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Vivere a Napoli è possibile? È una città intensa. Te la racconto.

“Vedi Napoli e poi muori”.

Quante volte hai sentito questo detto? Probabilmente è uno dei più noti. Ma è davvero così? Cercherò di rispondere, ma questo non sarà il solito articolo su Napoli dove si fa solo elogio. Sono napoletana e voglio raccontare tutta la verità sulla mia città. E voglio rispondere alla domanda che in molti si pongono silenziosamente, ovvero: Vivere a Napoli è possibile?

La risposta è sì. Ma ti serve coraggio e tanta pazienza perché non è certo una città semplice.

Sono nata e cresciuta a Napoli. La mia cultura è profondamente napoletana, tuttavia devo ammettere che non parlo il napoletano, anche se lo comprendo perfettamente. I miei tentativi di parlare il dialetto della mia città sono stati sempre motivo di scherno. Dicevano che era divertente. Eppure, sono cresciuta tra i napoletani, ma non sono capace di parlarlo correttamente.

Non pensare però che la napoletanità non si manifesti in me. Quando mi arrabbio seriamente, le mie origini sono evidenti, non perché dica qualche parola in napoletano, ma perché l’anima di questa città è in me. Divento un’attrice drammaturgica quando sono indispettita. Alzo la voce, sono passionale e irrefrenabile.

Ma ora concentriamoci sull’obiettivo di questo articolo, ovvero raccontare Napoli.

Perché Napoli è così famosa?

I motivi della sua notorietà sono vari e disparati, positivi e negativi. Qui proverò a riassumerne alcuni riconducibili al mondo dello sport, della musica e dello spettacolo.

Nelle settimane scorse, ad esempio, l’evento sociale dell’anno, il Festival di Sanremo, ha catturato l’attenzione di quasi tutti gli italiani. Tra i favoriti c’era un napoletano che ha presentato una canzone interamente in dialetto napoletano. Questo non mi ha reso particolarmente felice, e non per motivi di discriminazione legati al testo o alla lingua, ma perché, in quanto napoletana, non apprezzo che la mia città sia rappresentata solamente attraverso i soliti cliché.

Napoli non è soltanto la città della camorra o dell’illegalità, così come non è riducibile solo a pizza, mandolino, mare e sole. Napoli è molto di più.

È la città di origine di alcune celebrità nel mondo dello sport, come Diego Nargiso per il tennis e Domenico Morena per il basket, di alcuni tra i cantautori più famosi che abbiamo avuto e che abbiamo ancora in Italia, come Renato Carosone, Pino Daniele, Edoardo Bennato, e di alcuni degli attori più apprezzati nel panorama cinematografico e televisivo, come Massimo Troisi, Sophia Loren, Silvio Orlando, Luisa Ranieri, Toni Servillo, Tosca d’Aquino e Serena Autieri.

Potrei elencare moltissimi napoletani che sono diventati famosi per le loro doti artistiche e che ancora oggi sono protagonisti di serie TV, spettacoli teatrali e importanti film premiati. Nonostante la “napoletanità” sia profondamente radicata in loro, non risultano mai banali o scontati.

Napoli è una città che ha davvero molto da offrire, ma purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, ha legato la sua immagine solo a un tipo di cultura che non riflette appieno i suoi abitanti, risultando poco rappresentativa dell’intera città.

Non posso negare l’esistenza di una realtà di degrado sociale, culturale ed edilizio, ma ciò che ritengo sbagliato è far credere che questa sia l’unica immagine possibile di Napoli. Non è così.

Il mio popolo è altruista, accogliente, solare, ma anche un po’ malinconico. Napoli è piena di vita e per questo può essere molto stancante a volte.

Vivere a Napoli è complesso perché è una città che offre tantissimo a livello emotivo e non puoi sfuggire a questo perché ti avvolge ogni volta che esci di casa.

Vivere a Napoli vuol dire vedere che “bene” e “male” coesistono e camminano a braccetto

Pensi che sia una forte affermazione dire che bene e male coesistono? Ti assicuro che non lo è, perché è la verità. Se sei un turista, è chiaro che ti innamorerai di Napoli. Camminando per le sue strade, tutto ti sembrerà folklore.

Passeggiando tra i vicoli e vicoletti di Napoli, il profumo dei panni (vestiti e biancheria per la casa) stesi al sole si mescola con gli odori culinari dei piatti più prelibati, magari preparati da sapienti donne che se ne intendono davvero di cucina.

A Napoli, sono in grado di vendere anche l’aria della città in un barattolo. No, non è uno scherzo. Te la vendono per davvero, e il modo in cui lo fanno è pura poesia.

Acquista l’aria di Napoli e ogni tanto respirala: ti farà bene e ti restituirà immediatamente il buon umore.

E tu la compri, anche se sai che è assurdo, ma sei talmente affascinato dall’abilità di questa città di attrarti a sé, come il canto delle sirene, che in quel momento acquisteresti di tutto.

