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Assegno di inclusione e pensionati: a rischio prestazioni sociali?

Il nuovo assegno di inclusione ADI, accessibile tramite il sito dell’INPS, è una risorsa cruciale anche per i pensionati con redditi modesti. Tuttavia, già a poche settimane dall’implementazione del sistema, emergono le prime criticità legate a errori informatici e complicazioni burocratiche.

Un esempio emblematico è rappresentato da una donna di 82 anni, disabile e con una pensione di reversibilità bassissima. Nel settembre scorso, dopo molte difficoltà, aveva finalmente ottenuto un’integrazione del reddito attraverso la pensione di cittadinanza. Ora, a causa di errori da parte di due compartimenti governativi, INPS e Ministero del Lavoro, rischia di perdere questa fondamentale assistenza.

Nonostante la legge garantisca ai cittadini il diritto di presentare, per l’assegno di inclusione, domanda autonomamente attraverso la piattaforma web, si registrano problemi. La causa sono gli errori informatici e concettuali. La situazione si complica ulteriormente per le persone anziane e disabili. Anche se hanno utilizzato tecnologie per gran parte della loro vita, possono trovare difficile adattarsi a nuovi sistemi.

Nel caso specifico, figli, nipoti o badanti sono costretti ad agire come intermediari, utilizzando i propri profili come persone di fiducia. Tuttavia, durante la presentazione della domanda sul sito dell’INPS, è emerso un requisito inaspettato: la necessità di sottoscrivere il PAD (Patto di Attivazione Digitale) sul SIISL. Questo implica la dichiarazione di disponibilità al lavoro, un ostacolo insormontabile per chi, nonostante la volontà, non può fisicamente accettare un impiego.

“Sono disponibile a tornare a lavorare”. 82enne fa domanda per l’assegno di inclusione

La signora 82enne con una pensione di reversibilità bassissima, già beneficiaria di un assegno di pensione di cittadinanza, si è trovata in una situazione paradossale. Pur volendo aderire al PAD e dichiarandosi disponibile al lavoro, non possiede né la CIE (carta d’identità elettronica) né lo SPID. Mentre sul sito dell’INPS la delega è possibile senza intoppi, il SIISL, dove deve essere firmato il PAD, non accetta deleghe provenienti dall’INPS e non consente la compilazione da parte di persone di fiducia.

messagio inps sull'adi, l'assegno di inclusione sociale, con invito alla 82enne a sottoscrivere il pad

Il problema si aggrava ulteriormente quando, in cerca di assistenza, si scopre che il supporto informatico suggerisce di rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) perchè questi sarebbero in possesso di canali “privilegiati” e risoluzioni dedicate, vanificando così l’idea di un processo di inserimento autonomo. In conclusione, il caos digitale e le complicazioni burocratiche stanno mettendo a rischio le prestazioni sociali di chi ne ha maggiormente bisogno.

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Ilaria Maria Preti

Ilaria Maria Preti

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, nera, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist.

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