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Cosa fare quando ci troviamo in mano brutte carte

Dwight D. Eisenhower, generale e politico statunitense, 34° Presidente degli Stati Uniti, una volta raccontò che da bambino stava giocando a carte con sua madre e i suoi fratelli. A un certo punto sua madre, che distribuiva le carte, lo servì con delle pessime carte. Così brutte che il giovane Eisenhower si convinse di non avere la minima possibilità di fare un buon gioco e, poiché – come disse lui stesso – gli era sempre piaciuto vincere, cominciò a lamentarsi e a piagnucolare. Fu a quel punto che sua madre fermò il gioco per dare ai suoi figli questa importante lezione: «Questo è solo un gioco, ma è come la vita. Vi capiterà di trovarvi in mano brutte carte, ma voi dovete accettare la mano che vi sarà capitata, buona o cattiva, senza piangere o lamentarvi, accettarla e giocare. E se siete abbastanza uomini da farlo, da giocare fino in fondo, Dio vi aiuterà e alla fine tutto andrà bene».

Credo che noi italiani abbiamo bene il diritto, guardando le “carte” che ci siamo sempre trovati o che ci troviamo ora in mano (un re di denari di Draghi, due assi come Speranza e Schillaci, un due di picche di Di Maio, un jolly della Meloni, …) di pensare che con simili carte non potremo mai vincere la partita di una vita dignitosa, libera e serena. Ma come ben disse la madre del presidente Eisenhower, noi dobbiamo accettare la mano (in verità, una pessima mano) che ci è capitata, senza piangere o lamentarci, accettarla e giocare. Questo non vuol dire diventare complici di questa gente. Significa, piuttosto, sapere che non potremo cambiare le cose facilmente, magari attendendo le prossime elezioni, oppure scendendo in piazza pacificamente o aggressivamente. “Accettata” questa realtà di fatto, ci chiederemo quali azioni noi possiamo concretamente portare avanti, senza aver bisogno del permesso del “dittatorello” di turno. Quali?

Innanzitutto, lavorando su noi stessi, non permettendo a tutto questo di spaventarci, perché quando la paura avanza, la logica arretra. Poi dobbiamo conservare la calma. Come disse Norman V. Peale: «Il primo passo da farsi, quando un problema vi colpisce, consiste nel conquistare la calma». Così facendo non perderemo la capacità di riflettere e potremo prendere decisioni efficaci. Ma potremo anche “far rete” con altre persone che, come noi, non vogliono restare fermi a subire, ma vogliono darsi da fare intelligentemente e concretamente. Potremo trovare persone così nell’associazione Comunità Etica e nelle sue iniziative, come la Tutela Legale Etica, per risolvere i nostri problemi debitori con fisco e banche; la Cooperativa Opes, per la promozione di una economia sostenibile; Confimpresaitalia Friuli, l’associazione datoriale che dà una risposta concreta alle necessità del tessuto economico del paese.

E se saremo abbastanza uomini da farlo, da giocare fino in fondo, Dio (o l’Universo, o qualsiasi nome vogliate dargli) ci aiuterà e alla fine tutto andrà bene.

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Sergio Zicari

Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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