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Il potere delle cose semplici

Henry David Thoreau una volta osservò che le nostre vite sono spesso sprecate con cose di poco conto. Egli diede il consiglio di semplificare! Semplificare! C’è una grande forza nel rendere le nostre vite e le nostre abitudini semplici e ordinate.  Questo ci darà la forza necessaria per sopravvivere alla crescente complessità dei nostri giorni.  Troppi di noi si sovraccaricano con un “bagaglio extra” e poi si chiedono perché conducono vite piene di ansia e di disperazione.  Potremmo scegliere la semplicità e, invece, assurdamente scegliamo la complessità. Basta guardare a quanti gruppi WhtasApp e Telegram siamo iscritti, a quante notifiche abbiamo attivato, a quanti social stiamo utilizzando. Ma davvero abbiamo bisogno di essere sia su Facebook che su TikTok, Instagram e Twitter? E quante sono le app di videoconferenza installate nel nostro PC? Zoom, Skype, Webex, Jitsi, Google Meet e magari altre ancora. Se questo non è complicarsi la vita! E che dire del moltiplicarsi delle riunioni di lavoro che, spesso, sono più una perdita di tempo che effettivamente utili?

Imparare con “quanto poco” piuttosto che con “quanto molto” possiamo farcela ci aiuterà a sviluppare un’armonia interiore ed esteriore. Non ci vorrà molto tempo per apprendere a quale straordinaria libertà e pace tale semplificazione e armonia ci possono portare.

Anche nelle questioni che regolano la nostra vita personale e di gruppo dovremmo trovare forza nella semplicità. Invece nel nostro Paese le abbiamo affidate a oltre 150.000 leggi, ognuna delle quali fa riferimento ad altre leggi delle quali sostituisce, modifica o implementa uno o più articoli o commi. Leggi che nemmeno gli avvocati conoscono e che possono essere interpretate in maniera diversa, persino opposta, dai vari giudici. Ricordiamo quanto semplici e diretti sono, invece, i comandamenti di Dio: “Amerai il Signore Tuo Dio”, “Ama il tuo prossimo”, “Non uccidere”, “Non rubare”. Queste regole non sono complicate, sono facili da ricordare. Tutti coloro che lo desiderano possono capirle e obbedirle.  10 leggi contro 150.000! D’altra parte, anche ai tempi biblici c’era una naturale tendenza a complicare la vita e quindi a giustificare sé stessi per il mancato rispetto delle leggi di Dio.  E, così, un po’ alla volta, siamo arrivati alla complessità attuale, ovvero al caos.

In Le Cose come sono realmente, Neal Maxwell, accademico e educatore americano, scrisse: “Noi amiamo i ricami intellettuali.  Amiamo la complessità perché ci dà una scusa per il fallimento… [Essa fornisce] continuamente dei salvagente a coloro che non vogliono conformarsi alla realtà…  incrementando quindi il numero di scuse che le persone possono trovare per aver trascurato di adeguarsi.”  

La semplicità dovrebbe essere un obiettivo universale – non soltanto per tutte le persone, ma in tutti gli aspetti della vita. Significa vedere ogni giorno come è, non sognando pigramente ciò che speriamo possa essere.

Significa trovare la pace della mente dentro di noi, non su una immaginaria isola splendente nel Sud Pacifico. La felicità non viene dalla prosperità materiale né dall’istantanea gratificazione, benché questo concetto sia difficile da accettare nella società in cui viviamo del “compra oggi, paga domani” e del “vota per noi, e noi risolveremo tutti i tuoi problemi”. E più vezzeggiamo i nostri desideri e più permettiamo loro di guidarci, più questi ci richiederanno, ancora e ancora.

È meglio concentrarsi su semplici pensieri, semplici necessità, semplici piaceri e semplici linee guida per la vita, piuttosto che portare il pesante giogo di un’esistenza ingombrata.  Noi tutti faremmo meglio a fare della semplicità una condizione della vita e della mente in modo che si possa mantenere una vera consapevolezza di ciò che è giusto e di ciò che è importante sia nelle questioni professionali, personali, familiari e temporali.


Credits: Foto di  Gerd Altmann da Pixabay

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Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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silvia
silvia
11 mesi fa

sono assolutamente d’accordo! peccato però che la semplificazione avviene solo uscendo in maniera pressoché definitiva dall’attuale sistema, altrimenti saremo sempre (e sempre di più?) soffocati dalle inutili complicazioni. Posso portare un esempio di estenuante burocrazia del quotidiano? L’altro giorno mi chiedono l’autorizzazione per la foto di classe di mia figlia (e già qui mi viene da ridere, ma ok). Me la chiedono tramite firma sul libretto comunicazioni scuola-famiglia (sic!)? oppure tramite banale modulo cartaceo? Ma no! Troppo scontato! Mi chiedono piuttosto di scaricare il modulo che si trova online, di stamparlo, controfirmarlo e ricaricarlo (ovviamente dopo averlo scansito!) su nientepopodimento che…una chiavetta usb, da consegnare loro. Questo è l’odierno uso della tecnologia “semplificatoria” dei burocrati italiani. A fronte di una firmetta sul libretto, devo avere connessione internet, pc, stampante, scanner o app apposita e chiavetta…e perdere circa 15 minuti del mio tempo, se non succede invece, come nel mio caso, che proprio in quel momento la stampante decide di non funzionare (forse ha sentito gli strali che lanciavo e si è risentita). Ah, nel mio caso, la stampante si trova pure dall’altra parte della casa, da mio marito, quindi per me vuol dire tutta una tiritera in più. Facile, comodo, easy friendly!
P.S. Fosse stato per me, avrei scritto due righe di mio pugno..e s’attaccassero!..ma avrei dovuto affrontare le ire della figlia adolescente (cit. “#azzoo! ma dovete sempre rompere!”)..sgrunt

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