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Accordo “Storico” tra IPU e OMS: Avanzamento Salute Globale o Inganno Mondialista?

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Durante la 148a assemblea dell’Unione Interparlamentare (IPU) a Ginevra tra il 23 e il 27 marzo, il cui tema generale era la diplomazia parlamentare, si è fornita una piattaforma per i delegati al fine di deliberare, scambiare opinioni e catalizzare l’azione parlamentare in questo campo. L’Assemblea ha adottato risoluzioni su questioni di emergenza e sui temi trattati dal Comitato permanente per la pace e la sicurezza internazionale, intitolato “Affrontare l’impatto sociale e umanitario dei sistemi d’arma autonomi e dell’intelligenza artificiale”, e dal Comitato permanente per lo sviluppo sostenibile, intitolato “Partenariati per azione per il clima: promuovere l’accesso all’energia verde a prezzi accessibili e garantire innovazione, responsabilità ed equità”.

In questa occasione, il 25 marzo è stato firmato un nuovo Memorandum d’Intesa tra l’IPU e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questo accordo quinquennale, firmato da Martin Chungong, Segretario Generale dell’IPU, e dal Dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS, ribadisce l’importante ruolo dei parlamentari nel promuovere la salute e nel favorire la stabilità e l’equità nelle società.

Entrambe le organizzazioni hanno dichiarato il loro impegno continuo nel lavorare insieme per promuovere, garantire e difendere la salute e il benessere di tutti, ovunque nel mondo. Questo impegno rinnova un accordo storico del 2018, sottolineando l’utilizzo dei rispettivi mandati scientifici e politici per affrontare le sfide globali emergenti e persistenti.

Prima di esplorare questo impegno, definito storico, è utile comprendere cos’è l’IPU, poiché potrebbe non essere familiare a tutti.

L’Unione Interparlamentare (IPU) è un’organizzazione con una visione globale e progressista (parità di genere, woke, cambiamento climatico, politiche green, agenda ONU, etc,) , il cui fondamento risale al 1889, quando si svolse la prima Conferenza Interparlamentare a Parigi, su iniziativa di due figure di spicco: William Randal Cremer del Regno Unito e Frédéric Passy dalla Francia. Questo incontro ha visto la partecipazione di delegati provenienti da nove Paesi, tra cui Francia, Regno Unito, Italia, Belgio, Spagna, Danimarca, Ungheria, Stati Uniti e Liberia.

William Randal Cremer, noto per il suo attivismo nelle cause progressiste e rispettato anche da intellettuali come Karl Marx, giocò un ruolo significativo come organizzatore sindacale, emergendo rapidamente come una figura di spicco nel sindacalismo. Nonostante fosse stato eletto segretario dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori nel 1865, rassegnò le dimissioni nel 1867 in disaccordo con l’ammissione delle donne come membri, opponendosi fermamente al suffragio femminile. Sfruttando la sua posizione nel parlamento, Cremer strinse legami con personalità influenti sia in Europa che negli Stati Uniti, tra cui William Jennings Bryan, Samuel Morley, John Horniman, George W. Palmer, Richard e George Cadbury, Sir John Brunner e Andrew Carnegie, insieme ad altri industriali e filantropi di spicco dei secoli XIX e XX, tra cui probabilmente Rockefeller.

Frédéric Passy, nato il 20 maggio 1822 in una famiglia benestante di Parigi, crebbe in un ambiente permeato dalla presenza di veterani militari e politici, un contesto che certamente influenzò la sua prospettiva e le sue ambizioni. Dopo aver studiato legge, lavorò come contabile e prestò servizio nella Guardia Nazionale prima di dedicarsi completamente all’economia . Come economista e politico, Passy propugnò il libero scambio tra le nazioni, ritenendolo, secondo quanto ci viene narrato, uno strumento essenziale per favorire la pace internazionale e il progresso economico. Questa sua convinzione lo portò a stabilire stretti legami con altri sostenitori del libero scambio, come Richard Cobden e John Bright, influenzando così le relazioni tra industria e finanza internazionali attraverso il suo ruolo di mediatore nelle dispute politico-economiche tra gli stati europei. Un fautore del globalismo dunque.

L’Unione Interparlamentare subì un’evoluzione nel corso del tempo, trasformandosi da una semplice associazione di parlamentari in un’Organizzazione Mondiale dei Parlamenti, che unì i rappresentanti dei parlamenti democraticamente eletti di tutto il mondo. Attualmente, il presidente dell’IPU è Duarte Pacheco, deputato portoghese, eletto il 2 novembre 2020 per un mandato di tre anni.

L’Unione Interparlamentare ha avuto anche una Presidenza Italiana il Senatore Pier Ferdinando Casini al quale al termine del triennio di Presidenza – 2005/2008 – è stata attribuita all’unanimità la Presidenza Onoraria a vita dell’Unione Interparlamentare, quale riconoscimento all’impegno profuso nell’affermazione dell’Unione Interparlamentare come sede naturale della Diplomazia Parlamentare, nonché nel consolidamento dei rapporti tra l’UIP e l’ONU.

