Cerca
Close this search box.

BCE: Social Media al Cuore della Sorveglianza Finanziaria

La Banca Centrale Europea (BCE) ha di recente invitato varie istituzioni bancarie europee a sorvegliare attentamente le discussioni sui social media relative alla loro salute finanziaria. L’intento è individuare segnali precoci di eventuali sentimenti di sfiducia tra i clienti, i quali potrebbero innescare un’ondata di prelievi improvvisi e massicci dai conti correnti. Questo è stato rivelato da due dirigenti bancari di alto livello, che hanno preferito mantenere l’anonimato per preservare i rapporti con la BCE. Hanno condiviso queste informazioni con l’agenzia di stampa Reuters il 24 gennaio.

La richiesta della BCE alle banche europee di monitorare i social media fa parte delle priorità di vigilanza per il periodo 2023-2025, che sono state definite in base a una valutazione dei rischi e delle vulnerabilità principali delle banche vigilate. Tra questi rischi, la BCE ha individuato quelli derivanti dall’uso dei social media, che possono influenzare le aspettative e i comportamenti degli operatori finanziari e dei consumatori, e generare volatilità e contagio nei mercati. La BCE ha quindi invitato le banche a rafforzare i propri sistemi di gestione del rischio operativo e reputazionale, e a monitorare attentamente le fonti di informazione alternative, come i social media, per identificare e mitigare eventuali minacce.

La mossa della BCE è stata motivata da eventi passati, come la crisi che ha colpito due importanti istituzioni finanziarie internazionali, la Silicon Valley Bank e il Credit Suisse, a causa di problemi di liquidità derivati da una serie di eventi sfavorevoli che hanno minato la loro reputazione e la fiducia dei clienti. Ad esempio, nel quarto trimestre del 2022, il Credit Suisse ha registrato una fuga di oltre 100 miliardi di franchi svizzeri (pari a 116 miliardi di dollari) dai depositi, in seguito alla diffusione su social media di voci non supportate da prove concrete che la banca fosse vicina al fallimento.

Questo episodio ha sollevato interrogativi sulla capacità delle banche di gestire situazioni di stress finanziario, caratterizzate da una domanda improvvisa di liquidità da parte dei clienti. L’Autorità Bancaria Europea (EBA), responsabile della supervisione del settore finanziario nell’Unione Europea, ha quindi esortato le autorità competenti a valutare i rischi, compresi quelli provenienti dai social media, che potrebbero influenzare negativamente la percezione pubblica e la reputazione delle banche, adottando le misure necessarie per mitigarli.

In risposta alla richiesta della BCE e in conformità con le direttive dell’EBA, una delle principali banche europee ha istituito un team dedicato al monitoraggio delle conversazioni negative sui social media riguardanti la banca, al fine di segnalarle alla direzione finanziaria per valutarne l’impatto sui depositi. L’obiettivo è prevenire e contrastare eventuali tentativi di destabilizzazione della banca o di generazione di panico tra i clienti, attraverso una comunicazione trasparente e tempestiva delle informazioni rilevanti.

Sebbene un portavoce della BCE abbia rifiutato di commentare direttamente la notizia, ha confermato l’importanza attribuita dall’istituzione ai social media come fonte di informazioni e potenziale fonte di shock per il sistema finanziario. La BCE ha mantenuto invariati i requisiti patrimoniali per il 2024 e ha ridefinito le priorità di vigilanza, tra cui la gestione dei rischi climatici e ambientali. La segnalazione mensile sulla liquidità delle banche era già in vigore dal 2020.

Per prevenire il rischio di una corsa ai depositi, le autorità di regolamentazione stanno monitorando attentamente la situazione delle basi di deposito individuali delle banche, valutando se i prelievi di contanti possano avvenire più rapidamente rispetto alle norme attuali, mettendo a rischio la liquidità delle banche. Inoltre, si stanno considerando possibili misure sia a livello nazionale che internazionale.

A livello globale, si sta discutendo sull’adeguatezza degli attuali indicatori di liquidità, come il Coefficiente di Copertura della Liquidità (LCR), introdotto dopo la crisi finanziaria del 2008 dal Comitato di Basilea. Tuttavia, alcuni dirigenti bancari hanno sollevato dubbi sull’efficacia dell’LCR, sostenendo che potrebbe non essere sufficiente a garantire la liquidità delle banche in situazioni di stress estremo. Pertanto, si sta valutando l’adozione di misure alternative che tengano conto della liquidità disponibile in periodi ancora più brevi.

Il Comitato di Basilea ha annunciato che esaminerà se alcune delle sue regole sulla liquidità necessitino di modifiche, considerando i flussi di depositi molto più rapidi riscontrati durante la crisi del marzo 2020, anche a causa dell’impatto dei social media. Anche il Financial Stability Board (FSB) sta esaminando le dinamiche dei depositi e il ruolo dei social media nel sistema finanziario globale, al fine di formulare raccomandazioni per migliorare la stabilità finanziaria.

Considerata la crisi dei Repo (che diede ufficialmente inizio all’operazione Covid-19), ovvero contratti di retrocessione che consistono in prestiti a breve termine tra banche basati sulla vendita e il riacquisto di titoli, tra le banche, manifestatasi nel settembre 2019 con un improvviso aumento del tasso di interesse sui Repo al 10%, molto al di sopra del tasso di riferimento della Federal Reserve (Fed) che era compreso tra l’1,75% e il 2%, determinando una carenza di liquidità nel mercato interbancario e portando la Fed a intervenire iniettando miliardi di dollari attraverso operazioni di mercato aperto. Considerati inoltre i continui avvertimenti da parte della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) e della vigilanza bancaria della BCE sulla crisi di liquidità, oltre all’accelerazione dell’introduzione delle Central Bank Digital Currency (CBDC) da parte della BCE, cosa dobbiamo aspettarci?

Mi trovi qui:
https://t.me/carmen_tortora1
https://t.me/Franco_Fracassi
https://www.youtube.com/@radio28tv

•  •  •

Condividi:

Picture of Carmen Tortora

Carmen Tortora

Laureata in matematica con indirizzo applicativo in ambito tecnologico, ha conseguito una specializzazione in analisi tecnica dei mercati finanziari.
Ha approfondito i suoi interessi per la natura e la scienza studiando biologia, viticoltura e enologia.
Attualmente lavora come insegnante nella scuola pubblica e come redattrice per la webradio Radio28TV e per il giornale online CambiaMenti. È co-autrice del libro NEXT con Franco Fracassi, per cui cura una rubrica di economia, finanza e tecnologia.

Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli Correlati

Language

La Casa del Social Journalism

Contatti

Scrivi o invia un comunicato stampa alla redazione

Newsletter

Resta aggiornato ogni settimana sui nostri ultimi articoli e sulle notizie dal nostro circuito.