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Il WWF e le Connessioni Oscure: Ambiente, Potere e Neofeudalesimo Tecnocratico

Nel mio recente articolo, dal titolo “La Legge per il Ripristino della Natura dell’UE: Critiche e Potenziali Impatti”, ho esaminato come la legge oggetto di dibattito abbia superato un ostacolo politico fondamentale il 29 novembre, ricevendo l’approvazione dalla commissione Ambiente del Parlamento Europeo. Questa legge, inserita nel contesto del progetto Natura 2000, è stata proposta come uno strumento per la protezione delle risorse naturali. Tuttavia, essa rappresenta un ulteriore strumento che verrà subdolamente utilizzato per espropriare le terre dai legittimi proprietari, mascherato da una politica di salvaguardia ambientale. Questa legge rappresenta un esemplare lampante di centralizzazione del potere, un processo graduale che, legge dopo legge, sta conducendo a un indebito accaparramento delle risorse vitali, tra cui quelle energetiche, idriche e alimentari.

La legge definisce obiettivi come il ripristino del 20% delle aree dell’UE entro il 2030, il che potrebbe richiedere il trasferimento di intere comunità dalle zone designate. La riduzione del 15% delle barriere artificiali nei corsi d’acqua e l’aumento del 10% delle terre agricole sono chiari tentativi di concentrare le persone in luoghi altamente controllati e di concentrare le risorse nelle mani delle multinazionali.

L’opposizione decisa dell’Italia a questa legge ha provocato aspre critiche da parte del WWF Italia, che ha inoltre evidenziato come questa posizione, sostenuta dai partiti principali, isoli il nostro paese in Europa e mostri indifferenza verso i presunti vantaggi del regolamento.

Di conseguenza, è imperativo investigare a fondo la storia del WWF, che presenta straordinarie analogie con altre organizzazioni che perseguono simili obiettivi. Sebbene inizialmente possano sembrare dedicate alla preservazione della natura, dell’ambiente e della biodiversità, queste entità emergono come potentissimi strumenti di potere che promuovono in modo deciso e risoluto una serie di iniziative miranti a spingere inesorabilmente verso una nuova era di neofeudalesimo tecnocratico. Questo modello di dominio, con l’ambizioso obiettivo di superare persino il sistema cinese, sta diventando sempre più manifesto, benché sia compreso soltanto da un limitato numero di individui.

Il World Wildlife Fund (WWF), noto dal 1987 come World Wide Fund for Nature, fu fondato nel 1961 da un gruppo di personalità di spicco. Tra i suoi fondatori figuravano il Principe Filippo, Duca di Edimburgo (consorte della Regina Elisabetta II del Regno Unito); il Principe Bernardo d’Olanda, che aveva fatto parte del Partito Nazista tedesco dal 1933 al 1936; e Sir Julian Huxley, noto per le sue posizioni razziste. Julian Huxley era anche presidente dell’UNESCO, un’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, e faceva parte, all’età di settantacinque anni, della Fabian Society britannica. 

Un dettaglio interessante è che l’ex Presidente internazionale del WWF, il Principe Filippo di Edimburgo, era un massone di alto grado del Rito Scozzese e fu iniziato con il numero 1216 nel 1977. Il Principe Filippo, Duca di Edimburgo, era noto per le sue posizioni malthusiane e aveva espresso diverse dichiarazioni e opinioni in merito alla sovrappopolazione, all’ambiente e alla conservazione della natura. Ad esempio, in un’intervista alla Deutsche Presse-Agentur del 1988, disse: «Nel caso di una reincarnazione, vorrei tornare come un virus mortale, per contribuire a risolvere il problema della sovrappopolazione». In un’altra occasione, nel 1966, scrisse nella prefazione di un libro: “Non c’è dubbio che il problema fondamentale sia che abbiamo troppa gente. A meno che non siamo in grado di risolvere questo problema, non c’è molto da fare per il resto».