La struttura dell’Unione Interparlamentare è così composta da:

Assemblea Interparlamentare: È il principale organo deliberativo dell’IPU e si riunisce due volte all’anno. I membri discutono problemi internazionali e formulano raccomandazioni.

Consiglio: Funziona come un organo di supervisione e decisionale tra le assemblee. È composto da tre rappresentanti di ogni parlamento membro.

Comitato Esecutivo: È responsabile della gestione e dell’amministrazione dell’IPU, assicurando che le decisioni dell’Assemblea e del Consiglio siano attuate.

Segretario Generale: È il capo amministrativo dell’IPU e dirige il Segretariato. Il Segretario Generale è responsabile dell’organizzazione del lavoro dell’IPU.

Segretariato: È l’organo amministrativo permanente dell’IPU e supporta tutte le attività dell’organizzazione.

Il principale organo dell’Unione è costituito dall’Assemblea Interparlamentare (artt. 10 – 17 dello Statuto). Sono previste due Assemblee l’anno, una in primavera ed una in autunno. Ad essa partecipano mediamente 800 parlamentari di tutto il mondo, per studiare i problemi internazionali e formulare raccomandazioni.

I membri italiani dell’Unione Interparlamentare sono rappresentati dal Gruppo nazionale italiano, che è costituito da tutti i deputati e senatori eletti, ad eccezione di coloro che scelgono di non farne parte. Il Comitato di Presidenza del gruppo stabilisce le linee guida per l’attività e assicura la partecipazione italiana alle conferenze interparlamentari.

Lo Statuto richiede la presenza di entrambi i generi, se il Gruppo ne annovera. 

Il numero dei parlamentari delegati all’Assemblea varia in relazione alla popolazione dei rispettivi Stati. Per l’Italia il numero dei componenti della delegazione è fissato in un numero massimo di 8 parlamentari, sia per la Sessione Primaverile dell’Assemblea (della durata di sei giorni, che – di norma, salvo eccezioni – si tiene in uno dei Paesi membri), sia per la Sessione Autunnale (della durata di tre giorni, che – di norma, salvo eccezioni – si tiene a Ginevra): i parlamentari designati sono scelti tra deputati e senatori, in rappresentanza dei Gruppi Parlamentari.

Nell’ambito della UIP i Paesi membri aderiscono tutti (tranne un solo Paese “Non Affiliato”: Azerbaijan) ai 6 Gruppi Geopolitici che raggruppano i Paesi membri per aree Geografiche. L’Italia aderisce al Gruppo Geopolitico dei 12+. Il memorandum rafforza le aree critiche di cooperazione che si allineano con le priorità sanitarie globali.

Vediamo qual è l’accordo storico che quest’anno è stato ampliato.

Le questioni affrontate da questa collaborazione includono la salute delle persone con HIV, le strategie di prevenzione dell’HIV e il monitoraggio dei quadri giuridici e politici relativi all’infanzia, alla prima infanzia e al matrimonio forzato.

Uno dei quattro temi delle aree di cooperazione è “Promuovere la salute, in particolare dei gruppi vulnerabili, tra cui donne, bambini e adolescenti”.

Altri obiettivi includono la copertura sanitaria universale, la sicurezza sanitaria globale e lo sviluppo delle capacità parlamentari.

Il memorandum d’intesa rappresenta un impegno continuo tra l’IPU e l’OMS per lavorare verso la salute per tutti e la copertura sanitaria universale.

Il nuovo memorandum rafforza le aree critiche di cooperazione che si allineano con le priorità sanitarie globali, vale a dire la copertura sanitaria universale, la sicurezza sanitaria globale, la promozione della salute e la riduzione delle disuguaglianze sanitarie, soprattutto in relazione alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi.

Aggiunge inoltre nuove aree di lavoro trasversali, tra cui la risposta al cambiamento climatico, il sostegno ai negoziati guidati dal governo su un nuovo accordo pandemico e il finanziamento sostenibile per la salute. Ciò include la collaborazione al primo round di investimenti dell’OMS di quest’anno per superare lo storico squilibrio tra contributi valutati e volontari, le distorsioni che ciò crea e i problemi che l’OMS deve affrontare con finanziamenti non sufficientemente prevedibili e flessibili.

Avevo già detto qui, che nella nebbia d’attenzione creata dall’attacco terroristico del Crucus City Hall, Gli Stati membri dell’OMS stavano organizzando l’ultima tornata di negoziati su un accordo internazionale sulla prevenzione, preparazione e risposta alla pandemia prima dell’esame programmato di una proposta da adottare alla 77a Assemblea mondiale della sanità nel maggio 2024. L’accordo proposto mira a fornire una base per la cooperazione internazionale che è mancata durante la pandemia di Covid-19. I parlamenti svolgono un ruolo determinante nel sostenere il processo verso l’adozione, nonché nell’orientare le considerazioni di follow-up a livello nazionale.

