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L’Importanza Inestimabile di Essere Padri

Un articolo decisamente controcorrente

L’essenza dell’orgoglio maschile non dovrebbe essere esclusivamente associata a prestigiose posizioni di potere o a imprese pubblicamente celebrate. Questo concetto è splendidamente espresso dalle parole del Generale Douglas MacArthur, il quale, nonostante un’illustre carriera militare, ha evidenziato che il suo più grande orgoglio risiedeva nella paternità: «Io sono un militare di professione e sono sempre stato orgoglioso di esserlo. Ma lo sono di più – infinitamente di più – di essere un padre. … La mia speranza è che mio figlio, quando me ne sarò andato, si ricorderà di me non sul campo di battaglia, ma in casa».

Il ruolo di un padre va ben oltre il mero atto di generare prole. È una responsabilità sacra e irrinunciabile che richiede impegno, dedizione e un’immensa consapevolezza dell’impatto che si ha sulla vita di un figlio. Tuttavia, nell’attuale panorama sociale, si osserva un’inesorabile tendenza in cui molti uomini evitano, rifiutano o si sentono impreparati ad assumere tale ruolo cruciale, rivelandosi così “sesso debole”, non certo “sesso forte”.

C’è una crescente tendenza verso una sorta di ‘fuga’ dalla paternità, evidente nelle scelte di non avere figli o di limitare al minimo l’investimento emotivo e relazionale nei confronti dei propri bambini. Alcuni uomini, se affrontano la nascita di un figlio con disabilità, arrivano perfino ad abbandonare sia il bambino che la madre, disertando il loro dovere e sacrificando il loro legame familiare. Che vergogna!

Le parole del Generale MacArthur risuonano con un’urgenza ancor maggiore nell’attuale contesto. Nel mondo odierno, caratterizzato da avanzamenti tecnologici, cambiamenti culturali e progressi sociali, la figura paterna rimane fondamentale per l’equilibrio e la stabilità della società. La mancanza di una guida paterna positiva può lasciare vuoti emotivi e comportamentali difficili da colmare per i figli. Basta aprire un giornale o guardare un telegiornale per averne una evidenza inesauribile di prove.

La paternità è più di una presenza fisica. È una presenza emotiva, educativa e ispiratrice. Ogni gesto, ogni parola, ogni atto di un padre può plasmare il futuro del proprio figlio. L’assenza o l’indifferenza di un padre può produrre cicatrici emotive indelebili, influenzando la crescita e lo sviluppo del bambino.

È imperativo sottolineare che la paternità non dovrebbe essere considerata un compito secondario o trascurabile. Essa richiede impegno costante, sostegno incondizionato e amore senza riserve. I figli hanno bisogno di modelli maschili positivi, di figure paterne che insegnino con l’esempio il significato di responsabilità, integrità e compassione.

La società ha bisogno di uomini che non si sottraggano al ruolo di padri, ma che abbraccino questa responsabilità con orgoglio e impegno. Il titolo di “padre” non dovrebbe essere visto come un peso, ma come un onore, una missione da abbracciare con cuore e mente aperti.

Infine, riflettiamo sul fatto che il termine “Padre” sia stato scelto per rappresentare il divino. Questo ci ricorda che la figura paterna ha un significato profondo e prezioso, rappresentando una forza guida, amorevole e protettiva. L’essere chiamati “papà” dovrebbe essere considerato un titolo di grande stima e dignità.

La paternità, quindi, non è solo un compito, ma un’opportunità straordinaria di plasmare il futuro. È un richiamo a essere presenti, ad amare incondizionatamente e a influenzare positivamente le vite dei propri figli. L’importanza di essere padri responsabili e presenti non può essere sottovalutata, poiché il loro contributo è fondamentale per costruire un mondo migliore per le generazioni future. Non nei governi, non nelle scuole, men che meno nelle aule giudiziarie.

Credits: Immagine di Freepik

Nota: L’autore è padre di quattro figlie

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Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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