Non a caso questa è la città della sirena Partenope. I sapori, gli odori, l’umorismo dei napoletani… Per non parlare della bellezza autoctona (uomini e donne), ti rapiscono. Sei inebriato da tutto ciò, passeggiando tra monumenti secolari, deliziato dal cibo squisito che ti viene servito facendoti credere che sia semplice prepararlo. E invece ci vuole… E come se ci vuole!

Noi napoletani siamo unici. Non c’è altro modo di dirlo. Come riusciamo a farci comprendere anche senza parlare, nessuno è in grado. A noi è stato insegnato che anche quando tutto sembra perduto, in realtà nulla lo è veramente.

La famosa arte dell’arrangiarsi? La conosci? È proprio così: noi siamo il popolo che non si arrende mai, che si inventa sempre qualcosa di unico da fare e da dire. Ma sempre dopo il riposino pomeridiano, eh. Quello è sacro. E anche il pranzo e la cena non sono da meno; sono momenti sacri per un napoletano.

Se un napoletano ti invita a condividere un pasto con lui e tu non lo apprezzi, stai sicuro che non ti inviterà mai più. Il cibo per un napoletano è un rito sacro.

Bene, ora andiamo a scoprire cosa c’è veramente dietro Napoli. Parlarne bene è facile.

Vivere a Napoli vuol dire imparare a conoscere le regole non scritte

A Napoli, la vita è una sfida costante. La città ti insegna a navigare tra le difficoltà, a trovare la bellezza nelle imperfezioni. Negli ospedali, ad esempio, nonostante la carenza di risorse, emerge la dedizione e l’abilità dei medici. La crisi sanitaria ha messo a dura prova la città, ma ha anche rivelato l’impegno e la competenza del personale medico, che si prende cura dei pazienti con amore e dedizione, nonostante le limitazioni.

La creatività nel quotidiano. La vita a Napoli richiede ingegnosità e adattabilità. Le regole non scritte della strada, ad esempio, diventano un codice da decifrare, un’espressione della vita cittadina che richiede attenzione e rispetto reciproco. Questo spirito di adattabilità si manifesta anche nel modo in cui i napoletani affrontano le sfide quotidiane, trasformando gli ostacoli in opportunità.

La forza del carattere. A Napoli, la resilienza è una virtù. Gli abitanti sono abituati a lottare per il loro posto nel mondo, con una determinazione che nasce dalla consapevolezza delle proprie radici e delle proprie capacità. Questa tenacia, unita a un senso di comunità e solidarietà, rende i napoletani unici nel loro genere.

Un popolo che non si arrende. La lamentela diventa, in questo contesto, un’espressione di consapevolezza e resilienza, non un segno di resa. La malinconia si mescola con la forza d’animo, in una città che insegna a non arrendersi mai.

La bellezza della vita quotidiana. Vivere a Napoli significa trovare gioia nei momenti semplici, come un piatto di spaghetti con le vongole o una pizza con vista mare. È una città che, nonostante le sue contraddizioni, ti insegna a valorizzare le piccole cose, a trovare unità nella diversità.

La comunità. A Napoli, la vita privata è intrecciata con quella della comunità. Questo senso di appartenenza crea legami forti, un tessuto sociale dove ogni sguardo e gesto ha un significato. La capacità di leggere le persone, di comprendere senza parole, è un’arte affinata nel tempo.

Inclusione ed esclusione. La vita sociale a Napoli può essere complessa, con dinamiche che riflettono le stratificazioni culturali e economiche della città. Tuttavia, queste stesse dinamiche spingono all’incontro, alla scoperta reciproca, a superare le barriere con empatia e comprensione.

La sfida e la bellezza di Napoli. Vivere a Napoli richiede coraggio, ma offre anche lezioni di vita inestimabili. La città ha i suoi difetti, ma anche una ricchezza culturale, artistica e umana che pochi luoghi al mondo possono offrire.

Un invito a conoscere Napoli. Visitare Napoli, e magari viverci, è un’esperienza che forma e arricchisce. Chi conosce Napoli sa che le mie parole non sono esagerazioni, ma riflessioni sincere su una città complessa e affascinante.

Vedi Napoli e poi… Vivila, immergiti nelle sue contraddizioni e nelle sue meraviglie. E, come molti prima di te, ringraziala per tutto ciò che ti ha insegnato, una volta che l’avrai salutata. 

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Anna Ventrella

Anna Ventrella

Le parole mi accompagnano nella vita dalla tenera età, precisamente da quando scrivevo lettere, poesie e pensieri dedicate alle persone che amavo. Più tardi, qualche anno dopo, una laurea in Scienze della Comunicazione, una specializzazione in marketing nel cinema e un master in social media marketing, mi hanno indirizzata verso la mia attuale strada professionale. Oggi per lavoro mi occupo di Content marketing, ovvero elaboro e scrivo contenuti che hanno l’obiettivo di posizionare un brand online. La scrittura è da sempre stata una mia grande amica ed è l’unico modo che ho per farmi conoscere e capire da chi mi è intorno. L’ho fatta diventare il mio lavoro, diversamente non avrei potuto immaginare di trascorrere quasi 9 ore al giorno davanti a un PC.

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