L’altra faccia delle auto elettriche che i media non raccontano

Iniziamo, con questo articolo, una serie informativa dedicata al tema delle auto elettriche, presentate come un toccasana per la protezione dell’ambiente. È proprio così? Cosa c’è dietro tutta questa enfasi? Si tratta davvero di una tecnologia all’avanguardia? Cercheremo di rispondere in maniera chiara e sintetica  a queste e ad altre domande che si pone in merito il normale cittadino.


Immaginate un diesel Toyota che non parte per un bug software. Con le elettriche, succede davvero.”

Mentre i giornali celebrano i traguardi “verdi” della mobilità elettrica, i numeri raccontano una storia molto diversa. L’“Electricgate”, come viene ormai definito da diversi osservatori critici, mette in luce il lato nascosto della rivoluzione elettrica: costi occulti, guasti ricorrenti e una svalutazione drammatica.

Oslo, capitale elettrica ma soffocata dallo smog

La Norvegia è considerata il paradiso dell’auto elettrica: l’84% delle auto nuove immatricolate è a batteria. Eppure, Oslo ha registrato 95 giorni di superamento dei limiti di inquinamento atmosferico, quasi tre volte oltre la soglia raccomandata dall’Unione Europea. Il paradosso è evidente: nonostante le emissioni “zero allo scarico”, il peso dei veicoli elettrici produce più polveri sottili da pneumatici e freni, aggravando la qualità dell’aria cittadina.

Batterie difettose e richiami di massa

Dietro le promesse futuristiche, si moltiplicano i richiami per difetti tecnici.

  • La Renault 5 elettrica e l’Alpine A290 sono state ritirate dal mercato per un bug software che impediva l’avvio del veicolo.
  • Il Ford Kuga 2020 ibrido è stato richiamato per rischio incendio della batteria.
  • Il Jeep Compass 2021 soffre di guasti cronici al sistema ibrido, trasformando ogni viaggio in una lotteria tecnologica.

Persino marchi di riferimento come Toyota hanno visto ridurre l’affidabilità dei propri modelli ibridi a causa della crescente complessità elettronica.

La svalutazione record: Tesla e Renault Zoé in caduta libera

Uno dei dati più inquietanti riguarda il valore residuo delle auto elettriche.

  • La Renault Zoé, venduta a 33.000 euro nel 2020, oggi vale meno di 12.000 euro.
  • Una Tesla Model 3, acquistata a oltre 50.000 euro nel 2021, si rivende intorno ai 25.000 euro.

La causa principale è la batteria: già dopo 100.000 km mostra segni di cedimento, e la sostituzione può arrivare a 15.000 euro, spesso più del valore stesso del veicolo. Una dinamica che mina la fiducia dei consumatori e rivela l’instabilità del mercato elettrico.

Leggi anche: L’illusione dell’elettrico

Credits: Foto di Stan Petersen da Pixabay

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Immagine di Sergio Zicari

Sergio Zicari

Autore di numerosi libri sulla comunicazione e il marketing delle aziende, del terzo settore e delle libere professioni. Per molti anni è stato manager, formatore, consulente per imprese profit e non profit. È Responsabile della Comunicazione del Gruppo Comunità Etica e Caporedattore di CambiaMenti.

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