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Femminicidio, bullismo, intolleranza, violenza: è ora di dire Basta!

Promuovere l’empatia e il rispetto: il primo passo verso una società più consapevole e inclusiva. L’educazione sociale è l’unica arma per depennare dal vocabolario termini come femminicidio.

Ma dobbiamo imparare non solo a rispettare ma anche a farci rispettare! L’eccessivo buonismo nuoce quanto la presunzione!

Femminicidio, l’atto estremo di violenza e rabbia nei confronti di una donna.

Nelle ultime settimane il termine “femminicidio” è stato sulla bocca di tutti a causa dei recenti episodi di cronaca. Molte le manifestazioni, i dibattiti e le richieste al governo e molti hanno puntato il dito sul “patriarcato”, sostenendo che sia la causa prima e unica di questo squilibrio.

Se la causa fosse solo una, netta, precisa e identificabile sarebbe relativamente semplice trovare una soluzione ma la verità è un’altra. La violenza, l’intolleranza, la mancanza di rispetto per sé e per gli altri sono un atteggiamento abituale, parte integrante della nostra quotidianità.

Nel solo 2023 in Italia ci sono stati più di 100 vittime di femminicidio o femmicidio , un numero che non può essere ignorato e che deve farci riflettere.

Ben vengano gli interventi richiesti al MIUR per l’introduzione di percorsi formativi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, ma non è sufficiente!

Articolo Femminicidio, bullismo, intolleranza, violenza: è ora di dire Basta! Fonte Pixabay autore: GoranH

La soluzione è di competenza della scuola o della famiglia?

Non esiste la bacchetta magica! La soluzione è complessa e nasce dall’educazione sociale, dalla capacità di trasmettere valori e di dare un esempio concreto, positivo e sostenibile. L’educazione viene dalla scuola certo, ma anche dalla famiglia e dagli ambiti sociali in genere: società sportive, associazioni di volontariato, centri di aggregazione e simili.

Dobbiamo iniziare fin d’ora ad ascoltare, comprendere, rispettare l’altro ma al tempo stesso a riconoscere le nostre reali caratteristiche, i limiti, i pregi e a farci rispettare.

Non sarà un percorso semplice e ci vorranno anni, forse decenni, prima di vedere dei risultati concreti ma non è impossibile.

Nel frattempo le istituzioni dovranno mettersi all’opera: informazioni corrette e coerenti, pene severe e sicure, fermezza (da non confondere con violenza o soprusi), assistenza psicologica (in un paese in cui si pensa ancora che lo psicoterapeuta sia il medico dei matti!).

Basta al silenzio, Basta al vittimismo, Basta alla violenza, Basta alla continua ricerca dell’approvazione di massa!

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Raffaella Dellea

Raffaella Dellea

Gestisce un blog personale dal 2017 (Il TUO metodo per imparare a imparare: www.dellea-raffaella.socialacademy.com), ha pubblicato diversi libri di narrativa e da anni collabora con portali informativi su tematiche varie. Grazie a un’esperienza decennale nella gestione di acquisti e logistica per una multinazionale e come dirigente di associazioni di volontariato, ha acquisito importanti soft skill. Si occupa di percorsi di formazione personalizzati per adulti sul tema “imparare a imparare”.

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