Il WWF, inizialmente creato con il pretesto di raccogliere fondi per ampliare l’operato dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), l’organizzazione di maggior rilievo nel settore, ha ora una presenza in oltre 68 stati, collaborando con 103 agenzie governative e coinvolgendo più di 640 organizzazioni non governative. Tuttavia, è importante sottolineare che il WWF ha posto al centro della sua agenda la controversa idea di ridurre la popolazione mondiale, soprattutto nei paesi sviluppati, finanziata anche dalla discutibile Fondazione Rockefeller. Inoltre, il WWF ha sostenuto attivamente il mantenimento del controllo delle risorse naturali da parte delle multinazionali, promuovendo una politica che sembra prioritizzare gli interessi economici a discapito dell’ambiente.

I finanziamenti necessari per questa impresa provengono da colossi come l’Anglo-American, una delle più grandi società minerarie al mondo, che opera in vari settori, tra cui l’estrazione di platino, carbone e rame. Questa società fu fondata nel 1917 da Ernest Oppenheimer, un magnate dei diamanti e del commercio di oppio con stretti legami con i Rothschild, una famiglia di banchieri e industriali che controllava il mercato globale dei diamanti attraverso due giganti noti come De Beers.

I Rothschild furono anche coinvolti nella fondazione del gruppo Royal Dutch Shell nel 1903, insieme a Sir Henry Deterding, un imprenditore petrolifero olandese. La Shell, una delle principali aziende produttrici di petrolio a livello mondiale, detiene il 40% del gruppo, che fu uno dei principali fornitori di carburante per le truppe britanniche durante le guerre boere.

Inoltre, la Rio Tinto, una delle maggiori compagnie minerarie del mondo, è di proprietà degli stessi Rothschild. La Rio Tinto fu creata nel 1873 da un consorzio di investitori guidato da Hugh Matheson, coinvolto nel commercio dell’oppio, un mercante scozzese che aveva ottenuto una concessione mineraria in Spagna grazie all’appoggio finanziario dei Rothschild. La Rio Tinto partecipò attivamente alla corsa all’oro nel Transvaal, la repubblica boera che fu il principale teatro delle sanguinose guerre boere, e si scontrò con gli interessi dei coloni olandesi e dei nativi africani.

Da notare anche che la N.M. Rothschild & Sons, una delle più antiche banche d’investimento, è coinvolta in questo complesso affare finanziario, contribuendo a consolidare il controllo finanziario e industriale dei Rothschild su questi importanti settori economici.

In seguito, si unì Jonkheer John Hugo Loudon, una personalità associata al Gruppo Bilderberg, un incontro annuale a inviti che riunisce circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono figure di spicco nei campi economico, politico e bancario, nonché all’Istituto Internazionale per gli Studi Strategici (IISS), un istituto di ricerca britannico specializzato in affari internazionali.

Loudon aveva precedentemente ricoperto posizioni di rilievo, tra cui la presidenza dell’Istituto Atlantico, un’organizzazione che promuove la cooperazione tra i paesi dell’Alleanza Atlantica, e della Royal Dutch Shell, una multinazionale britannica operante nel settore petrolifero, energetico e petrolchimico. Questa azienda era di proprietà dei Rothschild, una famiglia di banchieri e industriali con un controllo significativo sul mercato globale dei diamanti. La Royal Dutch Shell si classificava come la seconda azienda più grande al mondo nel 1995, secondo una classifica pubblicata dal Wall Street Journal.

Inoltre, Loudon ricopriva la posizione di consigliere presso la Chase Manhattan Bank dei Rockefeller (oggi nota come JP Morgan Chase), una società risultante dalla fusione delle due potenti dinastie bancarie Rockefeller e Morgan. Inoltre, aveva assunto la carica di direttore presso la N.M. Rothschild Orion Bank, una banca d’investimento legata alla famiglia Rothschild, e faceva parte del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Ford. Quest’ultima è una fondazione no-profit statunitense fondata nel 1936 da Edsel Ford e Henry Ford, impegnata in attività volte a promuovere la riduzione della popolazione nel mondo in schiavitù attraverso politiche e strumenti adeguati e non riconoscibili.

