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La Scienza: Un Percorso Verso la Verità, Non la Verità Assoluta

La scienza è un faro nella ricerca della verità, non La Verità. È un percorso ricco di scoperte e conoscenze in continuo cambiamento, non la sommatoria nel tempo di diverse scoperte. Infatti, considerarla come una religione o una verità assoluta è un errore concettuale che nega la stessa essenza della scienza: la sua natura dinamica e aperta alle sfide. Max Weber, Charles S. Peirce, Leone Tolstoj e William James, ognuno a suo modo, hanno gettato luce su questo aspetto.

Weber sottolinea che la scienza fornisce strumenti per comprendere e predire il mondo, ma non può dare risposte su come dovremmo vivere o quali valori abbracciare. La scienza è limitata nel suo ruolo di guidarci eticamente. Se poniamo questi interrogativi alla scienza, non avremo mai nessuna risposta perché abbiamo bussato alla porta sbagliata. La risposta dobbiamo cercarla ognuno in noi stessi, seguendo la nostra ispirazione o la nostra debolezza. Il medico può anche guarirci, ma non sta a lui, in quanto medico, stabilire se valga o meno la pena di vivere. Le questioni fondamentali su ciò che dovremmo fare e come dovremmo vivere appartengono alla sfera individuale, alla moralità personale.

Peirce, con la sua teoria pragmatica, indica che la verità scientifica è sempre soggetta a revisioni e verifiche: “Un’ipotesi è, per una mente scientifica, sempre in prova”. Ciò che oggi è accettato come vero potrebbe essere smentito domani da nuove scoperte o dati sperimentali. La scienza non è statica ma evolutiva, sempre aperta all’esplorazione e al cambiamento.

Tolstoj, in linea con Weber, critica la scienza perché non risponde alle domande fondamentali sulla vita e la moralità: che dobbiamo fare? come dobbiamo vivere? Queste domande restano al di là della sua portata, poiché la scienza si occupa principalmente di spiegare i fenomeni osservabili.

William James, pur riconoscendo il valore della scienza nel fornire una base solida di conoscenze, avverte sul pericolo di trasformarla in una sorta di divinità che regola ogni aspetto della vita umana. Per lui, la vita trascende la mera comprensione scientifica e richiede una prospettiva più ampia che comprenda anche gli aspetti umani, etici ed emotivi. E “la disumanità delle scienze” significava per lui una minaccia sospesa sulla felicità e sulla realizzazione dell’individuo.

La scienza non dovrebbe essere considerata come l’oracolo supremo o la risposta definitiva a tutte le domande. È un metodo, un processo continuo di indagine, osservazione, sperimentazione e correzione. Le teorie scientifiche sono modelli che spiegano il mondo fin dove la nostra comprensione attuale ci consente di arrivare, ma non rappresentano una verità assoluta e immutabile.

L’errore sta nel cadere nell’assolutismo scientifico, nel credere che ciò che la scienza attualmente afferma sia una verità eterna e indiscutibile. Al contrario, la vera forza della scienza risiede nella sua capacità di auto-correzione e nell’apertura verso nuove prospettive e scoperte.

Riconoscere che la scienza ha i suoi limiti non significa respingerla, ma abbracciarla con umiltà e consapevolezza dei suoi confini. Al di là della scienza, ci sono domande cruciali che riguardano la natura umana, la moralità, il significato della vita e il nostro ruolo nell’universo.

Perciò, dissentire dalla cosiddetta “scienza ufficiale” non è eresia, ma potrebbe indicare una prospettiva più ampia, una verità che la comunità scientifica non ha ancora abbracciato o compreso pienamente. Ordini professionali che scacciano i loro iscritti che la pensano diversamente (Ordine dei medici che scaccia coloro che credono che il covid non si curi intubando le persone; Ordine dei geologi che scaccia coloro che non credono nel surriscaldamento terrestre, ecc.) rivelano di essere miseramente i sacerdoti di una religione settaria, crudele e ignorante. La diversità di opinioni e prospettive dovrebbe essere vista come il terreno fertile per nuove intuizioni e scoperte che arricchiscono il panorama della conoscenza umana.

In conclusione, la scienza è uno strumento potente per comprendere il mondo, ma non dovrebbe essere venerata come un dogma immutabile. Accogliere la sua intrinseca natura dinamica e aperta all’esplorazione ci permette di abbracciare una visione più completa della realtà, consapevoli che al di là della scienza ci sono domande ancora senza risposta che ci spingono verso la ricerca continua della verità.

Credits: Immagine di wayhomestudio su Freepik

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Sergio Zicari

Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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