perché così velocemente?

In Europa da tempo è in atto il piano Kalergi e da tempo abili agitatori mettono le persone l’una contro l’altra: cittadini contro immigrati e viceversa. Le politiche governative europee non fanno altro che esacerbare gli animi.

Analizziamo quanto è stato deciso in Inghilterra nelle ultime quattro settimane:

  • Amnistia per novantamila immigrati illegali;
  • Eliminazione della parola “illegale” per trovare sinonimi meno “aggressivi”;
  • Elargiti più di undici miliardi di sterline all’Africa a fondo perduto;
  • Previsto il rilascio di quarantamila carcerati;
  • Accordo con l’Unione europea per accogliere più immigrati;
  • Tre miliardi di sterline da elargire all’Ucraina ogni anno;
  • Aumento delle bollette ed eliminazione degli aiuti per le persone più anziane e gli indigenti;
  • Forte spinta ai progetti di energia solare ed eolica senza alcun riguardo per le perdite conseguenti per l’agricoltura;
  • Schema Ponzi per il produttore energetico di stato;
  • Accantonata la pratica del fermo e perquisizione per gli immigrati;
  • Aumento dell’iva sulle scuole private e maggiore pressione su quelle pubbliche;
  • Abbandonato il tetto alla previdenza sociale;
  • Banditi i veicoli a diesel;
  • Imposto che ogni città debba accettare migranti;
  • Fermata la costruzione della linea ferroviaria HS2 ad alta velocità;
  • Fermata la costruzione di nuovi ospedali;
  • Modifica della parola “terrorismo” in “problemi mentali”;

tutto questo in appena quattro settimane, senza contare i precedenti provvedimenti che hanno impoverito la classe media e quella operaia, e gli arrivi incessanti di immigrati da decenni.

La Grande sostituzione

Come ho detto, il piano Kalergi è pienamente operativo e prevede la sostituzione delle popolazioni locali con persone provenienti da altri continenti. Questo ha l’effetto di indebolire fortemente la struttura sociale e facilita il solito gioco perverso del dividi et impera.

In Inghilterra, l’accelerazione alle immigrazioni di massa è stata data dal governo di Tony Blair.

Il primo documento importante in materia elaborato dal governo Blair, è un documento di gabinetto intitolato RDS Occasional Paper n. 67 che espone diversi fatti interessanti nella bozza disponibile:

  1. L’immigrazione di massa avrà, nella migliore delle ipotesi, un effetto neutro sul reddito pro capite nel Regno Unito, senza alcuna prova di un impatto positivo.
  2. I migranti aumenteranno la congestione imponendo “costi diretti” ai nativi britannici e alle loro attività.
  3. I migranti avranno accesso allo stato sociale del Regno Unito e che ciò potrebbe metterlo a dura prova.

Questo documento è particolarmente interessante perché era destinato alla circolazione tra i ministri del governo e non per essere rilasciato pubblicamente, nemmeno all’interno di Whitehall. In effetti, per questo motivo, il documento ammette alcuni dei potenziali fallimenti dell’immigrazione di massa pianificati, e, allo stesso tempo, ne promuove i presunti benefici. Nelle prime pagine il governo usa spesso il termine “immaginare” nel contesto di “benefici immaginati” che l’immigrazione potrebbe portare al paese.

Nel 2012, l’ex consigliere di Blair di nome Andrew Neather in un articolo scritto per The Standard , approfondisce la storia dell’OC67 e rivela il vero intento della politica di immigrazione di Blair: le prime bozze del documento parlavano esplicitamente di usare l’immigrazione di massa per rendere il Regno Unito “veramente multiculturale” . Il signor Neather chiarisce, inoltre, che l’ampio discorso del rapporto sui “risultati sociali” significa risultati sociali per gli immigrati e non per la popolazione britannica nativa.

Insieme a questo rapporto è arrivata una serie di leggi sotto il governo laburista di Tony Blair che hanno aperto le porte della Gran Bretagna, un tempo strettamente sorvegliate, al mondo intero. Tre milioni di immigrati sono stati ammessi nel paese durante il mandato di Blair e da allora altri 8 milioni si sono uniti a loro sotto i successivi primi ministri conservatori.

Il partito dei conservatori ha continuato a legiferare in questa direzione, dando indicazione a tutti gli enti governativi di aumentare l’impiego di persone immigrate, stabilire dei percorsi di carriera agevolati al fine di ottenere i finanziamenti.

La Royal Air Force, ad esempio, ha l’obiettivo, entro il 2030, di essere composta per il 40% da donne e per il 20% da minoranze etniche.