Robert O. Anderson, noto per aver presieduto la società petrolifera Atlantic Richfield Oil Company. È interessante notare che Anderson fu coinvolto nella scoperta del più grande giacimento petrolifero dell’America del Nord a Prudhoe Bay, in Alaska. Oltre al suo ruolo nell’industria petrolifera, fu anche presidente onorario dell’Aspen Institute, un’organizzazione impegnata a promuovere la leadership e il dialogo su questioni globali. Inoltre, Anderson fu proprietario dell’Observer di Londra, un importante giornale britannico con radici che risalgono al 1791. La sua influenza si estese anche a organizzazioni internazionali come il Gruppo Bilderberg, un incontro annuale che riunisce figure di spicco nei campi economico, politico e bancario, e alla Commissione Trilaterale, un’organizzazione che si occupa di cooperazione tra Europa, America e Asia.

Aurelio Peccei, invece, fu uno dei co-fondatori del Club di Roma, un’organizzazione creata dai Rockfeller e dai suoi associati, che hanno delineato strategie e una narrativa per promuovere un mondo più orientato al comunismo. Thomas Watson, presidente dell’IBM, una delle più grandi aziende di tecnologia informatica a livello mondiale, ebbe un ruolo fondamentale nel censire tutte le persone che furono sterminate durante la seconda guerra mondiale. Watson era anche un sostenitore del Lucis Trust, precedentemente noto come Lucifero Trust, un’associazione no-profit fondata dalla teosofa Alice Bailey nel 1923. Questa associazione aveva l’obiettivo di promuovere la Scuola Arcana, la World Goodwill e altre attività esoteriche. Il nome “Lucis” potrebbe essere un’abbreviazione di “Lucifer” o “Lucifero”, che significa “portatore di luce” o “portatore di Venere”.

Lue Hoffman rappresentava la multinazionale farmaceutica Hoffmann-La Roche, che ebbe una triste notorietà a causa dello stabilimento di Seveso, da cui fuoriuscì la terribile diossina nel 1976, provocando una grave contaminazione ambientale e sanitaria.

Russell Train, ex presidente dell’Agenzia americana per la Protezione dell’Ambiente, ebbe una carriera ricca di incarichi di rilievo, ma è anche legato a eventi tragici. Egli fu membro del Council on Foreign Relations e della Commissione Trilaterale, oltre ad aver ricoperto il ruolo di consigliere presso l’Union Carbide, la società proprietaria della fabbrica che nel 1984 causò un disastro ecologico con migliaia di vittime a Bhopal, in India.

Un aspetto interessante da sottolineare è la connessione tra il Lucis Trust e l’ONU. Entrambe queste organizzazioni hanno una stretta collaborazione, con il Lucis Trust che detiene lo status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) e la World Goodwill che è riconosciuta dal Dipartimento delle Comunicazioni Globali delle Nazioni Unite come Organizzazione Non Governativa (ONG). In questo ruolo, il Lucis Trust e la World Goodwill fanno parte di una vasta comunità di ONG che lavorano in collaborazione con l’ONU, promuovendo la diffusione di informazioni sull’ONU e sostenendo i suoi programmi. Fin dalla loro fondazione, queste organizzazioni hanno contribuito al lavoro dell’ONU attraverso meditazioni, materiali educativi e seminari, evidenziando l’importanza degli obiettivi e delle attività dell’ONU come rappresentanti della voce dei popoli e delle nazioni del mondo.

Questi sono solo alcuni esempi delle numerose connessioni e relazioni controverse legate al WWF. Il discorso potrebbe essere altrettanto esteso anche riguardo all’ONU. Comprendere appieno la complessa rete di connessioni che ci ha portato al punto in cui ci troviamo oggi richiederebbe un intero libro.

In definitiva, è fondamentale evitare di confidare ciecamente in organizzazioncosì ampiamente diffuse in tutto il mondo, poiché, nonostante le variazioni nei protagonisti, condividono tutti una radice comune e perseguono gli stessi obiettivi: il nostro sterminio.

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Carmen Tortora

Laureata in matematica con indirizzo applicativo in ambito tecnologico, ha conseguito una specializzazione in analisi tecnica dei mercati finanziari.
Ha approfondito i suoi interessi per la natura e la scienza studiando biologia, viticoltura e enologia.
Attualmente lavora come insegnante nella scuola pubblica e come redattrice per la webradio Radio28TV e per il giornale online CambiaMenti. È co-autrice del libro NEXT con Franco Fracassi, per cui cura una rubrica di economia, finanza e tecnologia.

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