Crisi industriale: fallimenti in serie e clienti abbandonati
Fisker, Northvolt, Nikola, Volta Trucks, Proterra: i nomi dei pionieri dell’auto elettrica stanno diventando sinonimo di bancarotta. La svedese Northvolt, simbolo dell’indipendenza tecnologica europea, ha dichiarato fallimento nel marzo 2025 dopo aver bruciato oltre 15 miliardi di dollari in nove anni. Poco prima, la statunitense Fisker aveva lasciato migliaia di clienti con vetture di lusso inutilizzabili dopo la chiusura dei server centrali.
La realtà è brutale: senza il sostegno pubblico, molte aziende dell’elettrico non riescono a sopravvivere.
Consumatori delusi e mercato in caduta libera
Secondo un sondaggio Deloitte 2025, solo il 9% degli automobilisti francesi intende acquistare un veicolo elettrico. I motivi? Prezzi elevati, tempi di ricarica troppo lunghi e costi esorbitanti di sostituzione delle batterie.
Anche Tesla, simbolo della rivoluzione elettrica, ha subito nel 2025 un crollo delle vendite in Europa: –45% complessivo, con picchi di –63% in Francia e –75% in Spagna. Perfino i modelli premium S e X sono stati ritirati dal mercato europeo.
L’infrastruttura non regge
Nonostante gli investimenti miliardari, fino al 20% delle colonnine di ricarica pubbliche risulta fuori servizio o in manutenzione, spesso per settimane. Sulle autostrade, ricaricare un’auto può costare più di un pieno di gasolio premium.
A peggiorare la situazione, dal 1° agosto 2025 l’Unione Europea ha portato l’IVA sull’elettricità al 20%, cancellando uno degli ultimi vantaggi fiscali per gli automobilisti “green”.
Il paradosso norvegese
La Norvegia, campione mondiale dell’elettrificazione (84% delle auto nuove vendute nel 2024), continua a registrare livelli elevati di inquinamento da polveri sottili. La causa? Il peso maggiore dei veicoli elettrici, che usurano più rapidamente freni e pneumatici, generando particelle nocive.
Un colpo durissimo all’argomento ecologico con cui si era giustificata la transizione elettrica.
Affidabilità e sicurezza in discussione
I rapporti di Consumer Reports e altre agenzie indipendenti rivelano tassi di guasto altissimi: solo il 55% delle riparazioni viene coperto da garanzia, e il 68% dei veicoli resta in officina più di una settimana.
Il fenomeno del phantom braking — frenate automatiche improvvise e ingiustificate — ha causato centinaia di segnalazioni di incidenti nel 2024 e 2025.
Una spirale economica insostenibile
La svalutazione dei veicoli elettrici è vertiginosa: una Renault Zoé da 33.000 euro perde oltre il 60% del valore in quattro anni, mentre una Tesla Model 3 può deprezzarsi del 50% in tre. Le assicurazioni applicano tariffe più alte (+30% rispetto ai modelli termici) e il costo di sostituzione della batteria — tra 10.000 e 20.000 euro — rende antieconomica la riparazione.
Molti veicoli di appena cinque anni finiscono rottamati come “rifiuti industriali”.
Il ritorno dei motori tradizionali
In questo scenario, i motori diesel e benzina di qualità stanno tornando in auge. Veicoli come il Toyota Land Cruiser o la Mercedes Classe E CDI sono ricercati per affidabilità, autonomia (fino a 1.000 km) e facilità di manutenzione. Gli artigiani e i trasportatori continuano a preferire i furgoni termici, più robusti e indipendenti dalle infrastrutture di ricarica.
Dipendenza geopolitica e impatto ambientale occulto
L’Europa dipende quasi totalmente dalla Cina e da Paesi instabili per litio, cobalto e terre rare. Il riciclo delle batterie è ancora marginale e spesso avviene in modo illegale in Paesi poveri, con conseguenze ambientali devastanti.
A questo si aggiungono sanzioni milionarie contro i costruttori per pratiche scorrette e per il mancato rispetto delle normative ambientali.
Un modello al capolinea?
La fine dei sussidi pubblici sta mostrando la verità: l’auto elettrica, così com’è, non è economicamente sostenibile. Dopo anni di entusiasmo e propaganda, la transizione energetica rischia di rivelarsi un colossale errore strategico.
E se il futuro dell’automobile non fosse elettrico, ma qualcosa di ancora da inventare?
vedi della stessa serie:
- L’altra faccia delle auto elettriche che i media non raccontano
- Dietro la vetrina verde: dipendenza dalla Cina e ritorno del diesel
- Auto elettriche: rivoluzione o illusione destinata a svanire?
- 21 Sovvenzioni auto elettriche uno scandalo
Credits: Foto generata con l’IA




