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Rovesciare il destino: la necessità di un risveglio sociale di fronte all’inerzia politica

Come può cambiare il proprio destino un popolo incapace di reagire a qualsiasi angheria da parte di chi lo governa?

Martedì 12 dicembre il governo dovrebbe porre la fiducia su un decreto legge proposto dal Senatore azzurro Claudio Lotito che propone un rinvio delle scadenze previste per la rottamazione quater.

Abbiamo subito una pandemia che ci ha tolto le principali libertà, imponendo l’obbedienza come fosse un dogma di fede; abbiamo subito la gravissima crisi economica connessa, con migliaia di aziende che hanno dovuto chiudere. Non bastasse, abbiamo accettato tutti gli aumenti ingiustificati che ci hanno detto essere causati del conflitto Russo-Ucraino: gas, energia elettrica, carburante, cibo.

Abbiamo accettato l’aumento dei tassi di interesse, necessario – a dire degli esperti – per contenere l’inflazione causata dall’aumento dei prezzi, che sono lievitati per manovre speculative e non per cause reali.

Durante la pandemia fiumi di denaro sono confluiti nelle casse delle case farmaceutiche, poi ancora fiumi di denaro sono confluiti nelle casse delle industrie belliche e in quelle dei gestori dell’energia (gas, energia elettrica, carburanti).

Poi è stato il momento delle banche: oltre che far soldi finanziando le guerre, come sempre è accaduto nella storia, l’anno che si sta per concludere è stato un anno eccezionale per gli istituti di credito commerciale del nostro bel paese.

Gli utili prodotti nell’ultimo trimestre ammontano a 16,5 miliardi di euro. Ma c’è un’altra voce che ha arricchito in particolar modo le banche: la gestione degli NPL (Non Performing Loans). La gestione degli NPL cioè i crediti deteriorati, incagliati, ha portato nelle casse degli istituti di credito un risparmio fiscale di 65 miliardi.

Cifre da capogiro mentre le persone “normali” perdono la casa e la povertà dilaga.

Nel frattempo siamo stati occupati a discutere di flussi migratori, di Lgbtq, del conflitto Russo-Ucraino prima e di quello Israelo-Palestinese poi, di femminicidi.

E intanto ogni giorno ci sono famiglie che perdono la propria casa all’asta, aziende che chiudono, un paese che muore.

Sembra quasi che questo paese abbia subito una sedazione collettiva. I sindacati sono scomparsi, pensano solamente a tutelare i loro privilegi piuttosto che il potere di acquisto e i diritti dei propri iscritti. I partiti stanno riscaldando i motori per le prossime elezioni europee.

Nel frattempo, ora qualcuno si è accorto che degli oltre 20 milioni di persone e aziende che hanno sulla propria testa la spada di Damocle di almeno una cartella esattoriale, soltanto 3,8 milioni hanno aderito alla rottamazione quater e forse neanche la metà è riuscita a pagare le prime due scadenze del 30 ottobre e del 30 novembre.

Il senatore azzurro Claudio Lotito ha presentato un emendamento che prevede la proroga al 18 dicembre delle scadenze del 31 ottobre e del 30 novembre per i versamenti da parte dei soggetti che hanno aderito alla rottamazione quater. Passato al Senato con il voto contrario della sinistra, proprio quella sinistra che dovrebbe difendere i più deboli, il governo porrà alla Camera martedì 12 dicembre la questione di fiducia sul decreto.

Ben venga che qualcuno dei signori che occupano gli scranni del Parlamento si sia reso conto che c’è un popolo che non ha più il pane, ma il provvedimento è del tutto ridicolo.

Pensate proprio, cari politici che improvvisamente sia arrivato san Nicolò a portare un po’ di denaro ai milioni di persone e aziende che non sono riuscite a pagare le prime due rate?

E quali provvedimenti pensate di prendere a favore di coloro che, talmente stremati dalla gravità della Crisi economica, non hanno nemmeno aderito alla rottamazione e stanno subendo le azioni esecutive?

Cosa possono pensare tutti coloro che stanno rischiando di perdere la casa di fronte a provvedimenti di questo tipo?

Non vi sembra una presa in giro?

Dove sono i cambiamenti promessi da questo governo?

Siamo consapevoli che governare è molto più difficile del fare opposizione, ma qui siamo difronte ad una emergenza che deve essere affrontata con interventi straordinari.

È pur vero che si sta avvicinando il Natale ma non abbiamo più l’età per credere a Babbo Natale: il paese è allo stremo e si trova difronte a un Parlamento incapace di proporre soluzioni concrete.

Fino a quando continueremo a subire una politica incapace di sostenere e difendere i propri cittadini e le proprie aziende questo paese non potrà mai cambiare.

Tutto l’arco parlamentare è d’accordo che la gestione degli NPL deve essere modificata dando l’opportunità al debitore di poter saldare il proprio debito al medesimo valore di quanto lo stesso viene venduto alle società di cartolarizzazione. Basterebbe un decreto legge per dare il segno del cambiamento ma nessuno lo fa.

Tutti condividono che il monte crediti di Agenzia per le Riscossioni, ammontante a 1.053 miliardi è soltanto una partita estetica del bilancio dello stato, sono crediti inesigibili che potranno essere recuperati con una quota massima del 10%,  ma nessuno ha il coraggio di tirare una riga con il passato per ridare una speranza a milioni di persone e aziende.

La colpa non è però solo di chi non è capace di politiche innovative, ma soprattutto di subisce questa situazione convinto che nulla potrà cambiare e pertanto se ne sta alla finestra, fuori del sistema ma subendo il sistema.

Prima di finire come il protagonista del bellissimo film Cento domeniche (che consiglierei a tutti divedere) dobbiamo cominciare a capire e occuparci dell’economia perché, se noi non ci occupiamo dell’economia l’economia si occuperà di noi, come del resto sta già facendo.

La Costituzione recita all’articolo uno che “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Purtroppo, il Popolo ha rinunciato a esercitare la propria sovranità.

Credits: Immagine in evidenza di kues1 su Freepik
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Giacinto Cimolai

Giacinto Cimolai

Friulano. Fondatore del progetto sociale che fa riferimento all’associazione Comunità Etica.
Dal 2017 si dedica alla promozione e allo sviluppo di questo progetto, promuovendolo in Italia e all’estero.
Fondatore e responsabile del progetto di Tutela Legale Etica che si propone di difendere tutti coloro che sono afflitti dal Debito.
Presidente di ConfimpresaItalia-Friuli
Presidente della Cooperativa OPES.
Presidente Regionale per il Friuli Venezia Giulia dell’associazione di promozione sociale A.N.A.S.
Nel 2022 fonda la testata giornalistica CambiaMenti, di cui è direttore editoriale.
Ha pubblicato quattro libri

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Lorena Sic
Lorena Sic
2 mesi fa

Io faccio parte di quella percentuale di persone che ha chiuso l’ attività con un conto economico in crisi. Gli ultimi anni era impossibile pagare Iva e INPS ad ogni scadenza. Vergogna a chi sa.

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