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Io credo nella scienza

“Io credo nella scienza” è il mantra che ci viene ripetuto sui giornali, alla televisione, sui social, a ogni talk show da politici, opinionisti, medici, virologi, biologi e quant’altro con particolare veemenza, direi virulenza, dall’inizio della cosiddetta pandemia. Fa specie sentire coloro che si definiscono esperti, scienziati, persone che si reputano razionali utilizzare un linguaggio che fino a poco tempo fa era relegato (con sufficienza, quando non con disprezzo) alla sfera della religione. E nel farlo commettono un triplo errore.

Il primo è che con quel “Io credo” trasformano la scienza in una nuova religione, dotata quindi di dogmi (“questa è la verità” indiscussa e indiscutibile); di una casta sacerdotale (il governo dei “migliori”, ovvero persone che una entità superiore sancisce essere le depositarie di verità assolute); di fedeli (chi si attiene senza discussione alle verità rivelate); e di eretici (coloro che si permettono di dissentire e che devono, pertanto, essere esclusi dalla “comunità di credenti” ed essere messi, quanto meno, al bando, se non a un rogo più o meno figurativo).

Il secondo errore è che dimostrano di non conoscere nemmeno il significato del verbo “credere”. Credere a una cosa significa ritenere che sia vera. Credere a qualcuno significa prestare fede alle sue parole. Significa anche pensare, immaginare, avere come opinione e si riferisce in genere a cose che si pensa debbano succedere, o anche a cose già avvenute ma non ancora note con certezza, e può esprimere fede o soltanto speranza, sospetto, timore. Può anche avere il significato di ritenere probabile. Tutte definizioni che contengono in sé almeno una qualche misura di incertezza, di dubbio. Basti pensare alla differenza che percepiamo subito tra queste due frasi: «Io mi fido di lui» in contrapposizione a «Io credo di potermi fidare di lui»; così come «Per Trento è la prossima uscita» in contrapposizione a «Per Trento credo che sia la prossima uscita». La prima esprime certezza, la seconda dubbio.

Il terzo errore intacca il concetto stesso di scienza che nulla ha a che vedere con dogmi, certezze, illuminati, professioni di fede ed enunciazioni di credi. Tutti coloro che proclamano “Io credo nella scienza” dovrebbero rileggersi ciò che disse Claude Bernard ormai più di 150 anni fa: «La verità di una teoria scientifica è sempre condizionata dal numero di osservazioni e di esperimenti che sono stati fatti. Se finora una data verità non è stata smentita da nessuna osservazione, non per questo la mente si illude che le cose non possano stare in modo del tutto diverso».

La ricerca, quindi, non ha fine (o per lo meno non dovrebbe averne), né conduce a verità assolute. Il principio sperimentale più importante, infatti, è il dubbio. Da ciò ne consegue che i controlli “scientifici” (cioè veri e genuini) di una qualsiasi teoria scientifica non dovrebbero consistere in tentativi di confermarla (come invece normalmente accade) quanto piuttosto in severi tentativi di smentirla. Citiamo ancora Claude Bernard: «Quando abbiamo avuto un’idea o formulato una teoria, non dobbiamo volerla far vivere a ogni costo cercando solo dati che la confermano e scartando quelli che possono invalidarla. Bisogna invece esaminare con la massima cura proprio tutti quei fatti che parlano contro, perché il vero progresso consiste nel sostituire una vecchia teoria che spiega pochi fatti con una nuova che ne abbraccia un numero maggiore. Solo allora si è andati avanti veramente, perché nella scienza è regola fondamentale modificare e cambiare le proprie idee man mano che si va avanti»1


1 Fonte: Giovanni Reale e Dario Antiseri, Il Pensiero Occidentale vol. 3

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Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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Laura
Laura
1 anno fa

Grazie per questa disamina…inconfutabile!
Laura

Maria Teresa
Maria Teresa
1 anno fa

Bellissimo articolo, ho dovuto leggerlo soffermandomi per capire bene cosa intendesse l’autore, intelligente, profondo e chiaro nell’esposizione.
grazie

PennadiFuoco
PennadiFuoco
1 anno fa

Bravissimo! 👍🏼

Carla
Carla
1 anno fa

Molto apprezzato, grazie!

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