Un libro bianco del Ministero della Difesa, pubblicato sotto il governo conservatore e intitolato ” Una forza per l’inclusione “, espone la strategia del governo perché le forze armate siano diversificate e inclusive entro il 2030 e menziona esplicitamente politiche di reclutamento, promozione e leadership progettate per rendere le forze armate britanniche meno bianche, meno maschili e meno eterosessuali.

Anche la polizia inglese non sfugge a queste “indicazioni: in alcune zone inglesi, come North Yorkshire, Galles del Nord, Northumbria, Sussex, Essex, le minoranze etniche sono, ormai, la maggioranza all’interno delle forze di polizia. Questo non è ancora sufficiente per il governo che chiede di considerare questo un problema da risolvere.

Politiche che incoraggiano l’odio razziale

Il governo Johnson chiese al Crown Prosecution Service (Ndr: Il Crown Prosecution Service è un’istituzione statale che opera in Inghilterra e Galles, che funge da pubblico ministero nei procedimenti penali – Wikipedia), nel perseguire i crimini, di considerare come discriminanti: razza, orientamento sessuale e assegnazione di genere, al fine di alleggerire talune posizioni e, al contrario, infliggere pene più pesanti a bianchi eterosessuali.

In queste settimane di scontri, possiamo vedere come la polizia infierisca sui cittadini inglesi con particolare severità mentre, al contrario, permette agli immigrati di andare in giro con i volti mascherati, con bastoni, coltelli e machete.

A questo punto è chiaro perché gli inglesi siano così arrabbiati: sono stati traditi da chi dovrebbe mediare per trovare e proporre soluzioni pacifiche ed eque. Questo non accade perché il piano Kalergi prevede la cancellazione della popolazione locale.

Il Primo Ministro inglese, Keir Starmer, nelle due riunioni di emergenza Cobra, ha stabilito di punire severamente i rivoltosi razzisti e ha minacciato anche i proprietari delle varie piattaforme social di favorire la diffusione dell’odio razziale. Inoltre, ha imposto il controllo non solo dei commenti ma anche la condivisione di materiale riguardante le rivolte in atto. Risultato? Diverse persone inglesi sono state condannate a quindici o venti mesi di prigione solo per avere condiviso video su Facebook dei disordini in strada.

regno unito

Il motivo è semplice: evitare che il cosiddetto “sesto potere”, vale a dire cittadini normali che fanno piccoli reportage indipendenti, possa agire e informare obiettivamente.

regno unito orwell

Problema-reazione-soluzione: i social diventano il pericoloso mezzo di diffusione di notizie da sopprimere.

regno unito controllo media

Il “Online Safety Act” è una legge distopica che criminalizza ogni tipo di informazione che possa causare un pericolo psicologico, da questo reato così aleatorio sono esentati i giornalisti dei mass-media.

musk

Le rivolte nella storia insegnano che basta il 3% della popolazione si ribelli e nessuna forza di polizia o militare può fermarla.

Chi è dietro alla sostituzione etnica?

Nonostante il bavaglio digitalealcuni giornalisti indipendenti, parlano senza filtri e affermano:

la destabilizzazione sociale avviene a causa degli obiettivi riportati nelle agende del WEF, della Commissione Trilaterale, del Council of 300, del Bilderberg Group. Queste non sono teorie della cospirazione. Abbiamo visto persone come George Soros profondamente coinvolte nella destabilizzazione degli Stati Uniti. Lui finanzia i Procuratori in tutta l’America […] per questo obiettivo […] ora avviene anche in Gran Bretagna-”

La leva che questi personaggi utilizzano, come detto, è il classico dividi et impera: mettono le persone le une contro le altre, sfruttando temi legati alla religione, alla ideologia, al colore della pelle, …

Loro hanno successo perché le persone si fanno facilmente manipolare, non comprendendo la trappola e l’obiettivo finale: controllo totale di ogni singolo individuo. La massa è controllabile e chi tira le fila lo sa molto bene, cosi come conosce altrettanto bene la psicologia delle masse:

“I sentimenti della massa sono sempre semplicissimi e molto esagerati. La massa non conosce quindi né dubbi né incertezze. Corre subito agli estremi, il sospetto sfiorato si trasforma subito in evidenza inoppugnabile, un’antipatia incipiente in odio feroce.” (Sigmund Freud)

(Credits: 123RF)

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Immagine di Manuela Fratianni

Manuela Fratianni

Economista, appassionata di geopolitica, psicologia e sociologia.
Redattrice di CambiaMenti e di Radio28TV.

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