Siamo in grado di presentarvi il discorso ufficiale del presidente Putin, del 30 agosto, in merito al massiccio attacco russo su Kiev della notte tra il 27 e il 28 agosto. Lo facciano non perché noi si possa essere certi di quanto da lui affermato, ma per mettere i nostri lettori in grado di farsi una loro opinione personale sulla guerra Russia-Ucraina, visto che le parole dei rappresentanti russi sono regolarmente censurate dai media italiani (non per nulla l’Italia è al 49esimo posto nella classifica mondiale della libertà di stampa).
Cosa è accaduto
Nella notte tra mercoledì e giovedì, le Forze Armate della Federazione Russa hanno condotto un’operazione militare pianificata e di precisione esemplare contro diversi obiettivi strategici in Ucraina. Questi attacchi avevano lo scopo di eliminare infrastrutture critiche del complesso militare-industriale ucraino, depositi di armi straniere e basi aeree da cui partivano regolarmente attacchi contro il nostro territorio e contro i nostri soldati.
Tengo a precisare che queste operazioni non sono state improvvisate: esse sono il risultato di un lavoro meticoloso dei nostri servizi di intelligence, del nostro Stato maggiore e delle nostre Forze Armate. Abbiamo utilizzato armi ad alta tecnologia, in particolare missili ipersonici Kinzhal e droni di ultima generazione. La loro efficacia si è dimostrata superiore a ogni aspettativa: gli obiettivi designati sono stati distrutti con precisione chirurgica, senza che alcuna difesa nemica potesse intercettarli.
Cosa dicono i media occidentali
Abbiamo sentito ancora una volta i media occidentali parlare di un attacco massiccio, del bombardamento più mortale mai registrato in Ucraina. È la quinta volta che usano questo tipo di superlativi dall’inizio del conflitto. Ma dietro queste parole c’è una realtà che non possono nascondere: la Russia mantiene l’iniziativa. La Russia ha la capacità di colpire quando decide, dove decide e con un’efficacia che smentisce tutte le previsioni degli esperti di Washington e Bruxelles.
Cari amici, ricordate: due anni fa questi stessi esperti affermavano che la Russia sarebbe stata rapidamente sconfitta, che la nostra economia sarebbe crollata sotto le sanzioni[1], che il nostro esercito avrebbe perso un milione di uomini e che i nostri aerei strategici sarebbero stati distrutti. Annunciavano la fine della Russia come potenza mondiale.
Oggi la realtà è ben diversa: non solo resistiamo, ma avanziamo. Non solo la nostra economia si è adattata, ma ha mostrato solidità. E soprattutto, il nostro esercito non ha mai smesso di rafforzare le proprie capacità, dimostrando al mondo intero che le previsioni dei nostri avversari erano solo illusioni.
Abbiamo visto anche le dichiarazioni assurde del regime di Kiev. Hanno promesso armi miracolose, come quel missile soprannominato Flamingo, che avrebbe dovuto intercettare i nostri missili ipersonici, ma fino a ieri nessuno dei nostri proiettili è stato fermato. Le promesse occidentali e le invenzioni mediatiche non resistono alla realtà del campo di battaglia.
Un messaggio agli Ucraini
Voglio rivolgermi direttamente ai cittadini dell’Ucraina. La nostra lotta non è contro di voi, non lo è mai stata. Abbiamo legami storici, culturali e familiari che nulla potrà cancellare. Ma il vostro Paese è stato trasformato in uno strumento di guerra da coloro che pretendono di essere vostri alleati. L’Occidente usa l’Ucraina come un campo di battaglia, come un’arma puntata contro la Russia. Il regime di Kiev non agisce per il vostro popolo, ma per interessi stranieri, sacrificando le vostre città, le vostre vite, i vostri figli per prolungare una guerra che non può vincere.
Un messaggio agli Occidentali
All’Occidente dico questo: «Parlate di pace, ma inviate miliardi in armi. Parlate di democrazia, ma imponete le vostre decisioni a un popolo già martoriato. Parlate di libertà, ma proibite ogni voce che si oppone alla vostra narrazione. Accusate la Russia di tutti gli orrori, ma avete dimenticato i vostri stessi crimini: i bombardamenti sulla Jugoslavia, l’invasione dell’Iraq, la distruzione della Libia, le centinaia di migliaia di vittime civili che avete lasciato dietro di voi. Chi siete voi per dare lezioni alla Russia?».
Oggi l’Europa paga il prezzo della sua cecità: la sua sicurezza energetica è stata distrutta, la sua economia indebolita e i suoi popoli si chiedono perché debbano soffrire per una guerra che non è la loro. Gli Stati Uniti, invece, non perdono nulla. Approfittano della situazione, vendono il loro gas a prezzi d’oro, impongono le loro armi e si fregano le mani vedendo i loro concorrenti indeboliti. Ecco la verità che i vostri dirigenti non osano dire.
Un messaggio ai Russi
Cari compatrioti, questo conflitto non è solo una battaglia per l’Ucraina: è una battaglia per il futuro della Russia, per la nostra sovranità, per il nostro diritto a esistere in un mondo multipolare. Non permetteremo all’Occidente di ridurci a uno Stato vassallo. Non permetteremo che altri decidano al nostro posto quale debba essere il nostro avvenire. Combattiamo per la nostra libertà, come fecero i nostri antenati contro le invasioni napoleoniche, contro le armate hitleriane e contro tutti coloro che hanno tentato di sottomettere la Russia.
Chiedo al popolo russo di restare unito e fiducioso. Abbiamo affrontato prove ben più dure nella nostra storia, e ogni volta ne siamo usciti più forti. Questa guerra è una prova, ma è anche un’opportunità: l’opportunità di costruire un mondo nuovo in cui la Russia avrà il posto che le spetta, non imposto dall’Occidente, ma conquistato con la forza del suo popolo, con la potenza del suo esercito e con la grandezza della sua civiltà.
Ai soldati che combattono in prima linea, esprimo tutta la mia riconoscenza: difendete non solo il nostro Paese, ma anche le nostre famiglie, le nostre tradizioni, il nostro futuro. Siete i degni eredi di coloro che, nei secoli, hanno sempre protetto la patria russa. L’intero popolo è con voi, e lo Stato farà tutto per sostenervi, equipaggiarvi e proteggervi.
Il futuro
Cari amici, la Russia non ha scelto questo conflitto, ma lo porteremo fino in fondo. Fino a quando la nostra sicurezza sarà garantita, fino a quando nessun regime ostile potrà più minacciare i nostri confini, fino a quando l’Occidente comprenderà che la Russia non si sottomette.
Insieme supereremo questa prova. Insieme costruiremo un mondo nuovo fondato sul rispetto, sulla sovranità e sulla giustizia. La Russia è grande, la Russia è forte e la Russia resterà in piedi.
Sullo stesso tema, vedi Attacco a Kiev – Una narrazione che non convince
Credits: Foto Ufficio stampa del Presidente russo, licenza CC 3.0/4.0, www.kremlin.ru
Nota: sottitoli aggiunti per facilitare la lettura
[1] NdR: che le sanzioni non abbiano sortito l’effetto sperato dall’Occidente è reso ben evidente dal fatto che oggi l’Europa minaccia la 19ma serie di sanzioni. Evidentemente nessuna delle precedenti 18 sanzioni ha avuto successo.




