Tra Povertà e Disuguaglianza: Un’Analisi delle Sfide Sociali ed Economiche dell’Italia del 2024

L’estate sta finendo e speriamo si inizi ad occuparci di cose serie.

Fino ad oggi abbiamo assistito alle solite notizie, alla solita attività di disinformazione.

Il 2024 è stato un anno elettorale: regionali, amministrative, europee e si sa che le campagne elettorali portano con sé tante promesse.

La vicenda ligure con gli arresti domiciliari di Toti che hanno portato alle dimissioni dello stesso,

le campagne sui cambiamenti climatici, l’attentato a Trump e la campagna elettorale per le presidenziali americane, il conflitto Israelo-palestinese, la guerra russo-ucraina.

Abbiamo sentito discettare sul caldo insopportabile, sulla siccità in Sicilia e sui nubifragi che hanno spesso provocato danni al nord, per non parlare delle olimpiadi, della Salis e del generale Vannacci.

Ma nel mentre tutti pensano alle vacanze, al turismo che per fortuna riprende il suo flusso dopo il covid, la povertà avanza.

Discutiamo di Jus Scholae, ma nulla si dice del fallimento di tutte le politiche migratorie.

Nel mentre milioni di italiani sono preoccupati su come passare le vacanze, altri milioni di italiani non sanno come pagare le cartelle esattoriali o i debiti che hanno maturato e faticano a mettere insieme il pranzo con la cena.

Perché questo è uno dei grandi problemi del paese: la povertà che avanza.

Un esercito di poveri, molti di più, nella realtà, di quello che rappresentano i dati statistici.

Mancanza di case a prezzi calmierati, stipendi da fame, i più bassi d’Europa,

Migranti sfruttati e trattati peggio degli animali, bollette che aumentano, ma soprattutto piccole aziende che chiudono, più di 1000 miliardi di cartelle esattoriali che stanno stringendo un cappio al collo a oltre 15 milioni di persone.

E il cappio non lo sta stringendo la mafia, ma lo stato e il sistema creditizio che sta facendo lauti profitti.

L’efficienza della pubblica amministrazione la conosciamo bene tutti: chi non ha provato a chiamare decine di volte un ufficio pubblico senza ottenere risposta? Chi non ha provato i tempi biblici delle pratiche? Chi non ha provato a scontrarsi contro un muro di gomma per ottenere un proprio diritto?

Quante sono le aziende che lavorano con il pubblico, in difficoltà perché i tempi dei pagamenti sono sempre incerti?

Quando invece ad incassare è lo stato l’efficienza sbalordisce.

Agenzia per le entrate e riscossioni sta diventando una macchina sempre più efficiente: pignoramenti del conto corrente, dello stipendio, pignoramenti presso terzi, azioni esecutive sulla casa. Richieste di pagamento che rasentano, con le sanzioni e gli interessi, il doppio degli importi dovuti in origine.

Azioni che spesso mettono in ginocchio chi le riceve perché la maggior parte di chi subisce queste azioni sono persone e aziende che sono state costrette a non pagare per sopravvivere. Famiglie costrette a decidere se pagare l’affitto e mettere un piatto di pasta in tavola o pagare quanto richiesto.

Perché le crisi economiche non le crea l’operaio o il piccolo imprenditore che sono però i primi soggetti a subirle.

Che fare per uscire da questa spirale?

Purtroppo, l’italiano medio se gli togli la partita di calcio va in piazza, ma se gli pignori la casa e lo stipendio subisce in silenzio.

Delle due, una: o la maggioranza dei cittadini sono evasori che non hanno pagato il dovuto raggiungendo la somma record di 1053 miliardi di euro, quasi la metà del debito pubblico, oppure siamo in presenza di uno stato che sta facendo violenza ai propri cittadini attraverso una fiscalità vessatoria.

Ma ammettiamo solo per un momento che tutti siano evasori e sono circa 15 milioni, basterebbe fondare un nuovo partito votato da tutti gli “evasori” e avremmo risolto il problema, perché i votanti alle recenti politiche sono stati complessivamente 12 milioni e quindi avremmo la possibilità di avere una maggioranza bulgara che potrebbe cambiare completamente il paese: altro che movimento 5 stelle che doveva aprire il parlamento come una scatola di tonno.

Una maggioranza con un programma di pochi punti:

  • Giubileo del debito, riduzione al 10% di tutti i debiti erariali con pagamento rateale in 10 anni
  • Possibilità per il debitore incagliato di acquistare il proprio debito alle stesse condizioni a cui le banche vendono i famosi NPL (crediti deteriorati).
  • Finanziamenti senza garanzie a tasso zero per chi rilancia un’ azienda agricola con recupero dei terreni abbandonati.
  • Finanziamento a tasso zero senza garanzie  per chi recupera immobili in zone in fase di spopolamento spostandovi  la propria residenza.
  • Riduzione del costo del lavoro per le aziende e aumento degli stipendi minimi.

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Immagine di Giacinto Cimolai

Giacinto Cimolai

Friulano. Fondatore del progetto sociale che fa riferimento all’associazione Comunità Etica.
Dal 2017 si dedica alla promozione e allo sviluppo di questo progetto, promuovendolo in Italia e all’estero.
Fondatore e responsabile del progetto di Tutela Legale Etica che si propone di difendere tutti coloro che sono afflitti dal Debito.
Presidente di Confisi-Friuli
Presidente della Cooperativa OPES.
Presidente Regionale per il Friuli Venezia Giulia dell’associazione di promozione sociale A.N.A.S.
Nel 2022 fonda la testata giornalistica CambiaMenti, di cui è direttore editoriale.
Ha pubblicato quattro libri

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