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La Legge è uguale per tutti

Sulle aule di tutti i tribunali troneggia la frase “La Legge è uguale per tutti”. Dalla maggior parte dei cittadini è considerata non una semplice affermazione di principio, ma un dato di fatto. Ma davvero è questa la situazione che viviamo?

C’è avvocato e avvocato

Se così fosse, non farebbe alcuna differenza da quale avvocato farci difendere, perché l’esito non potrebbe essere che uno solo, visto che sarebbe la regola della legge a dichiararci innocenti o colpevoli. Invece, se qualcuno finisce nelle maglie della Giustizia, il primo consiglio che gli diamo è “Trovati un buon avvocato”. Affermiamo, così, che non è la Legge a decidere se saremo o meno condannati e quale sarà l’entità della nostra eventuale condanna, ma l’abilità del legale che avremo scelto e, quindi, la nostra capacità di scegliere l’avvocato giusto e, innanzitutto, la nostra disponibilità finanziaria. No, la legge non è uguale per tutti.

C’è giudice e giudice

Inoltre, la nostra causa avrà un esito diverso a seconda del giudice alla quale sarà affidata. Se dipendesse dalla Legge e non (anche) dal giudice non ci troveremmo davanti a esiti diversi della stessa violazione (o presunta violazione). Per non parlare del fatto che potremo essere assolti o condannati da un tribunale di primo grado e poi vedere rovesciata la sentenza. No, la legge non è uguale per tutti.

Grandi contro piccoli

Un altro aspetto da considerare è la diversità di potere dei due contendenti. La nostra controparte potrebbe permettersi di affidarsi a uno dei più grandi studi legali internazionali, mentre noi dobbiamo accontentarci di un avvocato d’ufficio. Ci troveremo uguali davanti alla legge? La nostra controparte potrebbe essere una banca o una grande azienda, come un gestore telefonico o un distributore di energia elettrica, o anche, semplicemente, una società di recupero crediti. Tutti questi hanno una pletora di legali a regolare busta paga, indipendentemente dal numero di cause che devono seguire. Noi, invece, dobbiamo pagarci un avvocato per ogni eventuale contenzioso. Ora riceviamo un’ingiunzione di pagamento da uno di questi enti per dieci euro, che sappiamo benissimo che non dobbiamo loro. Cosa facciamo? Andiamo in causa? O, piuttosto, non preferiamo pagare sull’istante piuttosto che perdere ore per andare da un avvocato e spiegargli la situazione, pagargli la parcella e, poi, comunque magari avere delle rogne? Per dieci euro, noi no, ma la nostra banca o il nostro operatore telefonico sì (tanto a loro non costa niente). Senza contare che dieci euro moltiplicati per uno o due o più milioni di clienti fanno decine di milioni di introiti. Per dieci euro, abbiamo detto che preferiamo pagare; e per 20; 50 o 100? Qual è la cifra dalla quale opteremo per un’azione legale? No, la legge non è uguale per tutti.

Fisco e cittadini

La legge parla di presunzione di innocenza, ovvero che una persona imputata di un reato non può essere considerata colpevole fintantoché non sia stata emessa a suo carico una sentenza definitiva di condanna.  In parole più semplici, significa che è chi accusa che deve portare le prove della colpevolezza dell’altra persona, non che questa debba dimostrare la propria innocenza. Ma allora perché con il Fisco il carico della prova è esattamente ribaltato? Perché se il Fisco ci dice che abbiamo evaso le tasse siamo noi cittadini a dover dimostrare di non averle evase? No, la legge non è uguale per tutti.

Pandemia

E le normative durante la cosiddetta pandemia? Alcuni negozi (come le tabaccherie, guarda caso) non hanno mai chiuso, altri hanno avuto limitazioni, altri sono stati chiusi tout court. Proprietari e dipendenti dei primi hanno continuato a guadagnare normalmente (altri, come le farmacie, hanno fatto affari d’oro). Proprietari e dipendenti dei secondi ci hanno rimesso del denaro, quelli dei terzi sono falliti o hanno perso il lavoro. Ma erano tutti dei cittadini, quindi tutti “uguali davanti alla legge”. Le persone erano più o meno libere di muoversi a seconda che abitassero in zone più o meno popolate (tutti ugualmente cittadini di questo stato) e così via in cento altre situazioni. Ma ognuno si è trovato a vivere in condizioni diverse. No, la legge non è uguale per tutti.

La realtà

Che fiducia e rispetto possiamo dare a coloro che, indossando una toga e facendosi chiamare “Vostro onore”, si arrogano il ruolo di amministratori della giustizia, quando lo fanno all’ombra di un’affermazione così palesemente falsa?

Delle quattro virtù stoiche, Marco Aurelio diceva che la giustizia era la più importante. Per lui era “la fonte di tutte le altre virtù”. Dopo tutto, che effetto fanno il coraggio o la disciplina se vengono usati solo per servire l’interesse personale? A cosa serve la saggezza se non viene utilizzata per il mondo intero?

Credits: Foto di jessica45 da Pixabay

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Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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