Il dottor Tedros ha affermato: «parlamentari svolgono un ruolo essenziale nel definire le politiche, dare priorità agli investimenti e garantire la responsabilità per il progresso della salute pubblica. La leadership politica al servizio del pubblico salva vite umane e protegge la salute garantendo che le comunità e i paesi siano meglio preparati e progettati per essere più sani e sicuri. L’OMS è ansiosa di lavorare ancora più a stretto contatto con l’IPU e i parlamentari di tutto il mondo per portare avanti gli sforzi volti a proteggere e promuovere il benessere delle persone, dalla negoziazione di un accordo pandemico per prevenire il ripetersi degli impatti della pandemia di COVID-19, all’investimento nella copertura sanitaria universale».

Martin Chungong, segretario generale dell’IPU, ha dichiarato: «La pandemia di COVID-19 non è stata un evento isolato. Accadrà un’altra pandemia. La questione non è se, ma quando. I parlamenti hanno un ruolo chiave, motivo per cui continueremo a lavorare con l’OMS a tutti i livelli per sensibilizzare i parlamentari sull’accordo sulla pandemia e su altri processi sanitari globali; garantire ai parlamentari l’accesso alle competenze tecniche e alle informazioni; e sostenerli nel perseguire le loro priorità sanitarie nazionali e sostenerli con la legislazione e le risorse necessarie»

Le pietre miliari della precedente collaborazione tra l’IPU e l’OMS includono «una storica risoluzione dell’IPU nel 2019 sul raggiungimento della copertura sanitaria universale, una serie di risorse pratiche per i parlamentari come un recente manuale sulla copertura sanitaria universale e numerosi eventi che hanno riunito esperti sanitari e parlamentari».

Per “copertura sanitaria universale” (UHC) si intende che tutte le persone avranno accesso ai servizi sanitari di cui hanno bisogno, quando e dove ne hanno bisogno, senza difficoltà finanziarie. L’UHC dovrebbe essere vista come l’espressione pratica del diritto alla salute, stabilito nel 1948 dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed è sancito in molte costituzioni nazionali e leggi nazionali.

Oggi, l’UHC è uno degli obiettivi sanitari chiave degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), con un focus esplicito sul raggiungimento dei gruppi emarginati e di altri che hanno difficoltà ad accedere o a permettersi i servizi sanitari. I benefici dell’UHC dovrebbero essere trasversali a questi obiettivi sanitari e contribuire a promuovere la sicurezza e l’equità sanitaria. L’UHC dovrebbe contribuire anche ad altri obiettivi tra cui l’inclusione sociale, la riduzione delle disuguaglianze, l’uguaglianza di genere, l’eliminazione della povertà, la crescita economica e la dignità umana.

Così, durante la 141a Assemblea dell’Unione interparlamentare (IPU) in Serbia del 2019, fu adottata una risoluzione storica che impegnò i parlamenti di tutto il mondo a lavorare per raggiungere la copertura sanitaria universale entro il 2030.

La risoluzione sollecitò i parlamenti a implementare legislazioni efficaci per garantire il diritto alla salute pubblica e all’assistenza medica per tutti, senza discriminazioni.

All’Assemblea, partecipata da oltre 1.800 parlamentari e partner delle Nazioni Unite e della società civile, furono discussi temi cruciali riguardanti la salute e i diritti umani.

Gabriela Cuevas Barron, presidente dell’IPU, sottolineò l’importanza di tradurre gli accordi internazionali in azioni concrete a livello nazionale per migliorare la vita delle persone.

Martin Chungong, segretario generale dell’IPU, ribadì l’urgenza di attuare legislazioni e risorse necessarie per la copertura sanitaria universale.

Il direttore generale dell’OMS, dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, espresse il suo sostegno alla risoluzione, sottolineando l’importanza di trasformare l’impegno politico in realtà per migliorare la salute delle persone.

La risoluzione invitò i parlamenti a monitorare l’attuazione degli impegni di copertura sanitaria universale e a stabilire meccanismi per misurare i progressi nell’accesso all’assistenza sanitaria.

Durante l’Assemblea furono affrontati anche temi come i diritti dell’infanzia, l’empowerment dei giovani e la cooperazione interparlamentare.

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Carmen Tortora

Laureata in matematica con indirizzo applicativo in ambito tecnologico, ha conseguito una specializzazione in analisi tecnica dei mercati finanziari.
Ha approfondito i suoi interessi per la natura e la scienza studiando biologia, viticoltura e enologia.
Attualmente lavora come insegnante nella scuola pubblica e come redattrice per la webradio Radio28TV e per il giornale online CambiaMenti. È co-autrice del libro NEXT con Franco Fracassi, per cui cura una rubrica di economia, finanza e tecnologia.

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