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L’Italia apre alla sperimentazione dei nuovi OGM: cosa sono e perché sono controversi

Carmen Tortora

Nonostante gli italiani siano contrari agli OGM, tant’è che le aziende per rassicurare i consumatori specificano sugli imballaggi che i propri prodotti sono privi di OGM, il Parlamento ha approvato un emendamento al Decreto Siccità che apre alla sperimentazione in campo aperto dei nuovi OGM. Si tratta di organismi geneticamente modificati tramite le cosiddette Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), che, secondo i promotori, sono più sicure e naturali delle vecchie tecniche di ingegneria genetica.

Ma cosa sono esattamente i nuovi OGM e perché sono oggetto di dibattito?

Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo differente da quanto avviene in natura con l’accoppiamento e la ricombinazione genetica naturale. Gli OGM trovano applicazioni pratiche nell’alimentazione, nell’industria, nella medicina e nella ricerca scientifica. La manipolazione del DNA di alcune piante come mais, soia e pomodori è utilizzata per ottenere varietà più resistenti ai parassiti e alla siccità.

Cosa sono le TEA?

Le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) sono nuove tecniche di manipolazione del genoma che si basano sull’uso di enzimi o molecole che modificano il DNA in modo mirato e preciso. A differenza delle vecchie tecniche di ingegneria genetica, che inserivano frammenti di DNA provenienti da altre specie (transgenesi), le TEA non introducono materiale genetico estraneo, ma modificano quello già presente nell’organismo. Per questo motivo, i sostenitori delle TEA sostengono che i prodotti ottenuti siano simili a quelli naturali o convenzionali e non debbano essere considerati OGM.

Perché sono controverse?

Nonostante le TEA siano presentate come biotecnologie “benigne”, non mancano le critiche e le perplessità da parte di alcune associazioni ambientaliste, contadine e dei consumatori. Queste sostengono che le TEA siano comunque tecniche di ingegneria genetica e che i prodotti ottenuti siano OGM a tutti gli effetti. Pertanto, chiedono che i prodotti TEA siano sottoposti a valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura, come previsto dalla normativa europea sugli OGM. Inoltre, esprimono preoccupazioni per i possibili impatti ambientali e socio-economici dei nuovi OGM, come la biocontaminazione, cioè il trasferimento involontario di materiale genetico modificato alle colture tradizionali o biologiche, la perdita della biodiversità agricola, cioè la riduzione della varietà genetica delle specie coltivate a causa della sostituzione delle varietà locali con quelle transgeniche, la dipendenza dei contadini dalle multinazionali del settore e la mancanza di garanzie sulla sicurezza alimentare.

Qual è la situazione in Italia?

L’Italia è uno dei paesi europei più contrari agli OGM e ha sempre applicato il principio di precauzione in materia. Tuttavia, negli ultimi anni si è registrato un cambiamento di posizione da parte di alcune organizzazioni agricole influenti come Coldiretti e del Ministero della Sovranità alimentare, che hanno espresso interesse per le TEA come opportunità per l’agricoltura italiana. Queste organizzazioni ritengono che le TEA possano offrire soluzioni innovative per affrontare le sfide del cambiamento climatico, della siccità, della riduzione dell’uso di acqua e fertilizzanti e della valorizzazione della biodiversità nazionale. Il 30 maggio 2023, le Commissioni Agricoltura e Ambiente del Senato hanno approvato all’unanimità un emendamento al Decreto Siccità che autorizza la sperimentazione in campo aperto dei nuovi OGM. L’emendamento è stato presentato dai senatori Raffaele Nevi di Forza Italia, Luca De Carlo di Fratelli d’Italia e Gian Marco Centinaio della Lega. Si tratta di un fatto inedito per il nostro paese, che potrebbe presto avere cibo OGM “made in Italy” sulle nostre tavole. La norma dovrà essere ancora votata in Aula e alla Camera, ma ha già scatenato le proteste della Coalizione Italia Libera da OGM, che chiede lo stralcio dell’emendamento e il rispetto del principio di precauzione.

Noi crediamo che il cibo sia un diritto fondamentale e che la sovranità alimentare sia un valore da difendere. Per questo motivo, siamo contrari alla sperimentazione e alla diffusione dei nuovi OGM, che rappresentano una minaccia per la salute dei consumatori, per l’ambiente e per l’agricoltura italiana. Riteniamo che le TEA siano tecniche di ingegneria genetica che devono essere regolate dalla normativa sugli OGM e che i prodotti ottenuti debbano essere etichettati in modo chiaro e trasparente. Chiediamo al Parlamento di respingere l’emendamento al Decreto Siccità e di ascoltare la voce dei cittadini, che da sempre si sono espressi a favore di un cibo sano, sicuro e privo di OGM.

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Carmen Tortora

Carmen Tortora

Laureata in matematica con indirizzo applicativo in ambito tecnologico, ha conseguito una specializzazione in analisi tecnica dei mercati finanziari.
Ha approfondito i suoi interessi per la natura e la scienza studiando biologia, viticoltura e enologia.
Attualmente lavora come insegnante nella scuola pubblica e come redattrice per la webradio Radio28TV e per il giornale online CambiaMenti. È co-autrice del libro NEXT con Franco Fracassi, per cui cura una rubrica di economia, finanza e tecnologia.

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