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Operazioni Psicologiche: Il Pentagono Alla Conquista Della Mente Digitale

Il Dipartimento PSYOP dell’Esercito Americano si trova ad affrontare una carenza di personale, secondo quanto riportato da recenti fonti. Questa situazione ha spinto l’Esercito a richiedere un potenziamento delle proprie forze in questo settore strategico.

La guerra psicologica è diventata sempre più rilevante negli scenari contemporanei, come evidenziato da un nuovo rapporto del Dipartimento della Difesa americano. In risposta a questa tendenza si è reso necessario aumentare il personale nel dipartimento PSYOP (“Operazioni psicologiche”), attualmente sottodimensionato e non adeguatamente equipaggiato per far fronte alle sfide attuali.

Secondo quanto riportato dall’Intercept e il verdetto dell’Ispettorato generale, l’Esercito Americano ha fallito nel reclutare il numero sufficiente di soldati per le sue unità PSYOP. Questo fatto è stato ulteriormente sottolineato da uno studio dettagliato condotto da Jonas Tögel, autore di “Cognitive Warfare”, che evidenzia il predominio della NATO e degli Stati Uniti in particolare quando si tratta di operazioni di “guerra di nuova generazione”.

Il rapporto del marzo scorso ha rivelato che i quattro gruppi PSYOP dell’Esercito (due in servizio attivo e due nella riserva) operano solo al 60% della loro forza autorizzata. Inoltre, molte unità di riserva esistono solo sulla carta, e solo una frazione di esse è effettivamente operativa.

Un’altra critica sollevata nel rapporto riguarda il fatto che negli ultimi 20 anni non è stato condotto alcuno studio completo sull’intera divisione PSYOP, che comprende sia unità attive che di riserva (Esercito di Riserva e Guardia Nazionale). Questo evidenzia la necessità di una revisione e un potenziamento significativo delle risorse umane e logistiche destinate a questo settore strategico.

Il concetto di “psyop” non può essere nettamente distinto dalla manipolazione di massa, dalla guerra cognitiva e dai relativi metodi. Intercept lo riassume in questo modo:

«”Psyops” è un termine militare che indica gli sforzi per influenzare la percezione del nemico sul campo di battaglia attraverso volantini, trasmissioni radiofoniche e televisive e l’inganno. Queste operazioni, come confermato da Sun Tzu, hanno radici antiche quanto la stessa guerra organizzata. Negli ultimi decenni, con la crescente diffusione delle notizie e delle comunicazioni online, insieme all’uso pervasivo dei telefoni cellulari e dei social media, le psyops si sono ampliate. Questa espansione e la natura della diffusione delle informazioni vanno ben oltre il contesto del campo di battaglia. Anche se esistono operazioni di “influenza” interne contro paesi come Russia, Cina e Iran, condotte dal Dipartimento di Stato e dalle agenzie di intelligence, le psyops si riferiscono ancora principalmente alle operazioni sul campo di battaglia».

L’ultima frase potrebbe consentire una distinzione, poiché la guerra cognitiva si concentra principalmente sulla propaganda al di fuori del contesto specifico del campo di battaglia, ad esempio manipolando l’opinione pubblica in una determinata direzione.

Nel 2022, un dettagliato rapporto del Washington Post ha rivelato una crescente preoccupazione all’interno del Dipartimento della Difesa riguardo alla condotta sconsiderata ed inefficace delle operazioni psicologiche da parte delle forze armate. Questo rapporto ha origine da una ricerca condotta dall’Osservatorio Internet di Stanford, che ha documentato oltre 150 casi in cui sono stati cancellati account Facebook e Twitter collegati a campagne di influenza militare statunitense.

Parallelamente, il Pentagono ha spinto per l’ottenimento di nuovi poteri al fine di contrastare gli avversari nello spazio cibernetico. Il National Defense Authorization Act del 2019 ha concesso al Dipartimento della Difesa l’autorità per condurre campagne psyop offensive, incluse operazioni clandestine, che rientrano nella stessa categoria delle operazioni segrete. Ciò significa che le forze armate possono condurre operazioni di influenza senza riconducibilità agli Stati Uniti, come sottolineato da un’analisi del rapporto.

Secondo quanto riportato dal Post, un funzionario anonimo del Dipartimento della Difesa ha rivelato che dopo l’approvazione del Congresso, “i comandanti sul campo erano entusiasti” e “desiderosi di sfruttare questi nuovi poteri”. Anche gli appaltatori della difesa erano ansiosi di stipulare contratti lucrativi e riservati per facilitare le operazioni di influenza clandestina.

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Carmen Tortora

Laureata in matematica con indirizzo applicativo in ambito tecnologico, ha conseguito una specializzazione in analisi tecnica dei mercati finanziari.
Ha approfondito i suoi interessi per la natura e la scienza studiando biologia, viticoltura e enologia.
Attualmente lavora come insegnante nella scuola pubblica e come redattrice per la webradio Radio28TV e per il giornale online CambiaMenti. È co-autrice del libro NEXT con Franco Fracassi, per cui cura una rubrica di economia, finanza e tecnologia.

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